Tripletta in coppa e Watford nel 2020: il Fluminense scopre Joao Pedro

Il classe 2001 è una delle novità di questa prima parte di stagione: dopo la doppietta al Cruzeiro, ha trovato i suoi primi tre gol internazionali. E tra poco andrà in Premier.

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"Piacere, mi chiamo Joao Pedro e il mio mestiere è segnare". Un dialogo surreale, che però si sarebbe potuto rivelare perfetto per descrivere l'ultima notte di Copa Sudamericana, durante la quale il calcio brasiliano si è accorto di un nuovo talento pronto a sbocciare definitivamente. Com'è facilmente intuibile, parliamo proprio di Joao Pedro, attaccante del Fluminense che, con una tripletta e un assist decisivo, ha contribuito in maniera sensibile alla vittoria per 4-1 nell'andata dei sedicesimi di finale contro un colosso continentale come l'Atletico Nacional.

Tre gol, sì, e di grandissima fattura. Tre reti che mettono in evidenza tutto il potenziale di questo ragazzo, cresciuto nel vivaio del Fluzao e buttato nella mischia quasi per disperazione durante il Carioca 2019, giocato nei primi mesi dell'anno. Il primo arriva con un colpo di testa, ovvero la specialità della casa. Il secondo invece gli permette di mettere in mostra tutta la sua bravura nello scatto in profondità, un inserimento letale nello spazio su suggerimento di Paulo Henrique Ganso concluso con il classico pallonetto a scavalcare il portiere in uscita. Il terzo, quello che chiude i giochi al 35esimo del primo tempo, è una zampata di rapina dopo aver colpito il palo, ancora con una zuccata in area di rigore.

Il risultato è inevitabile: tecnica e movenze hanno fatto invaghire nuovamente il Maracana, che non provava sensazioni tali dai tempi in cui un giovane attaccante esplose segnando a raffica prima di essere ceduto al Watford. Quel garoto, il ragazzino, si chiamava Richarlison, e oggi il destino di Joao Pedro è strettamente legato al talento recentemente convocato dalla selezione maggiore di Tite, visto che le Hornets lo hanno già bloccato in vista del prossimo mercato di gennaio staccando un assegno da 15 milioni di euro. Una cifra record per il Fluminense, che per quest'anno però potrà ancora godersi la maturazione del suo gioiellino, a oggi ancora abbastanza sconosciuto a tal punto da non aver nemmeno una pagina su Wikipedia.

Joao Pedro esulta con la maglia del Fluminense
Si chiama Joao PEdro l'ultima stellina del calcio brasiliano: classe 2001, è cresciuto nel Fluminense e ha segnato una tripletta al suo esordio in campo internazionale

Fluminense, Joao Pedro show in Sudamericana: il Brasile ha un nuovo gioiello

La tripletta segnata da Joao Pedro è da stropicciarsi gli occhi, ma allo stesso tempo non sorprende. Portato in prima squadra dal tecnico Fernando Diniz in occasione dell'inizio della nuova stagione, il classe 2001 nato a Ribeirao Preto ci ha messo veramente poco per farsi apprezzare. Per certi versi anche il suo esordio è stato caratterizzato dai classici crismi del predestinato, visto che il primo match assoluto (senza contare i primi trascurabili minuti nella coppa nazionale) lo ha giocato contro il Flamengo. Mica una partita qualsiasi, il Fla-Flu, uno dei derby più infuocati del mondo, nel quale ha trovato la via del gol solo 7 minuti dopo aver preso il posto di Allan.

Poi, non contento, in due giorni ha segnato 3 gol al Cruzeiro, sua vittima preferita in questo inizio di carriera, castigato prima in Copa do Brasil con il gol dell'1-1 segnato al 95esimo, poi in campionato nel 4-1 dell'ultimo turno, quando una sua doppietta (corredata da un assist) ha permesso al Fluzao di prendere il largo e di portarsi a casa tre punti fondamentali. Un talento precoce, che al momento sta viaggiando su medie realizzative superiori anche a quelle di mostri sacri del calcio brasiliano come Romario, Careca, Bebeto e Ronaldo, dato che a 17 anni nessuno di questi era ancora riuscito a ritagliarsi un ruolo così importante.

Joao Pedro è una fondamentalmente una prima punta, capace di finalizzare ma anche di dialogare bene con i compagni di squadra. È arrivato al club nel 2012 grazie alla mediazione della madre Flavia, che nella carriera del figlio ha riposto la maggior parte delle speranze familiari di tirare avanti. La storia di questo ragazzo ricalca perfettamente i canoni sudamericani: un'infanzia complicata, durante la quale spesso mancava il cibo da tavola, e l'occasione di emergere grazie al calcio e al centro di formazione di Xerem, uno dei più importanti di tutto il continente.

Qui il Fluminense plasma i campioni del futuro e, sempre qui, il 17enne carioca ha cominciato a percepire uno stipendio adeguato per permettere ai proprio genitori di riuscire finalmente a pagare un affitto. Al resto ci ha pensato il suo fiuto per il gol, sgrezzato nelle strade della provincia di Rio de Janeiro, in cui - prima di approdare al Tricolor - si allenava a tempo perso nel piccolo Vale de Laranjeiras, dove le risorse erano poche e le entrate praticamente nulle. Figlio di Chicao, ex centrocampista del Botafogo di San Paolo, è salito alle cronache per la pioggia di gol segnata nella stagione 2015 con la selezione under 15 allenata da Luiz Felipe, quando il tecnico - di comune accordo con il coordinatore delle giovanili Marcelo Veiga - decide di spostarlo dalla fascia al centro.

Il resto, come i 36 gol segnati in 38 partite lo scorso anno, è storia recente. Eppure la sua esplosione non era così scontata, visto che fisicamente sembrava non volesse saperne di svilupparsi, come raccontato dallo stesso Veiga in un'intervista a Globo Esporte:

Era forte, ma anche piccolo e magro. Per questo abbiamo deciso di lavorare con pazienza sulle sue doti migliori, trasformandolo in un attaccante. I risultati si sono visti subito.

Certo che si sono visti, soprattutto oggi che la bilancia sfiora gli 80 chili di peso e l'altezza si è fissata su 182 onesti centimetri, quanto basta per essere letale in area di rigore. La stampa brasiliana lo ha definito "talento primordiale", uno da sgrezzare ma con orizzonti illimitati. A breve lo vedremo in Europa, in un campionato complicato e fisicamente dispendioso come la Premier League, dove troverà una squadra nella quale si aspettano di trovare finalmente un erede per Richarlison. Uno che per il Fluminense ha fatto tanto, un simbolo per il quale Joao Pedro stravede. Le premesse sembrano essere le stesse.

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