Giro d'Italia, Ciccone nel segno di Pantani! Super Nibali, crolla Roglic

L'abruzzese passa primo sul Mortirolo e poi festeggia a Ponte di Legno. Nibali all'attacco, tiene Carapaz. Roglic invece si stacca e perde più di 1'. Corsa apertissima.

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Quassù Pantani diventò Pantani. Senza bandana, nel 1994, iniziò il mito sui tornanti del Mortirolo. Venticinque anni dopo, nel Giro D’italia 2019, trionfa Giulio Ciccone. Lo spettacolo, come sempre, è anche dietro con Vincenzo Nibali, la maglia rosa Carapaz, poi Landa e Lopez. Chi esce sconfitto da una giornata da leggenda è Roglic.

Lo sloveno, fin qui perfetto, accusa sulle rampe infernali fino alla mitica cima. Lo Squalo il primo ad attaccare, guadagna anche una posizione in classifica. È secondo e tiene aperta la corsa.

Carapaz sempre più in rosa con 1'47'' da Nibali, ma non è finita. Domani tappa movimentata, poi gran finale con le montagne di venerdì e sabato. Domenica, a Verona, la crono conclusiva. Roglic ha sete di rivincita. Vincenzo cercherà di attaccare ancora. Carapaz vuole difendere il primato. Si entra nel vivo.

Giro d'Italia, Carapaz sempre in rosa sul Mortirolo
Giro d'Italia, Carapaz sempre in rosa: Nibali insegue a 1'47''

Giro d’Italia, la tappa regina con il Mortirolo

Dopo il giorno di riposo, ecco la terza settimana decisiva. Niente Gavia per problemi di neve, ma ci sono da scalare il Passo della Presolana, il Cevo, Aprica e il Passo del Mortirolo. Poi discesa sino a Ponte di Legno per una tappa da circa 4800 metri di dislivello distribuiti su 194 km. Vanno in fuga in 21, Nibali piazza Caruso come uomo tattico per una possibile azione.

Ai meno 40km l’inizio del Mortirolo, la tappa, e forse il Giro d’Italia, si fanno qui: 11.9 km al 10.9% di pendenza media e picchi del 18%. Un calvario. Davanti hanno un vantaggio di circa 5'40'' ai piedi del mostro. Pozzovivo e Nibali davanti: lo Squalo, aggressivo, ha voglia di ribaltare la situazione.

Lo spettacolo dello Squalo

Ai -34 parte Vincenzo Nibali. Scatto pazzesco con cuore, gambe, grinta. Un’immagine leggendaria con un passaggio di borraccia da parte di Ventoso, uomo in fuga con il volere sportivo. Dietro c’è Lopez, Landa, la maglia rosa Carapaz e Roglic. Ma lo sloveno molla. Nibali trova il fratello Antonio staccato dalla fuga che gli dà una mano. Davanti Vincenzo ha anche Caruso. 

Una cronoscalata, una lotta in primis contro sé stessi. Inizia la pioggia, si passa davanti al monumento in memoria di Pantani. Ora gli ingredienti per un finale epico ci sono tutti. Nibali viene ripreso da Lopez, Carapaz e Landa. C'è anche un coraggioso Charty che con i denti rimane lì attaccato ai migliori. Ciccone, Hirt e Caruso sono i primi tre in testa.

Una folla 

Uno stadio verso il cielo. Sul Mortirolo scollina per primo Giulio Ciccone, maglia blu e re degli scalatori. I migliori dietro sono a meno di 4'. Roglic, in evidente difficoltà, perde più di 1'. La discesa, con la strada bagnata, è pericolosa. Solo Lopez prova a fare la differenza ritrovando Bilbao. I due Astana se ne vanno alla caccia di Hirt (compagno di squadra) e Ciccone. Ultimi chilometri in falsopiano. Sono tutti insieme. Complimenti a Roglic, che fa una discesa a tutta e prova a rientrare.

Ciccone è primo a Ponte di Legno, un trionfo mitico per l'abruzzese, un attaccante nato al suo secondo trionfo al Giro d'Italia. Nibali, Carapaz e Landa arrivano a meno di 2' dal vincitore. Lopez sul finale perde. Ma chi esce sconfitto è Roglic, che nel finale crolla: sul traguardo accusa 1'23'' di ritardo. Vincenzo lo scavalca in classifica. Non è finita.

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