Roma, arbitro rincorso negli spogliatoi e pestato

È successo nello spareggio promozione di 2ª categoria tra la Polisportiva Giovanni Castello e il Tormarancia. La vittima è il 27enne Daniele Pozzi.

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Una giornata da incubo. L'ha vissuta il 27enne Daniele Pozzi, giovane arbitro che per due stagioni ha fatto parte del gruppo CAI (Commissione Arbitri Interregionale), al termine dello spareggio fra la Polisportiva Giovanni Castello e il Tormarancia. I padroni di casa hanno vinto conquistando la Prima Categoria, gli ospiti invece hannno sfogato la loro frustrazione sul fischietto della sezione di Roma 1 (presieduta da Roberto Bonardo), finito al San Camillo dove fortunatamente la TAC a cui è stato sottoposto ha dato esito negativo. 

In ospedale ci è arrivato col volto tumefatto, una tempia gonfia e un labbro spaccato a causa dei calci e dei pugni che gli hanno sferrato i giocatori del Tormarancia, che lo hanno inseguito negli spogliatoi. Una caccia all'uomo in piena regola a cui avrebbero partecipato anche tifosi e un dirigente. In questi attimi di autentica follia, c'è chi ha preso le sue difese portandolo uno stanzino del campo Villa dei Massimi ed evitando che la situazione precipitasse.

A Pozzi, che una volta a casa ha accusato un nuovo malore, sono stati dati 10 giorni di prognosi. Un episodio, questo, che fa il paio con quello successo sempre nel Lazio a Riccardo Bernardini, arbitro della sezione di Ciampino che nel novembre scorso è stato aggredito dopo il match tra la Virtus Olympia e l'Atletico Torrenova. Allora fu convocato un tavolo da parte del Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che pretese "massima severità". Evidentemente c'è ancora molto lavoro da fare. 

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