Milan, non solo Leonardo: dubbi anche sul futuro di Maldini

Nell'organigramma dirigenziale rossonero potrebbero esserci cambiamenti drastici al termine della stagione. Oltre al brasiliano, anche Maldini può lasciare.

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Ci sono voluti nove anni per rivedere Paolo Maldini al Milan in seguito al suo ritiro da calciatore nel maggio 2009, ma dopo neanche dodici mesi da dirigente rossonero il suo futuro è considerato già in bilico. All'interno del club ci potrebbero essere cambiamenti importanti al termine della stagione e questi potrebbero riguardare anche lui.

L'amministratore delegato Ivan Gazidis, in accordo con la proprietà Elliott Management Corporation, sta valutando delle modifiche all'attuale management sportivo. Appare segnato il destino di Leonardo, che potrebbe essere rimpiazzato da Luis Campos. Il portoghese ricopre la carica di direttore sportivo del Lille, squadra francese che nella Ligue 1 ha chiuso al secondo posto conquistando l'accesso alla prossima Champions League. 

E i meriti sono anche suoi, visto che ha avuto le intuizioni giuste nel costruire l'organico a disposizione di mister Galtier. Un abile scopritore di talenti come lui è ritenuto l'ideale per la futura politica del Milan sul calciomercato: ingaggiare giovani a costi contenuti e valorizzarli. Campos avrebbe già detto sì a Gazidis e il suo arrivo si dovrebbe concretizzare appena Leonardo uscirà di scena. Tale addio può comportare anche quello di Maldini. Fu proprio il brasiliano a chiamarlo per farlo entrare nella dirigenza rossonera, tra loro c'è un legame di amicizia e rispetto reciproco.

Ivan Gazidis con Paolo Maldini e Leonardo, dirigenti del Milan
Gazidis potrebbe rivoluzionare in management sportivo del Milan, sia Leonardo che Maldini possono andare via.

Milan, rivoluzione Gazidis: con Leonardo va via anche Maldini?

Oggi La Gazzetta dello Sport spiega che Maldini, con l'arrivo di Campos, avrebbe meno margine di manovra rispetto a quello che ha attualmente con Leonardo. Inoltre, il quotidiano sportivo nazionale rivela che la proprietà Elliott si aspettava una maggiore incisività del direttore sviluppo strategico area sport nel trasmettere il DNA Milan all'ambiente, in particolare alla squadra. Il senso di appartenenza è un valore importante e Paolo è uno che può insegnare tanto sotto questo punto di vista. Stesso discorso vale per Gennaro Gattuso, allenatore incerto del proprio futuro e che in queste due stagioni ha cercato con alterne fortune di trasferire ai propri calciatori i principi fondamentali per indossare una maglia gloriosa come quella rossonera.

Non si può certo dire che Maldini sia stato uno poco presente, dato che spesso si è recato a Milanello per seguire gli allenamenti della squadra. I dialoghi non sono mancati con il gruppo, però un dirigente deve sempre stare attento a non entrare nell'area che compete al tecnico. Senza scordare che lo storico numero 3 del Milan è alla sua prima esperienza da manager sportivo, pertanto è presto per giudizi ed eventuali bocciature. Ha fatto la storia del Diavolo e non può essere trattato in maniera superficiale.

Certamente il probabile addio di Leonardo imporrà a Maldini delle riflessioni. Lui ha sempre detto di voler tornare nel club solamente con un ruolo di responsabilità, per poter decidere e dunque incidere nella politica societaria. Un eventuale ridimensionamento, conseguente all'arrivo di Campos, potrebbe anche non essergli gradito. Se gli fosse prospettato un incarico di maggiore rappresentanza e con meno potere decisionale, Paolo potrebbe valutare l'idea di andarsene.

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