Mihajlovic e la lite fuori dall'Olimpico: "Vi spiego com'è andata"

Il tecnico del Bologna fa chiarezza su quanto successo prima della finale di Coppa Italia.

3 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

C'era anche Sinisa Mihajlovic all'Olimpico per Atalanta-Lazio, finale di Coppa Italia che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2-0 grazie alle reti di Milinkovic e Correa. Ma per il serbo non è stato semplicissimo arrivare all'impianto capitolino. 

Il tecnico del Bologna è stato infatti protagonista di un pre-partita piuttosto movimentato. Arrivato in auto nei pressi dello stadio insieme al direttore sportivo rossoblù Bigon, si è fermato per chiedere informazioni a un poliziotto.

I toni però si sono accesi e l'agente ha mandato a quel paese Mihajlovic, apostrofandolo come "zingaro di me**a". L'ex giocatore della Lazio ha reagito ed è stato fermato da altri agenti, prima di allontanarsi e raggiungere il suo posto in tribuna.

La versione di Mihajlovic

A fare chiarezza sull'accaduto è stato lo stesso Mihajlovic a La Gazzetta dello Sport: 

Ma quali tifosi della Lazio (qualcuno aveva scritto erroneamente che a insultarlo erano stati dei tifosi della Lazio, ndr)? Io sono stato insultato da un poliziotto! È già una vergogna sentirsi urlare zingaro di me**a durante le partite allo stadio dai tifosi avversari. E non sento mai uno speaker invitarli a smetterla. Ma non accetto che a dirmelo sia un poliziotto, uno in divisa, chiamato a far rispettare l’ordine, non ad aggredire e insultare. E quando mercoledì è successo, ho reagito. Quando ero già dentro lo stadio alcuni amici mi hanno detto che girava un video con una ricostruzione sbagliata

Ecco invece la sua versione:

Allora dico io com’è andata veramente. Ero in macchina con il mio ds Bigon e l’avvocato del Bologna Bergamini. Ci hanno fermato dopo Ponte Milvio, perché c’erano stati degli incidenti. Ho mostrato al poliziotto il pass e chiesto come avrei potuto raggiungere il parcheggio dello stadio. Era con il casco, il manganello. Mi ha urlato in malo modo che non si passava e di andarmene. Gli ho detto che non c’era bisogno di urlare e lui mi ha detto testualmente: "Non rompere il c***o, t’ho detto di andartene, sbrigati, va*******o”. Gli ho risposto. E mentre ci allontanavamo in macchina ho sentito “zingaro di m…”. A quel punto non ci ho visto più, sono sceso e lui è corso via verso i suoi colleghi che mi hanno bloccato. Ho detto che mi aveva detto zingaro, ma mi hanno spinto e invitato anche loro a lasciar perdere e andarmene. Sono arrivati dei tifosi della Lazio a difendermi, ho capito che poteva succedere casino con la polizia e allora gli ho detto di stare calmi, che era colpa mia e di allontanarsi

Anche la moglie di Sinisa, Arianna Rapaccioni, ha confermato la versione sul proprio profilo Instagram:

In seguito ad alcune verifiche, occorre fare una doverosa correzione in merito a quanto accaduto ieri sera a Roma nei pressi di Ponte Milvio prima della finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. A insultare Sinisa Mihajlovic non è stato un tifoso biancoceleste, scenario che in effetti lasciava piuttosto perplessi vista la lunga e fruttuosa militanza del serbo nel club capitolino, bensì un rappresentante delle forze dell’ordine (probabilmente un vigile, ma sono in corso accertamenti) addetto al controllo dei varchi d’accesso allo stadio Olimpico. Dopo un breve battibecco, sorto per futili motivi, il soggetto in questione ha utilizzato il non edificante epiteto “zingaro”, e da lì la reazione di Mihajlovic, poi allontanato da quattro poliziotti

Il commento della Polizia locale: "Non alimentate odio"

La Polizia locale ha rilasciato una nota su quanto accaduto:

In merito alle offese indirizzate al tecnico del Bologna, Sinisa Mihajlovic, il Comando della Polizia Locale di Roma Capitale esprime sdegno e dispiacere per l'accaduto, ma le affermazioni contenute in un post pubblicato sul profilo Instagram da parte della moglie dell'allenatore, che indicano un agente della Polizia Locale come "probabile" responsabile, ancor prima che siano stati svolti i dovuti accertamenti, è un fatto grave che rischia solo di alimentare ulteriore odio nei confronti di chi indossa una divisa. Il Corpo si mette a disposizione per raccogliere la denuncia nel caso la famiglia Mihajlovic abbia certezza di quanto dichiarato

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.