Champions League, valori a confronto: il Liverpool doppia il Tottenham

Reds molto più ricchi degli Spurs, che però non fanno mercato da due anni. Fabinho, Alisson e van Dijk i giocatori più preziosi.

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La stagione 2018/19 verrà ricordata in particolare per essere quella che ha riportato in vetta all'Europa l'Inghilterra, un intero paese che vive per il calcio e che, in questo sistema, da decenni investe ingenti somme di denaro per permettere al proprio movimento locale di crescere in maniera esponenziale. Se a Baku, teatro dell'ultimo atto di Europa League, saranno due club londinesi a contendersi il titolo, al Wanda Metropolitano di Madrid toccherà a Liverpool e Tottenham sfidarsi in quella che si preannuncia come una finale di Champions League parecchio spettacolare.

I valori tecnici in campo non si discutono, e la campagna europea condotta da entrambe lo testimonia in pieno: i Reds possiedono una rosa completa in ogni reparto e, in particolare, un trio d'attacco che in stagione ha toccato quota 68 reti segnate. Un'enormità, un dato impressionante che tuttavia non ha impedito al Manchester City di vincere la Premier League. In campo internazionale però la squadra di Klopp ha sbriciolato ogni record e, a un anno di distanza dalla sfortunata finale persa contro il Real Madrid, il manager tedesco ha nuovamente la possibilità di salire sul tetto del continente.

Dall'altra parte però ci sono gli Spurs di Pochettino, una delle squadre più quadrate di tutta la Champions League. Il Tottenham per l'occasione recupererà Kane e, più in generale, l'argentino potrà dare un senso a questi ultimi anni di gestione, passati a fare i conti con giocatori da convincere per farli rimanere a Londra e un mercato bloccato dalla questione stadio, che di fatto non ha permesso alla società di muoversi in entrata per quasi due anni. Ma una finale è una finale: i valori in campo contano marginalmente, così come il monte ingaggi e il valore globale delle due rose in questione, che comunque pende in maniera decisa a favore del Liverpool.

Alisson durante un match di Champions League
Alisson, portiere brasiliano del Liverpool: arrivato dalla Roma per 75 milioni di euro, è stato uno dei protagonisti della stagione dei Reds

Champions League, quanto valgono Liverpool e Tottenham?

Ma quanto valgono veramente Liverpool e Tottenham? A questo quesito ha provato a rispondere il quotidiano spagnolo Sport, che ha comparato - ruolo per ruolo - tutti i valori dei giocatori inseriti nelle rose delle rispettive squadre. Globalmente parlando, Klopp ha a disposizione un gruppo di calciatori che sulla carta valgono 385,5 milioni di euro, più del doppio rispetto alla truppa di Pochettino, fermo a quota 164 milioni di euro. Eppure in campo tutta questa differenza non si è vista, con gli Spurs bravi a colmare questo gap con organizzazione - quella, per esempio, che ha permesso loro di eliminare il Manchester City - e una variabile di soluzioni offensive capaci di supplire anche all'assenza pesante di Kane.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, è curioso notare la disparità di valutazione tra Alisson e Lloris, due dei migliori portieri del mondo: il brasiliano, arrivato ai Reds la scorsa estate, è stato pagato 75 milioni di euro, mentre per il francese - al Tottenham dal 2012 - è stato firmato un assegno da soli 15 milioni. Altri tempi e altri investimenti, è vero, basti pensare che poi al Liverpool è bastato puntellare il reparto con van Dijk (costato 85 milioni dal Southampton), prima di completarlo alla modica spesa di 15 milioni. Dentro a questa cifra rientrano i cartellini di Robertson, pagato 10, Joe Gomez (5) e la coppia composta da Matip e Alexander-Arnold, entrambi aggregati gratuitamente alla squadra, visto che il primo è stato preso da svincolato e il secondo è cresciuto nel settore giovanile locale.

Dall'altra parte invece sono stati investiti circa 45 milioni di euro per tutto il pacchetto difensivo. Il giocatore più costoso è il centrale belga Alderweireld (16), seguito dal collega e connazionale Vertonghen (12). Entrambi rappresentano le certezze di questo Tottenham, due colonne che nelle ultime stagioni hanno spesso retto le mura della retroguardia Spurs anche quando, forse in maniera esagerata, i tifosi ne chiedevano la cessione. Parlando di fasce, sono 5 i milioni spesi per Trippier, un terzino che a breve potrebbe anche lasciare la squadra, mentre Rose è arrivato a prezzo di saldo, pagato solo 1 milione di euro.

Centrocampo e attacco da record: spiccano Fabinho e Keita

Gli innesti più onerosi del reparto mediano li ha perfezionati l'estate scorsa il Liverpool, che in poche settimane ha staccato due assegni da 110 milioni di euro complessivi per portarsi a casa Fabinho e Naby Keita. Il brasiliano, dopo un inizio balbettante, ha finalmente trovato il suo posto nel cuore del sistema disegnato da Klopp, diventando di fatto insostituibile, mentre il guineano - complice qualche problema fisico - ha perso la parte centrale della stagione. Da sottolineare anche l'enorme esborso per Wijnaldum (27,5 milioni) e Henderson (18), due dei centrocampisti più utilizzati dal tedesco per le sue rotazioni in mezzo.

Meno fisico e meno dispendioso il centrocampo degli Spurs, che l'esborso maggiore lo hanno riservato per Sissoko, mentre in passato hanno perfezionato alcuni affari di mercato decisamente convenienti, basti pensare che Eriksen - ai tempi giocatore dell'Ajax - è stato bloccato a 13,5 milioni di euro mentre Dele Alli solo a 6,6, circa la metà. A questi vanno aggiunti i 60 milioni di cartellino dell'attacco spesi per Son e Lucas, quest'ultimo eroe dell'ultima semifinale di Champions League, mentre Kane - essendo un prodotto del vivaio - non è stato pagato, ma solo riaccolto a braccia aperte dopo alcune esperienze in giro per il paese.

A Liverpool sono state invece fatte le cose in grande: Salah, arrivato nell'estate del 2017 dalla Roma, è stato preso a 42 milioni, uno in più del valore del cartellino di Firmino, ex attaccante dell'Hoffenheim e valorizzato all'estremo da Klopp. Mané, che prima di approdare ai Reds giocava nel Southampton, è costato 34 milioni, ma oggi vale dieci volte di più. O, almeno, questo pensano i dirigenti del club, che per cederlo al Real Madrid hanno chiesto una cifra shock pari a 230 milioni. Valori straordinari, figli delle nuove frontiere toccate dal mercato che portano i club a ipervalutare i propri calciatori. Ma in campo non scendono i numeri e, proprio per questo, la finale di Champions League si preannuncia più equilibrata che mai.

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