Chi è Iñaki Williams, il talento dell'Athletic

L'eclettico attaccante di origini liberiane è stato il primo calciatore di colore a segnare in Europa con il club basco. E confessa: "Sono ricco e faccio sesso 4 volte a settimana".

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Iñaki Williams è una delle conferme più interessanti di quest'ultima edizione di Liga. L'attaccante dell'Athletic Bilbao ha giocato una stagione su numeri decisamente importanti, corredati dal grande apporto dato alla squadra nei momenti peggiori nei quali il club basco, soprattutto nel girone di andata, si è imbattuto fino a rimanere coinvolto nella lotta per non retrocedere. Con il cambio in panchina però le cose sono cambiate, e se oggi la squadra è lì davanti a giocarsi l'accesso alla prossima Europa League, molto lo deve anche alla crescita di questo 25enne simbolo positivo del modello di integrazione intrapreso dalla società.

Chi conosce Iñaki da vicino lo descrive come un tipo esuberante, un ragazzo con la testa sulle spalle ma allo stesso tempo divertente, sempre pronto alla battuta e amante della bella vita. Il primo a non farne un mistero è proprio lui, che di recente - durante un'ospitata in una trasmissione sportiva - ha raccontato senza problema quali sono i suoi canoni standard, condendo il tutto con qualche particolare piccante:

Ho tra i 5 e i 10 milioni di euro, faccio sesso quattro volte a settimana e la mia passione è Fortnite, un gioco che spesso mi fa andare a dormire tardi e urlare a tal punto che a volte si sveglia anche la mia vicina.

Williams affronta la vita esattamente come fa con gli avversari in campo: la prende di petto, ci gioca, sa dare il giusto peso alle cose e sfrutta in pieno le sue qualità per regalare gioie. L'ultima in ordine cronologico è arrivata non più tardi di una settimana fa, quando il talento bilbaino ha messo a segno il suo 13esimo gol in Liga nel match vinto 3-1 contro il Celta Vigo. Una partita importante, perché da quei tre punti conquistati giocando un primo tempo a ritmi folli potrebbe dipendere il destino europeo dell'Athletic, al quale basta un punto nell'ultima giornata per centrare un obiettivo quasi impossibile da pronosticare solo fino a qualche mese fa.

Iñaki Williams con l'Athletic
Iñaki Williams è una delle nuove proposte del calcio spagnolo: a 23 anni si è imposto all'attenzione generale con la maglia dell'Athletic Bilbao, con la quale quest'anno ha toccato quota 15 gol stagionali

Iñaki Williams, l'ascesa dell'ennesimo talento basco

Le altre reti sono state equamente distribuite durante tutto l'arco della stagione, gol utili a tenere a galla la squadra anche nei periodi peggiori, quando la classifica era preoccupante e l'assenza prolungata di Aritz Aduriz aveva di fatto spuntato in attacco la compagine basca. Già, perché in tempi duri sono stati proprio Iñaki e Raul Garcia, il giovane e il vecchio, a permettere all'Athletic di non essere risucchiato in basso. Dalla prima firma di agosto, nel match contro il Betis, a quella che ha castigato il Celta di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, così come innumerevoli i chilometri corsi da questo ragazzo figlio di migranti che ha visto la luce nella periferia del capoluogo dei Paesi Baschi.

Tutto comincia a Barakaldo, cittadina dove i genitori scappano dopo essersi conosciuti e fidanzati in un campo profughi del Ghana, punto di incontro per tutti gli sfollati dalla guerra civile liberiana che, negli anni '90, ha spazzato via migliaia di vite. La ricerca di una vita migliore li porta a formare una famiglia in Spagna, dove Iñaki Williams nasce nel 1994 e, pochi anni dopo, comincia a fare la cosa che gli permetterà poi di guadagnarsi da vivere, ovvero giocare a pallone. Nelle giovanili dell'Athletic ci arriva dopo una bella esperienza in Navarra, forte regione dall'influenza basca in cui il suo nome, traduzione letterale di Ignazio, viene utilizzato per chiamare amichevolmente i venditori ambulanti africani.

Essere nero, soprattutto a quei tempi, avrebbe potuto rappresentare un peso per tanti. Quasi per tutti, ma non per lui, che in ogni intervista rimarca fiero il fatto di sentirsi basco al 100%. E, dai tifosi del club, come tale viene trattato: memorabile è la festa che gli è stata riservata in seguito al primo gol europeo della storia biancorossa segnato da un ragazzo di colore, arrivato in Europa League contro il Torino. Williams è uno del posto, cresciuto con un pallone tra i piedi e la passione per la corsa, che da ragazzino costringeva i suoi allenatori a lasciarlo fisso sulla fascia per permettergli di sprigionare tutta l'energia che aveva dentro.

Il cambio di ruolo con Valverde come svolta

Con l'approdo in prima squadra è però arrivato il momento di maturare tatticamente: nella stagione 2016/17 Ernesto Valverde decide di dare continuità a un progetto molto stuzzicante, schierandolo centravanti per supplire alla prolungata assenza di Aduriz. L'Athletic ha diversi vincoli in fatto di mercato e al momento non possiede un attaccante di riserva, mentre Williams sembra avere le doti adatte per ritagliarsi uno spazio importante anche in zona centrale. In casa del Real Madrid il ragazzo sfiora la rete in un paio di occasioni, qualche settimana dopo trova i primi gol e per il resto della stagione alterna il ruolo di punta centrale con quello di esterno destro.

Il resto è storia, corredata da altri dati molto interessanti. Il primo riguarda le presenze: negli ultimi tre anni Iñaki Williams ha giocato tutte le partite di Liga e, qualora dovesse scendere in campo anche a Valencia, sarebbe l'unico ad aver fatto percorso netto dal 2016 in poi. In secondo luogo, la sua escalation lo ha portato a entrare finalmente nelle mire del ct spagnolo Luis Enrique, che di recente ha dichiarato di osservarne attentamente la crescita. Ultimo, ma non per importanza, in questa stagione ha toccato quota 15 gol segnati, il massimo per una carriera in cui a oggi ha sempre avuto difficoltà a scollinare la doppia cifra. L'impressione è che finalmente il giocatore abbia raggiunto il giusto grado di maturazione, pronto per consacrarsi definitivamente a grandi livelli.

Lo sanno le big d'Europa, che da anni cercano di sottrarlo all'Athletic, e lo sa la dirigenza, che l'anno scorso lo ha blindato con un contratto fino al 2025 e una clausola rescissoria da 80 milioni di euro pronta ad aumentare progressivamente con il tempo fino a toccare quota 108. Insomma, un bell'atto di fiducia verso uno dei talenti più cristallini mai prodotti dal vivaio basco. Che sì, piace a tutti, ma probabilmente giocherà tutta la vita a Bilbao.

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