De Rossi lascia la Roma: una carriera con la pelle giallorossa

Il capitano dirà addio alla Capitale che lo ha accolto nel 2000, chiudendo una storia fatta di amore incondizionato per la maglia.

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La Roma e De Rossi si salutano dopo 19 anni: l'annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal club capitolino, che ha comunicato come l'ultima partita di questo campionato (in casa contro il Parma) sarà l'ultima del centrocampista in giallorosso.

La speranza del giocatore sarebbe quella di lasciare la squadra con l'accesso alla prossima Champions League, per chiudere una storia iniziata nel 2000 e caratterizzata dall'amore incondizionato del giocatore di Ostia per i colori romanisti.

Dall'esordio in prima squadra nel 2001, passando per l'esplosione dopo la vittoria in coppa del mondo con l'Italia e l'appellativo di "Capitan Futuro", fino agli ultimi anni in cui ha potuto portare la fascia lasciata da Francesco Totti: De Rossi dirà addio alla Roma al termine di un rapporto descritto alla perfezione da una sua recente dichiarazione.

Il mio rimpianto è quello di avere una sola carriera da dedicare alla Roma.

De Rossi sotto la curva della Roma
De Rossi lascerà la Roma dopo 19 anni

De Rossi lascia ufficialmente la Roma dopo 19 anni

Approdato da attaccante nelle giovanili giallorosse a 17 anni, con suo padre Alberto nel ruolo di allenatore della primavera, De Rossi si mise subito in mostra grazie anche a un cambio di ruolo che gli ha permesso di diventare uno dei centrocampisti migliori della sua era.

Ho rifiutato la Roma quando avevo 9 anni perché non volevo lasciare affetti e amici di Ostia. Poi accettai e da attaccante diventai centrocampista su consiglio di Mauro Bencivenga. Ricordo ancora il primo giorno a Trigoria, ero solo un ragazzino.

L'esordio in Serie A arriva nel 2003, un anno e mezzo dopo quelli in Champions League e Coppa Italia. Negli anni successivi De Rossi cresce soprattutto grazie alla guida di allenatori come Capello e Spalletti, guadagnandosi la convocazione di Lippi nei Mondiali del 2006 in cui è protagonista nel bene e nel male.

L'espulsione contro gli Stati Uniti rimane uno dei momenti più difficili della sua carriera, ma l'allora commissario tecnico azzurro non perde la fiducia in De Rossi e lo rimanda in campo al rientro dalla squalifica nella finale. Dove il romanista segna con grande personalità il suo calcio di rigore con un destro potentissimo sotto l'incrocio dei pali.

Dopo il gol le telecamere inquadrano subito De Rossi, criticato in quelle settimane per l'ingenuità nella partita con gli USA, e il giallorosso mostra la sua personalità e sfoga la sua rabbia con una frase diretta al portiere francese Barthez che ne racchiude perfettamente il carattere.

Buttaci i guanti...

De Rossi coi tifosi della Roma
De Rossi esulta coi tifosi della Roma

Capitano futuro

Dopo la vittoria dei Mondiali, De Rossi si impone come uno dei migliori centrocampisti d'Europa portando con grande orgoglio l'appellativo di "Capitan futuro" datogli dai suoi tifosi che lo hanno incoronato come il giocatore erediterà la fascia da Totti.

Ma la figura del numero 16 sarà diametralmente opposta a quella del Pupone, anche come percezione dei sostenitori capitolini: De Rossi accompagnerà la sua Roma negli anni post Calciopoli da protagonista sia nei successi (le vittorie in Coppa Italia e le Supercoppe) che nelle grandi delusioni come lo Scudetto perso all'ultima giornata contro l'Inter del Triplete mentre si giocava in casa del Chievo o il 7-1 di Manchester United, entrambe gare in cui è letteralmente l'ultimo ad arrendersi segnando sia ai clivensi che agli inglesi.

Gli anni successivi con la proprietà americana sono forse i più difficili, caratterizzati anche da un infinito caso sul suo rinnovo contrattuale che gli porterà qualche critica, respinta comunque puntualmente al mittente dal giocatore che dal punto di vista comunicativo ha sempre difeso le sue scelte fatte per amore della Roma. Le ultime due stagioni sono state quelle in cui De Rossi ha portato al braccio la fascia di capitano, risultando comunque indispensabile alla causa giallorossa nonostante l'età in queste annate culminate con quella che forse passerà alla storia come la sua miglior prestazione in carriera nell'ormai storica rimonta di Champions League contro il Barcellona.

Ora De Rossi dirà addio alla maglia che ha amato e ha sempre baciato dopo ogni gol. Non lascerà il calcio giocato, visto il desiderio di provare un'esperienza all'estero, ma il presidente Pallotta ha già dichiarato che per lui ci sarà sempre spazio nella Capitale.

In futuro il classe '83 dovrebbe seguire le orme del padre e diventare un allenatore. E se davvero le porte della Roma saranno sempre aperte per lui, la possibilità di vedere De Rossi sulla panchina dell'Olimpico è più che una suggestione romantica. Perché forse potrà dedicare al club giallorosso una sola carriera da giocatore, ma c'è sempre tempo per quella da tecnico dopo un arrivederci che sarà comunque un momento doloroso.

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