MotoGP, il pagellone di Le Mans: Marquez Re di Francia

Il weekend francese vede Marc vincere la terza gara stagionale, regalando a Honda il successo numero 300 in top class. Bene le Ducati, rimandato Rins con la Suzuki. Bocciato Vinales, caduto su una pista a lui favorevole.

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Nei pressi di Le Mans c'è poco e niente. L'unica vera attrazione è rappresentata dallo storico circuito Bugatti. Quinto weekend stagionale per la MotoGP, che in Francia affronta un meteo lunatico e ospita una folla oceanica di appassionati. I motard locali hanno letteralmente invaso parcheggi e tribune di un impianto che racconta gesta delle famose 24 Ore a quattro e due ruote, nelle specialità di durata. Le gare sprint sono riservate al Motomondiale, che nella Loira torna sempre volentieri.

Nella pista non distante dalla cattedrale di Saint-Julien, il pubblico ha conclamato a Re assoluto uno spagnolo. Marquez ha dominato in lungo e in largo, vincendo ancora. I numeri simbolici sono il 3 e il 300. Terza affermazione per Marc nel 2019, trecentesimo gradino più alto del podio calcato da un pilota Honda nella Classe Regina del motociclismo. Prudente nelle prove libere, strategico in qualifica, all'attacco nella corsa domenicale. MM93 è - meritatamente - il leader della classifica piloti.

Molto bene anche le Ducati, grazie a Dovizioso e Petrucci. Le Desmosedici GP erano forti e l'unico in grado di fermarle è stato il sette volte campione del team Repsol. Marquez, infatti, è l'uomo che determina il risultato in casa HRC. Mentre i portacolori della Rossa sono tutti compatti a livello prestazionale, nei garage dell'ala dorata il discorso cambia. Situazione simile in Yamaha. Volente o nolente, è sempre e solo Valentino Rossi il migliore sulla M1, Vinales non arriva al traguardo proprio nella pista dove ottenne il primo successo con la moto di Iwata. Le Suzuki sono uscite ridimensionate, migliorate le KTM, allarme in Aprilia. Per il marchio veneto urge correre ai ripari, perché il Mugello bussa alla porta.

Ducati veloci e concrete nella MotoGP di Le Mans
Ducati in lotta per il podio MotoGP a Le Mans

MotoGP, Le Mans: le pagelle del lunedì

Marc Marquez - Promosso

Provate ad immaginare quanta e quale pressione avesse sulle proprie spalle lo spagnolo del team Repsol. Oltre a cercare la vittoria del Gran Premio - impresa già di suo molto complicata nella MotoGP moderna - Marquez "doveva" regalare a Honda l'ennesimo record. Nel mirino della Casa giapponese c'era il numero 300, che avrebbe suggellato il dominio nella Top Class, iniziato a metà degli anni sessanta e continuato in Francia.

Sotto lo sguardo attento dagli occhi a mandorla dei dirigenti HRC, Marquez rimane lucido, concentrato, voglioso di farcela. Ha rischiato - come sempre - Marc, ma la solita audacia è stata ripagata dal terzo successo stagionale. Rimanere in piedi tra le minacciose Ducati e poi fuggire con un passo inavvicinabile era l'obiettivo del sette volte iridato, che comanda la classifica piloti. Con le altre RC 213V in affanno, è il numero 93 l'ala in più di casa Honda. La strada che porta all'ottavo titolo è ancora lunga, sicuramente, però spianata. Senza dubbi o paure, PROMOSSO.

Alex Rins - Rimandato

Arrivato in Francia per giocarsi la leadership in campionato, Alex si è visto poco nella tre giorni di Le Mans. Le due Suzuki hanno sofferto le mutevoli condizioni meteo e non digerito i saliscendi del Bugatti. Non veloce in prova, disattento in qualifica, anonimo in gara. Rins ha portato a casa un decimo posto, limitando i danni per un box Ecstar che ha visto la caduta di Joan Mir nel giro di ricognizione, per un totale di quattro tonfi rimediati. Un weekend storto può capitare a chiunque, figuriamoci se si è un rookie come Joan. Rins, invece, ambisce a qualcosa di importante e, per riuscirci, deve correre da top rider in ogni condizione. RIMANDATO.

Rins e Vinales, due delle delusioni nella MotoGP di Le Mans
Rins e Vinales, decimo e ritirato nella MotoGP di Le Mans

Maverick Vinales - Bocciato

Male, che altro dire? Maverick era partito forte venerdì, dichiarando che quella francese fosse la sua pista. Infatti, il catalano ottenne a Le Mans il primo successo con la Yamaha, nella stagione 2017. Scattato male da una poco promettente undicesima casella, il numero 12 lottava in gara per la top ten, mentre i compagni di marca erano più veloci sulle altre M1. L'errore che lo ha tolto dalla contesa è sembrato dei più banali: dopo il lungo curvone destrorso che segue il rettilineo dei box, arriva la prima piega a sinistra. Le gomme in quel punto vanno gestite, perché - spesso - fredde. Scivolando, Maverick rovina il suo Gran Premio e rimane fermo in classica. Per lui resta il record del circuito siglato nel 2017 ed un grande rammarico. BOCCIATO.

Italia in chiaroscuro al Bugatti

Il cielo grigio di Le Mans è stato gradito solo in parte dai sorridenti e radiosi piloti azzurri. Bravi ed attenti Dovi e Petrux in MotoGP, esperti e furbi Rossi e Morbidelli, con punti per entrambi nella top class, nulla di raccolto per Bagnaia e Iannone. Se il primo può recriminare la dinamica di un contatto che gli ha causato la caduta, per l'abruzzese ci sono pochi alibi. Solo sei punti in cinque appuntamenti lo score di Andrea, chiamato da Aprilia per compiere lo step in più verso la zona importante della classifica. L'infortunio rimediato il mese scorso lo ha ovviamente rallentato e costretto a saltare Jerez ma il feeling con la RS-GP tarda ad arrivare.

Errore fatali pure quelli di Baldassarri e Corsi, a terra nella gara Moto2. Lorenzo ha tirato giù (involontariamente) pure Pasini, Simone ha sprecato una occasione buona per vincere. Caduto anche Locatelli, durante il primo giro della middle class. Grande risultato per Dalla Porta in Moto3, Migno ha subito la sportellata di Masia, errore e ritiro di Antonelli, altra delusione in Francia. Il suo nome si aggiunge a quelli di Foggia, Fenati e Rossi, tutti chiamati all'esame di riparazione nel Gran Premio d'Italia al Mugello. La nostra e la loro gara di casa.

Mon Dieu, quale è la mia moto?

Gli enormi parcheggi del Bugatti possono ospitare migliaia di motociclette, tutte poste rigorosamente in fila e ordinate. Tuttavia, non è facile trovare la propria cavalcature a Le Mans, perché tra forme, colori e lunghi corridoi ci si può perdere in un solo istante. Alcuni motard giunti in autodromo avrebbero voluto tornare a casa appena dopo la fine della MotoGP, dichiarando che in circa un'ora di strada, sarebbero arrivati nei loro garage. Peccato sia andata diversamente: è stato necessario il doppio del tempo per riconoscere le moto ferme nel parcheggio, in un traffico degno del peggior esodo d'agosto alla barriera di Melegnano.

Le previsioni meteo e i "Giuliacci" improvvisati

Nella MotoGP di Le Mans il meteo ha recitato un ruolo determinante
Piove o non piove nella MotoGP di Le Mans? Meglio riderci sopra

Il colonnello Mario Giuliacci è, per noi italiani, il guru delle previsioni meteorologiche. Diventato un vero e proprio format e personaggio televisivo, Giuliacci è stato copiato da avvenenti e improvvisate signorine poco vestite, che confondono la parola "meteo" con "tempo". Poco male ed andiamo avanti, la gita domenicale la si rischia ugualmente, sole o pioggia che sia. Il problema di Le Mans è stato un altro. Gli esperti locali hanno toppato più volte, pronosticando condizioni asciutto prima che cadesse l'acqua e pioggia a catinelle al posto di qualche timida goccia. Per gli spettatori è sufficiente aprire e chiudere l'ombrello, i piloti MotoGP devono - invece - scegliere le gomme da usare in gara. Meglio riderci sopra e affidarsi ai nasi del paddock, i più competenti in materia.

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