Coppa Italia, Gasperini: "Finale da tripla, abbiamo le nostre chance"

Alla vigilia di una gara che potrebbe cambiare la storia del club bergamasco il tecnico non si tira indietro e carica i suoi giocatori mentre glissa sul futuro: "Concentriamoci sul presente, i programmi si fanno a fine stagione."

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Prima di tuffarsi in un finale di campionato che potrebbe portare alla prima storica partecipazione alla Champions League, l'Atalanta è attesa a un altro importantissimo appuntamento domani sera a Roma, quando scenderà in campo contro la Lazio nella finale di Coppa Italia. Per la quarta volta nella loro storia gli orobici arrivano all'ultimo atto della coppa nazionale, già conquistata nel 1963 e unico trofeo presente nella bacheca di una società da anni in crescita e che con un finale di stagione perfetto potrebbe definitivamente consacrarsi come una big del nostro calcio.

Alla vigilia di una sfida che potrebbe fare la storia, così come quelle che in Serie A vedranno l'Atalanta inseguire l'Europa che conta cercando punti contro Juventus e Sassuolo, il tecnico Gian Piero Gasperini carica una squadra che ormai deve essere consapevole della propria forza e del proprio spessore e rispettare qualsiasi avversario senza però temerne nessuno. La Coppa Italia è a un passo, la Lazio è forte ma non imbattibile per una realtà come quella bergamasca che a inizio stagione sembrava addirittura in crisi e che poi ha saputo risollevarsi fino ad arrivare in alto, volando sulle ali di un entusiasmo che potrebbe essere l'arma segreta giusta per alzare il trofeo.

Tante componenti hanno fatto si che arrivassimo a questa finale, sono felice che tanta gente sia venuta a Roma da Bergamo. Adesso ci sarà la finale, ed è facile capire quanto questa gara sia importante per una società come la nostra. La squadra è molto concentrata sulla partita, fino a oggi siamo stati molto bravi a isolarci dal mondo esterno. La Lazio? È forte, ma noi abbiamo le nostre chance. In questa stagione abbiamo vinto contro realtà importanti, anche contro di loro, sarà una gara alla nostra portata.

Alejandro Gomez e Gian Piero Gasperini davanti alla Coppa Italia

Coppa Italia, Gasperini: "Certi risultati non arrivano per caso"

Gasperini si gode il momento, l'emozione dell'incontro con il Presidente Mattarella, ma assicura che la squadra con l'avvicinarsi della sfida si sta concentrando sempre più soltanto sul campo e su una gara che sarà ovviamente importante ma che non coglierà i bergamaschi impreparati, vista l'esperienza in gare di alto livello accumulata nelle ultime stagioni. Quindi svela come la stagione sia cambiata con un'intuizione tattica, che ha fatto sparire le difficoltà delle prime settimane.

Cambiando ruolo a Gomez abbiamo trovato un equilibrio diverso, è stata una mossa che ha influito in modo determinante. Abbiamo avuto qualche difficoltà iniziale anche perché avevamo cambiato molto e dovevamo inserire elementi nuovi come Zapata, che poi si è rivelato determinante. Con qualche aggiustamento siamo riusciti ad ottenere risultati eccezionali, non era prevedibile e ci rende orgogliosi.

L'Atalanta è ormai una realtà di alta classifica del calcio italiano, Gasperini non si nasconde e lancia la sfida, mescolando le carte sull'undici che scenderà in campo.

La Lazio a forte e giochiamo a Roma, ma questa è una finale imprevedibile, da tripla, e il fatto di aver vinto 10 giorni fa ci ha dato la consapevolezza che possiamo farcela. Si parte dallo 0-0, qualsiasi risultato è possibile. Sarà una partita che presenterà delle difficoltà, ma faremo del nostro meglio, quando siamo stati in difficoltà abbiamo sempre avuto la forza di ripartire. Chi giocherà? Ho molte soluzioni, a parte Toloi tutti sono a disposizione. Vedremo domani.

E a chi gli dice che Atalanta-Lazio è una finale di Coppa Italia atipica risponde così.

È atipica perché c'è l'Atalanta, la Lazio è spesso stata presente. Eliminare la Juventus, che dopo anni in Italia ha lasciato un trofeo, ci ha reso credibili. Per noi è difficile mantenere questo livello, perché certe prestazioni, certi traguardi, non vengono premiati. Un meccanismo che riconosca i meriti a chi li ha sarebbe più giusto.

Tocca quindi al Papu Gomez, presente al fianco di Gasperini e uomo-simbolo di un'Atalanta che non si pone limiti.

In questi cinque anni, soprattutto dopo l'arrivo di Gasperini, è cambiato tanto a Bergamo. Prima pensavamo alla salvezza, adesso ci poniamo obiettivi molto più importanti. L'Atalanta è ormai una grande realtà, ma magari senza il mister tutto questo non sarebbe stato possibile.

Una lode che il tecnico restituisce al mittente, facendo i complimenti ai giocatori e sottolineando che forse certe valutazioni di inizio stagione sono state errate.

Questi risultati non arrivano certo per caso, si siamo a questi livelli da così tanto tempo magari vanno riviste le valutazioni su certi calciatori. Parlando di Gomez, Ilicic, Zapata, De Roon, bisognerebbe chiedersi come giocherebbero anche in grandi squadre, se avrebbero lo stesso rendimento. Io credo di si. L'Atalanta è sicuramente frutto del mio lavoro, ma soprattutto merito di questi giocatori.

Coppa Italia sul prato
La finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio andrà in scena all'Olimpico di Roma mercoledì 15 maggio alle 20,45 e sarà visibile in chiaro su Rai 1.

"Il futuro? Soltanto a fine stagione si può parlare di programmi"

E a chi gli chiede cosa preferirebbe tra Coppa Italia e qualificazione in Champions League fa capire che non è tipo da accontentarsi.

Ho la coppa qui davanti a me, è molto bella, vorrei partire da questa. Dobbiamo ancora giocarci tutto, non possiamo fare scelte, adesso concentriamoci al massimo sulla Coppa Italia e poi da giovedì penseremo nuovamente al campionato.

Tocca ancora a Gomez, a cui viene chiesto di un passato interessamento della Lazio, della nuova posizione di trequartista e se si senta una bandiera dell'Atalanta come lo è stato De Rossi per la Roma.

In passato c'è stato un interesse da parte loro, ma non ho mai avuto dubbi, volevo restare qui. Non penso di essere una bandiera, sono a Bergamo da 5 anni, certo non come De Rossi, direi più che siamo cresciuti insieme, ci siamo divertiti e di questo sono orgoglioso. Fare il trequartista? L'ho fatto in passato, ma con il 4-3-3 mi ero spostato in attacco. Poi non trovavamo il sostituto di Cristante, quando è partito, e parlando con il mister abbiamo trovato questa soluzione che mi piace molto.

Gasperini è un nome ormai sulla bocca di tutti e viene accostato a numerose big, come ad esempio la Roma o il Milan. Inevitabile parlare del suo futuro, a cui però il tecnico preferisce non pensare ritenendo che in questo momento sia necessario concentrarsi su un finale di stagione che potrebbe regalare traguardi quasi inimmaginabili appena pochi mesi fa.

Si parla tanto delle panchine di tante squadre, è normale. Tra Atalanta, Inter, Roma, Milan e altre ci sono davvero pochi punti e in due giornate può cambiare davvero tanto. Ogni società ha un piano A, un piano B e un piano C, ma tutte adesso puntano a chiudere al meglio questa stagione. Soltanto alla fine sarà possibile parlare di programmi, e la prima persona con cui affronterò questo discorso sarà il presidente Percassi.

Gasperini chiude con un appello ai tifosi.

Vorrei rivolgermi a chi verrà a Roma. Sarà una festa, bellissima e importante, mi auguro davvero che non si verifichino episodi che la rovinino. Facciamo in modo, tutti insieme, che questa sia solo una finale di sport e di calcio.

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