Formula 1, GP d'Italia: dubbio Monza, spuntano due alternative

Il Gran Premio d'Italia ci dovrebbe essere nel futuro della Formula 1, ma rimane incerta la sede dell'appuntamento.

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Il futuro del Gran Premio d'Italia di Formula 1 deve ancora essere definito. A fine aprile era emerso che l'attuale contratto, in scadenza nel 2019, sarebbe stato prolungato fino al 2024. Accordo pressoché trovato tra l'ACI e Liberty Media, pronte a firmare una volta risolti gli ultimi dettagli.

Tuttavia, permangono dubbi sulla conferma di Monza come sede dell'appuntamento. Infatti, esistono alcuni problemi tra l'Automobile Club d'Italia e l'amministrazione locale. Il Comune sembra avere alcune pretese economiche che la controparte non vorrebbe accettare. Ci sono controversie devono essere risolte per garantire la prosecuzione del GP italiano presso l'Autrodromo Nazionale di Monza.

A dicembre 2018 era stato annunciato un piano di investimenti per ammodernare le strutture e modificare alcuni punti della pista. Un progetto da 100 milioni di euro da realizzare prima del 2022, anno nel quale il circuito brianzolo festeggerà il proprio Centenario. Le parti coinvolte nella trattativa faranno di tutto per continuare a far correre la Formula 1 lì.

Angelo Sticchi Damiani e Jean Todt
Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI, fiducioso per il futuro del Gran Premio d'Italia.

Formula 1, GP d'Italia ancora a Monza? Imola e Mugello le alternative

Nel corso del weekend del Gran Premio di Monaco sono arrivate importanti dichiarazioni di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI. Ha garantito che una gara italiana continuerà ad esserci e che disputarla a Monza è una priorità, però potrebbero esserci sorprese.

Abbiamo definito nei dettagli un accordo con Chase Carey - ha confessato a Sky Sport F1 -, quindi sono tranquillo e ottimista. Non basta però. Abbiamo alcuni problemi da risolvere sul territorio. Diciamo che il GP in Italia ci sarà nei prossimi sei anni, compreso l'attuale. Però dobbiamo capire alcune cose. Io vorrei continuare a Monza, ma tutto deve andare nel verso giusto. Si devono verificare delle condizioni.

Sticchi Damiani ha confermato che ci sono aspetti da sistemare con l'amministrazione locale. Uno di questi sembra riguardare il canone da 2 milioni di euro versato per la concessione del circuito. Quest'ultimo è gestito da Sias, società detenuta da ACI. Andrea Monti, vice presidente della Commissione trasporti e infrastrutture di Regione Lombardia, ha esposto delle critiche dirette.

Il presidente Aci sta volutamente cercando un braccio di ferro con il Comune - ha dichiarato Monti in un comunicato - pretendendo l’impossibile, ovvero il totale azzeramento del canone che Sias corrisponde in virtù di una gestione dell’impianto che dura 365 giorni all’anno. È inaccettabile che si utilizzi la carta del possibile trasferimento del GP da Monza ad altra sede. Tale ipotesi non esiste, perché Aci Italia riesce a firmare il contratto solo grazie alle risorse utilizzate in virtù di una precisa decisione del Governo e con i fondi garantiti da Regione Lombardia.

Ma quali sarebbero, eventualmente, le alternative in Italia? Ci sono solamente altri due circuiti che possiedono la licenza F1. Uno è quello di Imola e l'altro il Mugello. Il primo ha già ospitato la Formula 1 tra il 1980 e il 2006, mentre il secondo è uno degli appuntamenti fissi del Motomondiale e teatro di tante storiche gare della MotoGP. Sarebbe strano vedere il calendario futuro senza la presenza di Monza e la sensazione è che alla fine un accordo verrà trovato. Ma nel frattempo è necessario avere pronto anche un piano B.

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