Tutte le follie di Kyrgios: dagli atti osceni al lancio della sedia

La sfuriata agli Internazionali d'Italia è stata solo l'ultima delle reazioni eccessive dell'australiano. Il tennista di Canberra vanta una lunga collezione di colpi di testa e stravaganze.

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Nick Kyrgios veste ormai troppo bene i panni del "bad boy" del tennis. Il ragazzo è particolarmente suscettibile e durante un match da lui ci si può aspettare davvero di tutto: dal lancio di oggetti all'abbandono del campo anzitempo. Agli Internazionali d'Italia del 2019, però, ha superato se stesso: prima ha buttato via la racchetta, poi ha scagliato a terra una sedia e infine, dopo aver ricevuto un penalty point e con l'incontro ancora in corso, se ne è andato via. Così ha risposto al break del norvegese Ruud. Ma sarebbe sbagliato credere che siano proprio e solamente le sconfitte a scatenare nell'australiano questo tipo di reazioni. Il suo carattere, in realtà, è più complesso. E ne danno prova i numerosi episodi di indisciplina dei quali si è reso protagonista nel corso della sua carriera.

Che Kyrgios fosse un tipo esuberante era apparso chiaro fin dal 2014, quando i successi di Wimbledon iniziarono a far parlare tutto il mondo del talento del diciannovenne di origini greche e malesi. Non solo sconfisse Nadal agli ottavi, ma lo fece anche sfoggiando un'intraprendenza inedita. Il video di lui che fa punto con un tweener (colpendo la pallina tra le gambe) era diventato virale. Ma col tempo quell'indole si è trasformata in sfrontatezza. E ci ha messo circa un anno.

Sempre a Wimbledon l'anno successivo Kyrgios continuò a far parlare di sé. Quella volta, però, non solo per i risultati. Nel match contro Milos Raonic scese in campo con una fascia paraorecchie che catturò l'attenzione di tutti i presenti, arbitro in primis. La stoffa era colorata di viola e verde, i colori del torneo. Un omaggio apprezzabile, se non fosse che il regolamento della competizione impone ai tennisti di vestirsi solo di bianco. L'arbitro, allora, lo pregò di indossarla al rovescio. Durante il secondo set, poi, Kyrgios ricevette un warning per aver scagliato a terra la racchetta che, rimbalzando, era finita tra il pubblico. Lo stesso gesto lo replicò quando sfidò Gasquet. Discusse con l'arbitro Keothavong per tutta la durata del match: prima si fece riprendere per aver pronunciato delle oscenità, poi lo provocò mentre si cambiava i calzini. Dopo aver vinto il terzo set, come se non bastasse, lanciò in aria la racchetta e abbracciò una raccattapalle.

Nick Kyrgios, tennista australiano
Nick Kyrgios agli US Open del 2015

Tutte le follie di Kyrgios: dagli atti osceni al lancio della sedia

La provocazione a Wawrinka e il sonnellino agli US Open

Il 2015 fu l'anno in cui Nick Kyrgios sembrava intenzionato a fare di tutto per finire sotto ai riflettori. Dopo Wimbledon, fu la volta della Rogers Cup di Montreal. Il secondo turno dell'Atp di Canada vide lo scontro tra il tennista australiano e Stan Wawrinka. In quell'occasione lo svizzero fu costretto a ritirarsi a causa di un infortunio. Prima, però, dovette sforzarsi di non rispondere alla provocazione dell'avversario, che cercò di fargli saltare i nervi offendendo la sua fidanzata, la tennista Donna Vekic.

Alcuni microfoni collocati a bordo campo riuscirono intercettare Kyrgios mentre alludeva a una fantomatica scappatella tra la ragazza e un altro tennista, Thanasi Kokkinakis. L'australiano chiese scusa attraverso i social network, cercando di avanzare persino una giustificazione: avrebbe pronunciato quella frase in un momento di "ardore agonistico". Wawrinka, in ogni caso, chiese alle autorità competenti di intervenire per punire il comportamento dell'avversario.

E la sanzione arrivò: Kyrgios dovette pagare 10mila dollari di multa per quel gossip del tutto inopportuno. Il provvedimento doveva servire a fagli capire che da lì in poi avrebbe dovuto reagire alla tensione dei match con più compostezza. Ma agli US Open dello stesso anno esagerò anche in quel senso. Nel bel mezzo della sconfitta che gli inflisse Andy Murray approfittò di un cambio campo per concedersi un pisolino sulla sua sedia

Nick Kyrgios, tennista australiano
Kyrgios ai Masters 1000 di Shaghai nel 2016

I due anni di svogliatezza a Shanghai

Nei due anni successivi, invece, il mondo del tennis conobbe un altro aspetto del carattere di Kyrgios: la sua svogliatezza. Già in passato l'australiano aveva lasciato intendere di essere incline a perdere con troppa facilità la voglia di dare il massimo sulla terra rossa. E a Shanghai, nel 2016, uscì allo scoperto. Spettatori e giudici si resero conto che contro Mischa Zverev il tennista classe '95 non faceva neanche caso a dove finisse la pallina, si limitava a servire di potenza. Fu così che in meno di venti minuti riuscì a perdere il primo set. Poi iniziò ad accelerare il servizio e a regalare punti all'avversario. Arrivò persino a chiedere all'arbitro di chiamare il tempo, perché voleva che la partita finisse in fretta. 

Quella pigrizia gli costò in tutto più di 30mila dollari di sanzione da parte dell'Atp, che decise anche di sospenderlo per otto settimane. Kyrgios accettò di farsi seguire e aiutare da uno psicologo. Ottenne una riduzione della sospensione e nulla più. Poco dopo, infatti, annunciò che non avrebbe partecipato al torneo di Rotterdam del febbraio 2017 per poter essere tra i giocatori dell'All Star Celebrity Game organizzato dalla NBA nello stesso periodo. Ma a quell'evento di basket, per ironia della sorte, non prese mai parte. 

La conferma che la psicoterapia non avesse avuto i risultati sperati arrivò nel 2017. Agli Australian Open di gennaio Kyrgios spaccò la racchetta dopo aver perso un punto contro l'italiano Seppi. Per quel gesto dovette pagare di nuovo una multa. Nove mesi più tardi l'australiano tornò ai Masters 1000 di Shanghai e a distanza di un anno dimostrò di non aver imparato la lezione. Johnson rimase senza parole quando vide l'australiano lasciare il campo alla fine del tie-break. Kyrgios aveva perso il primo set e aveva reagito ai fischi del pubblico con alcuni insulti. Il penalty point dell'arbitro fu la goccia che fece traboccare il vaso e il tennista di Canberra abbandonò la gara. 

Kyrgios, tennista australiano
Kyrgios durante il Queen's Club del 2018

Dagli atti osceni al clamore del caso Lahyani

Il calendario 2018 delle stravaganze di Kyrgios si aprì con una sanzione per atti osceni. Il provvedimento arrivò dopo che nei Queen's Club Championships diede spettacolo contro Cilic. Durante una pausa l'australiano agitò una bottiglietta d'acqua in modo equivoco. I giudici dell'Atp capirono che la sua intenzione era quella di simulare una masturbazione. Ecco perché ricevette una sanzione di 15mila euro. 

A Cincinnati, invece, fece ridere tutti per la sua sbadataggine. In quel caso il tennista si presentò sul campo con le scarpe da basket, pronto a cambiarle prima del match. Rovistò per qualche minuto nel borsone, ma non riuscì a trovare quelle da tennis. Quindi si rivolse all'arbitro e gli disse di aver dimenticato le scarpe. Per quel motivo la partita iniziò con un leggero ritardo.

Nel match contro Herbert degli US Open 2018, invece, scoppiò il caso Lahyani. Kyrgios stava perdendo 6-4 e 3-0, era demoralizzato e non stava sfruttando al massimo il suo potenziale. Inoltre, come di consueto, stava iniziando a sfogare la sua frustrazione sul pubblico. L'arbitro Lahyani lo raggiunse e gli disse che avrebbe potuto fare meglio di così. L'australiano riuscì a recuperare la partita, ma gli altri tennisti non presero bene quello scambio di battute con il giudice. Ecco perché Lahyani venne sospeso dalla federazione per due tornei. 

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