De Rossi saluta la Roma con una lettera: "Nessuno vi amerà più di me"

Il centrocampista anticipa i saluti ai suoi tifosi prima della partita d'addio contro il Parma: "Il vento ricomincerà a soffiare anche da questo 27 maggio. Tutti uniti per la Roma".

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Dopo 18 anni, 615 presenze e 63 reti Daniele De Rossi darà il suo ultimo saluto alla Roma. Il DDR-Day è fissato per la serata di domenica 26 maggio, quando i giallorossi di Claudio Ranieri ospiteranno il Parma all'Olimpico in una partita che ha poca rilevanza per la classifica (per confidare nel quarto posto la Roma dovrebbe vincere con cinque gol di scarto e sperare nelle sconfitte di Inter e Milan) ma è destinata a restare negli annali per la storia del club.

Entrato a far parte del settore giovanile della Roma nel 2000, arrivando a debuttare in prima squadra l'anno dopo, nella Capitale De Rossi si è affermato come uno dei migliori interpreti del suo ruolo, toccando il secondo posto tra i calciatori con più partite in giallorosso alle spalle di Francesco Totti. I trofei vinti sono tre (la Coppa Italia nel 2007 e nel 2008 e la Supercoppa nel 2007) ma i momenti da ricordare sono innumerevoli. Tanto che il numero 16 ha preferito anticipare i saluti alla sua gente con una lettera fiume pubblicata sul sito ufficiale della Roma. Presentata con una sua foto da ragazzino e la maglia giallorossa sul petto:

Che te ridi regazzi’? So’ felice! Perché sei felice? C’ho la maglietta della Roma Ma non è che è falsa? Ma no, il numero l’ha cucito mia zia… E se te dico che la indosserai più di seicento volte? A me ne basterebbe una di partita.

Un amore viscerale, raccontato per tappe per riassumere un viaggio intenso. Nel quale c'è spazio per i ringraziamenti alla famiglia Sensi e al presidente Pallotta, a tutti gli allenatori, staff medici e compagni conosciuti a Trigoria, oltre che a Bruno Conti, l'occhio speciale che ha notato le doti di De Rossi e dalle giovanili dell'Ostia lo ha portato in giallorosso. Senza dimenticare Francesco Totti, un amico oltre che un simbolo:

Non capita a tutti di giocare 16 anni accanto al proprio idolo. La fascia che ho indossato l’ho ricevuta dalle mani di un fratello, di un grande capitano e del calciatore più straordinario al quale io abbia mai visto indossare questa maglia. Riconsegno questa fascia, con rispetto, ad Alessandro (Florenzi, ndr). Un altro fratello che sono sicuro ne sia altrettanto degno.

Roma-Genoa 3-2, giorno dell'addio al calcio di Francesco Totti: Daniele De Rossi andò in rete
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De Rossi: "Torniamo a spingere per l’unica cosa che ci sta a cuore, la Roma"

Dalla grande famiglia Roma a quella nella quale è cresciuto e si è costruito. Tra i ringraziamenti speciali di De Rossi, trovano spazio gli affetti più cari:

Grazie a papà e mamma per avermi trasmesso due valori che sono ogni giorno con me: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso e dai una mano a chi è in difficoltà. Grazie a Ostia, alla sua gente e al suo mare.  Grazie anche a chi mi ha sopportato e supportato tra le mura di casa: senza Gaia, Olivia e Noah e soprattutto Sarah sarei la metà dell’uomo che sono oggi.

Tra gli aneddoti, il più significativo - paradossale ma vero - riguarda una sconfitta: quella nella finale di Coppa Italia del 2013 contro la Lazio. Strano scherzo del destino. Era il 26 maggio, stessa data nella quale De Rossi saluterà la sua vita in giallorosso:

Quel 26 maggio abbiamo vissuto una giornata dopo la quale pensavamo di non poter tornare a sorridere. Lo pensai anche io, finché non vidi il tatuaggio di un tifoso con scritto '27 maggio 2013, eppure il vento soffia ancora'. So che il vento ricomincerà a soffiare anche da questo 27 maggio.

Daniele De Rossi con i tifosi della Roma dopo il 3-0 al Barcellona nella scorsa Champions League
De Rossi con i tifosi della Roma dopo il 3-0 al Barcellona nella scorsa Champions League

Il suo addio ha messo in subbuglio la piazza di Roma, già poco soddisfatta dei risultati della squadra in questa stagione. Così, da vero leader, De Rossi ha concluso la sua lettera con un appello all'unità. Da tifoso, ancor prima che da idolo in campo:

Grazie ai tifosi della Roma, i miei tifosi. Siete la ragione per cui tante volte ho scelto di nuovo questa città. Domani sarà la seicentosedicesima volta in cui la considererò la scelta giusta. Mai come in questi giorni ho sentito il vostro affetto. Mai come in questi giorni vi ho visto così uniti per qualcosa. Il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l’unica cosa che ci sta a cuore, che viene prima di tutto e tutti, la Roma. Nessun mai vi amerà più di me. Arrivederci.

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