Liga, ultimo turno: Real Madrid ancora sconfitto, show di gol a Ipurua

Le Merengues chiudono il campionato perdendo contro il Betis sotto i fischi del Bernabeu. Doppio Messi sul campo dell'Eibar: la Pulga tocca quota 50 gol stagionali.

Una fase di Real Madrid - Betis, posticipo di Liga

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Il Real Madrid si congeda dalla Liga con una sconfitta. L'ultimo match casalingo della stagione non poteva che seguire il filone logico di tutta l'annata, con una squadra che si è spenta nell'esatto momento in cui l'Ajax ha passeggiato sul prato del Bernabeu, eliminando la compagine allora allenata da Solari dalla Champions League. Questa volta a passare in casa dei Blancos è il Betis, al quale basta un secondo tempo a ritmi semialti per spazzare via le poche resistenze locali.

Al Chamartin finisce 2-0 per i verdiblancos, altra squadra delusione per quelle che erano le premesse prospettate a inizio annata, che se non altro chiudono il campionato con una vittoria prestigiosa maturata interamente nella ripresa e firmata dalle reti di Loren Moron e di Jesé. Quest'ultimo, in gol da ex, prima segna e poi chiede scusa al (poco) pubblico presente in quella che, fino a quale anno fa, era anche la sua casa.

Semplice sgambata invece per il Barcellona, bloccato sul 2-2 in casa di un Eibar chiamato a salutare il pubblico festeggiando un'altra salvezza targata Mendilibar. I blaugrana giocano in formazione rimaneggiata ma Messi, di nuovo in giornata di grazia, segna l'ennesima doppietta di pregevolissima fattura che impreziosisce ulteriormente una stagione giocata su livelli assoluti.

Una fase di Real Madrid - Betis di Liga
I giocatori del Betis festeggiano il secondo gol segnato al Bernabeu: la squadra di Quique Setien si è congedata con una bella vittoria esterna sul Real Madrid

Liga, il Betis passeggia al Bernabeu: fischi sul Real Madrid

In realtà non c'è molto da segnalare riguardo alla partita giocata al Santiago Bernabeu. Per capire come siano andate veramente le cose, basti pensare che a venti minuti dalla fine la gente ha cominciato a svuotare completamente le tribune dello storico impianto madrileno. Il match comincia a ritmi bassi, quasi da amichevole estiva, utili solo a far salire in cattedra le tante qualità in possesso del Betis, sceso in campo con l'undici titolare per provare a dare ancora un senso alla propria stagione. L'occasione allora diventa quella giusta per osservare gli eventuali pezzi pregiati che potrebbero alimentare il mercato in uscita del club andaluso.

Il primo ovviamente è Giovanni Lo Celso, giocatore cresciuto tantissimo sotto la gestione di Quique Setien e obiettivo di tutte e tre le grandi realtà della Liga, Real Madrid compreso. L'argentino, che adesso si concentrerà esclusivamente sulla Copa America, sfodera qualche colpo speciale del proprio repertorio e dà il là ad entrambe le azioni che permettono al Betis di portarsi a casa tre punti utili a far morale. A inizio ripresa è proprio lui ad armare Guardado in verticale, con il messicano bravo a vedere il movimento sul secondo palo di Loren Moron che, a Navas battuto, sblocca una partita fino a quel momento decisamente spenta.

Poco dopo Lo Celso pesca bene Junior Firpo, altro grande gioiellino biancoverde, sulla sinistra: il dominicano salta netto Carvajal e mette dentro la palla del raddoppio firmato da Jesé. E il Real Madrid? Poca roba davvero: il palo colpito nel primo tempo da Benzema è l'unico vero acuto della partita, un match nel quale le seconde linee schierate dal principio non hanno dato a Zidane le risposte opportune.

Gente come Brahim Diaz, Valverde, Nacho e Marcos Llorente è stata messa sotto dal fisico e dal dinamismo dei vari William Carvalho, Guardado, Firpo e Francis Guerrero, laterale destro che ha fatto impazzire Marcelo. Insomma, un vero e proprio disastro, il modo peggiore per salutare un pubblico fin troppo paziente, accorso allo stadio per salutare definitivamente molti dei protagonisti delle vittorie di questi anni come Navas, Bale e Isco.

Messi fa 50 in stagione e annulla l'Eibar: il Barcellona chiude con un pareggio

La Liga del Barcellona finisce a Ipurua, in casa di un Eibar che sfodera probabilmente una delle prestazioni stagionali migliori in assoluto. I blaugrana si presentano a ranghi ridotti, con i soli Piqué, Jordi Alba, Rakitic, Busquets e Messi in campo dall'inizio per preservare gli altri titolari in vista della finale di Copa del Rey. I baschi spingono sin dai primi minuti, creando un paio di occasioni interessanti con Sergi Einrich e Orellana prima di passare in vantaggio grazie al sinistro di Cucurella, uno che nel Barça ci è cresciuto e ci ritornerà a breve.

Sul gol c'è la complicità di Cillesen, decisamente rivedibile, ma la prima frazione giocata dal giovanissimo mancino (per il quale, evidentemente, non vale la clausola del miedo) è di spessore assoluto. Dall'altra parte però c'è un certo Messi che, nel giro di due minuti, approfittando della linea difensiva troppo alta schierata da Mendilibar, affetta due volte in verticale i centrali avversari centrando le reti numero 35 e 36 in campionato, toccando quota 50 in stagione. Poco prima di andare al riposo è l'argentino De Blasis a inventarsi la rete del pari: l'argentino raccoglie una respinta fuori area della difesa catalana e scarica un destro al volo che finisce all'incrocio dei pali.

Nel secondo tempo le occasioni invece latitano. Colpa, soprattutto, di un Barcellona che pensa più al Valencia che al campo, complice anche un Valverde deciso a dare minuti ai ragazzi della cantera. Dopo aver buttato nella mischia Wagué e Alena, l'ex tecnico dell'Athletic Bilbao regala l'esordio anche al giovanissimo Carles Perez, schierato esterno offensivo al posto di un inguardabile Malcom. L'occasione più netta per vincere la partita capita all'Eibar, quando - a metà della ripresa - Einrich si trova a pochi metri da Cillesen senza però riuscire a impattare con forza la palla. Il 2-2 rimane dunque la naturale conseguenza di 90 minuti giocati a ritmi bassi, senza farsi troppo male. Di agonismo se ne riparla ad agosto.

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