Roma, Kolarov: "Non abbasso la cresta. De Rossi? Ci mancherà"

Il terzino giallorosso si è raccontato alla piattaforma streaming: "Io romanista, Daniele è come un fratello. Champions League? Nel calcio nulla è scontato".

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Pur avendo un significativo passato nella Lazio, Aleksandar Kolarov si è rivelato come uno dei migliori affari mai condotti in porto dalla Roma della gestione americana. Il suo modo di stare in campo, sempre fiero e mai domo, ne tratteggia perfettamente le caratteristiche di giocatore, un elemento prezioso che sul terreno di gioco è sempre l'ultimo a tirare indietro la gamba. Negli ultimi tempi le cose non sono andate benissimo: l'esonero di Di Francesco, arrivato in seguito alla figuraccia nel derby e all'eliminazione dalla Champions League per mano del Porto, ha portato la squadra a essere contestata in maniera trasversale dalla tifoseria.

Da critiche e insulti non si è salvato nessuno, nemmeno lui: dopo la mortificante uscita dalla Coppa Italia, dove i giallorossi sono stati travolti per 7-1 dalla Fiorentina, Kolarov si è reso protagonista di un brutto battibecco con un gruppo di ultras che, al rientro della trasferta, hanno aspettato la squadra per manifestare il proprio dissenso. Il serbo ha risposto per le rime, venendo quasi alle mani coi contestatori che, per tutta risposta, qualche notte dopo hanno appeso degli striscioni sotto casa sua. Su uno di questi gli veniva dato del croato in senso dispregiativo, un altro lo invitava ad abbassare la cresta:

Da me si dice che nessuno è più cattolico del Papa, figuriamoci se in 2 anni posso convincere la gente del fatto che io sia romanista. In campo però ho sempre dato tutto: a volte il mio massimo è sufficiente, altre no. Di sicuro nessuno può dirmi di abbassare la cresta.

Con questa dichiarazione Kolarov ha esordito nell'intervista rilasciata a DAZN, nella quale il terzino sinistro serbo si è raccontato ma, soprattutto, ha fatto il punto della situazione sulla stagione che sta vivendo la Roma. L'ultima volta in cui aveva parlato, lo aveva fatto al sito ufficiale del club, al quale aveva detto chiaramente di come la sua scelta di tornare nella Capitale, lasciando così la Premier League, fosse stata la migliore fatta in carriera.

Kolarov in azione con la Roma
Aleksandar Kolarov, terzino sinistro della Roma: il serbo, in giallorosso da due anni, viene considerato uno dei migliori affari di mercato perfezionati dalla gestione americana

Roma, Kolarov a DAZN: "De Rossi un fratello, ci mancherà tanto"

Argomento principale dell'intervista? Ovviamente l'addio alla Roma di Daniele De Rossi, un personaggio che per i colori giallorossi ha significato tanto e non solo dal punto di vista sportivo. L'annuncio è arrivato un po' all'improvviso e ha destabilizzato l'ambiente, già alle prese con una complicata rincorsa al quarto posto in campionato:

Daniele è un fratello. La prima partita che ho giocato qui, a Bergamo, ha fatto un discorso nel quale ci ha messo così tanta emozione che ho pensato fosse matto. Non ce ne sono tanti come lui, giocatori appassionati che vivono il calcio in questo modo.

E, soprattutto, che hanno la fortuna di giocare tutta la vita per i colori che amano. Il serbo rimarca spesso questo concetto, quasi come a volerlo sottolineare in maniera netta dato che, contrariamente a De Rossi, questa è una cosa che lui non ha mai potuto fare:

Io tifo per la Stella Rossa ma ci ho dovuto rinunciare per questione di ambizioni. Lui ha passato tutta la vita con la squadra che ama. Abbiamo parlato spesso del suo futuro: lui voleva continuare, la società ha un'idea diversa, ma quando comincerà la nuova stagione tutti si renderanno conto di cosa vuol dire non averlo più con noi.

Poi, lo sguardo cade inevitabilmente sulla classifica e sulla lotta per entrare in Champions League. La Roma ha in programma due partite abbastanza abbordabili, ma il futuro europeo dei giallorossi questa volta dipende dal altri:

Abbiamo l'obbligo di battere Sassuolo e Parma. Poi certo, dobbiamo sperare che le altre perdano punti ma nel calcio nulla si può mai dare per scontato. Al Manchester City ho vinto un campionato nei minuti di recupero.

E se non sarà quarto posto?

Ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. I primi colpevoli siamo noi, cioè quelli che vanno in campo, ma è anche vero che i giocatori devono essere messi nelle condizioni di rendere al meglio. Non a caso la Juventus in Italia vince da 8 anni.

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