Bale e l'altra faccia del calcio: "Noi calciatori siamo come robot"

Il talento del Real Madrid analizza l'altro lato del pallone: "Noi siamo come robot, non possiamo mai fare ciò che vogliamo. E le pressioni sono continue"

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Non è un momento semplice per Gareth Bale che è con il ritorno in panchina di Zinedine Zidane è finito ai margini del progetto del Real Madrid. Il gallese non ha giocato nemmeno un minuto nelle ultime tre partite e l'allenatore è stato piuttosto chiaro sulla sue intenzioni future: non ci sarà più spazio per l'ex Tottenham. Una situazione molto intricata, difficile da risolvere.

Bale non ha per niente apprezzato l'atteggiamento di Zidane e per lasciare il Real chiede una buonauscita sostanziosa da quasi 50 milioni di euro. Il classe '89 del resto è forte di un contratto da 15 milioni di euro a stagione e in scadenza solo nel 2022. Una cifra che difficilmente altri club sarebbero disposti a corrispondergli. Nemmeno gli Spurs che lo riaccoglierebbero volentieri a casa. 

Il futuro di Bale quindi è ancora tutto da scrivere. Per lui sarà un'estate intensa, a Madrid è ormai un separato in casa, lo stesso popolo blanco lo ha scaricato tanto che in un sondaggio lanciato da AS è stato eletto come il primo giocatore da cedere per poi iniziare il nuovo ciclo. Eppure il gallese ha segnato 102 gol in 231 presenze con la maglia del Real, tra cui quello decisivo e meraviglioso nella finale di Kiev contro il Liverpool. Misteri del mondo del calcio.

Bale in campo con il Real Madrid
Bale: "Essere al top vuol dire perdere la propria vita"

La denuncia di Bale: "Noi calciatori siamo robot"

Un mondo agrodolce, un mondo che Bale conosce alla perfezione e di cui sa anche riconoscere i difetti. Un universo dorato, fatto di soldi e successo, questo è il calcio per tutti. Ma la stella del Real, in una intervista rilasciata per State Of Play film realizzato per BT Sport Films, apre uno squarcio anche su quella che è la vita vera di un giocatore:

Capisco chi sostiene che dopo aver smesso abbia ripreso il controllo sulla sua vita. È come se fossimo dei robot: nel calcio, soprattutto al top, non è come in altri sport, ad esempio il tennis o il golf, dove si può decidere come organizzare il proprio calendario degli impegni. Quando si parla di squadra, siamo sotto il comando altrui, ci viene imposto dove andare, che cosa e quando dobbiamo mangiare, a che ore incontrare l’allenatore o prendere il pullman. È come perdere la propria vita.

Parole che denotano il volto oscuro del calcio, la difficoltà anche di ragazzi giovani che spesso faticano a sostenere i ritmi sempre più intensi imposti dal calcio moderno. Bale poi si focalizza anche su un altro aspetto. Sulla perdita di spensieratezza, sulla capacità di sopportare le pressioni:

Quando sei bambino hai la testa piena di sogni, ti diverti con i ragazzi della tua età; nel momento in cui arrivi al massimo livello invece subentrano pressioni di ogni tipo, la gente continua a parlare di te e quasi sempre lo fa in modo negativo. Si perdono tutti i valori che avevi da ragazzo. 

Insomma c'è vita oltre le copertine. Oltre la patina dorata. 

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