Palermo non ci sta: class action e spedizioni contro la Serie C

Il capoluogo siciliano si mobilita dopo la decisione della Lega Serie B, che ha reso esecutivo un verdetto di primo grado estromettendo i rosanero dai play-off.

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Palermo si schiera a difesa dei propri colori. Una città intera, infatti, è insorta dopo la decisione del Tribunale Federale, che ha accolto le richieste del procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro: responsabilità oggettiva e diretta in merito ai capi di imputazione, illecito amministrativo nello specifico. Una sentenza di primo grado che ha dunque portato i rosanero dal terzo all'ultimo posto della classifica di Serie B, consentendo di fatto al Perugia di disputare i play-off - con conseguente slittamento della graduatoria finale - e, soprattutto, di non disputare i play-out tra Salernitana e Venezia. Un gran bel paradosso, considerato come nel consiglio della Lega Serie B - organo che ha preso la decisione di rendere esecutiva la sentenza, facendo partire i play-off e non disputando i play-out - sedessero, tra gli altri, i rappresentanti di Benevento e Salernitana. Proprio quel Benevento arrivato quarto in classifica dietro al Palermo, e che si è presentato come parte interessata al processo di primo grado.

Una situazione, questa, che ha fatto gridare al conflitto di interesse una piazza intera, che si è sin da subito mobilitata per schierarsi contro una presa di posizione autoritaria e giudicata da molti avvocati come ingiusta: sì perché, stando ai pareri di diversi legali, la Lega di B avrebbe perpetrato un palese abuso di potere. Una situazione, questa, che ha compattato come non mai la piazza di Palermo, che fino ad allora si era praticamente sgretolata sotto le macerie della gestione Zamparini, la quale tra l'altro può vantare l'infausta maternità del procedimento legale in essere. La domanda che la piazza intera si è posta, dunque, è stata: perché, se i bilanci non risultano oggi veritieri, la COVISOC li ha approvati? E, soprattutto, per quale motivo non si è atteso il secondo grado di un processo sportivo svoltosi dopo quello ordinario, che - pur vantando criteri di giudizio diversi rispetto a quello sportivo - ha assolto in toto il Palermo da tutte le accuse?

Proprio per questo è nata l'iniziativa Rosanero in Class Action: un'azione legale collettiva che raccoglie tutti coloro i quali - vantando dei tagliandi per le partite del Palermo, degli abbonamenti allo stadio o alle pay TV e alle piattaforme streaming - sono interessati a richiedere un risarcimento. Una iniziativa corale nata per raggruppare le necessità dei singoli, e che avrà sviluppi che varieranno in base alla sentenza del secondo grado di giudizio. Rosanero in Class Action, inoltre, ha richiesto la documentazione contabile di tutte le società iscritte al campionato di Serie B, al fine di verificare eventuali irregolarità per quanto concerne gli altri club cadetti. E non è tutto: sempre in data giovedì 23 maggio, giorno dell'udienza di secondo grado in Corte Federale d'Appello, il tifo rosanero si raggrupperà in massa di fronte alla sede in cui si decideranno le sorti del Palermo: sono previsti, infatti, gruppi di tifosi rosanero per un totale di circa mille persone - stando alle stime riportate da Forza Palermo.it -, che si raggrupperanno in via Campania 47 a Roma. Lì il grido sarà unico, con i supporters che manifesteranno il proprio sdegno di fronte alle azioni perpetrate contro il club rosanero.

Palermo: Arkus in posa
Palermo: la nuova proprietà, in posa assieme a Rino Foschi e Daniela De Angeli, garantisce impegno economico a prescindere dalla categoria.

Palermo: Arkus Network conferma il suo impegno

Intanto, però, a Palermo possono finalmente gioire almeno dal punto di vista societario: Arkus Network, gruppo polifunzionale nuovo proprietario del club dopo l'interregno De Angeli-Foschi - che hanno strappato la società agli inglesi di Sport Capital -, ha confermato il suo impegno nel riportare i colori rosanero in alto a prescindere dalla categoria. Anche nell'infausto scenario di una conferma della retrocessione in Serie C, dunque, il gruppo guidato dai fratelli Salvatore e Walter Tuttolomondo non ha intenzione di mollare gli ormeggi. Una gran bella notizia per la piazza, che dopo anni di gestione tribolata si ritrova a che fare con un gruppo serio, ricco di figure di garanzia assoluta come il presidente del club - e di Sicindustria - Alessandro Albanese e il banchiere e neo-vicepresidente Vincenzo Macaione.

Un impegno lodevole, considerato come Arkus abbia acquisito le azioni di maggioranza del Palermo con un piede e mezzo in A - visto l'accesso ai play-off da terza in classifica - e l'evolversi della vicenda fino al momento attuale, che comunque non condanna affatto in via definitiva i rosanero alla Serie C. Non resta che attendere, dunque, giovedì prossimo, per capire quale sarà il campionato di competenza dei siciliani e le eventuali mosse successive della nuova proprietà.

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