Valentino Rossi trionfa davanti al giudice: ex custodi a mani vuote

Il campione di Tavullia vince in tribunale: nessun indennizzo per gli ex custodi della sua villa che chiedevano 114mila euro per straordinari non pagati e risarcimento per sfratto e licenziamento.

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A meno di una settimana dal GP di Le Mans Valentino Rossi incassa una vittoria nelle aule del tribunale, davanti al Giudice di Pace di Pesaro. Il pilota di Tavullia vince la causa contro i due ex custodi della sua mega villa da oltre 2mila mq che, dopo il licenziamento, avevano chiesto 114mila euro per straordinari non pagati e indennità risarcitorie per sfratto e licenziamento.

La villa era stata venduta da un commerciante di vongole di Riccione alla società immobiliare Domus Mea srl di Pesaro, creata nel 2004 da Ermes Cappellini (ex commercialista di fiducia di Valentino Rossi). La ristrutturazione dell'immobile fu completata nel 2006 e fu affittata con un contratto di servizio a Valentino Rossi dal 1° gennaio del 2007, per un importo complessivo di 62mila euro l'anno, equivalente all’ammontare dei servizi offerti, compreso il fisioterapista e il personale di servizio.

Nel 2016 la villa veniva posta in vendita, la società detentrice del bene si scioglieva, e la coppia di coniugi di origine moldava, Victor Untu e Jigan Zinaida, veniva licenziata e sfrattata. Da qui la decisione di chiedere un risarcimento comprensivo di ipotetici straordinari e indennizzo per il licenziamento a loro dire immeritato. Gli ex custoditi hanno quindi deciso di intentare causa al campione di MotoGP nel gennaio 2018, ma la sentenza è stata a loro sfavorevole: infatti dovranno pagare le spese legali per un importo pari a 11mila euro.

Valentino Rossi pilota Yamaha MotoGP
Valentino Rossi in conferenza stampa

Valentino Rossi non sborserà neanche un centesimo

Prima di avviare la causa le due parti avevano provato a trovare un accordo extragiudiziale sulla cifra da conferire ai coniugi moldavi. Nel corso della prima udienza davanti al giudice del lavoro Maurizio Paganelli, il difensore dei coniugi, l’avvocato Mario Del Prete, ha provato a chiedere una somma più bassa per chiudere il contenzioso, mentre l’avvocato del Dottore, Virgilio Quagliato, ha considerato la richiesta molto distante dalla volontà del suo cliente.

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L’indennità di 114mila euro è stata calcolata con uno stipendio mensile per Victor di 2600 euro, per la moglie di 1600 euro, comprensivi di tredicesima e Tfr. La somma degli straordinari ipoteticamente era stata valutata intorno agli 89mila euro. L'avvocato Paganelli in udienza ha spiegato che i suoi assistiti lavoravano dalle prime luci dell'alba fino alle 21:30 in estate, mentre in inverno dalle 8:30 alle 18:30, prendendosi cura del parco di 20mila mq, con piscina, giardini, palestra con terrazza bar, oltre a dedicarsi al taglio e alla cura di siepi, aiuole, alberi, taglio dell'erba, controllare porte, telecamere, stanze, accensione delle telecamere, opere di disinfestazione.

Ma i legali di Valentino Rossi, Virgilio Quagliato (legale di fiducia della Cgil provinciale) e Giacomo Cancellieri, negano che i due coniugi abbiamo svolto ore di lavoro in più in base al principio che è il datore di lavoro a doverli richiedere, e il pilota non ha mai preteso nulla. Per questo hanno depositato un lungo elenco di fatture per i lavori svolti da ditte esterne. Quanto basta per vincere la causa e non sborsare neppure un centesimo.

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