Scontro Serie A-Champions League sulla riforma: minacce di sciopero

La proposta potrebbe diventare realtà dal 2024, con una Superlega e due competizioni minori. De Siervo, ad di Lega Serie A, si oppone a UEFA ed ECA.

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Una Superlega che possa sostituire la Champions League, più due versioni dell'Europa League nelle vesti di competizioni minori. È questa, in sostanza, la riforma che la UEFA ha proposto a partire dal 2024 con il supporto dell'ECA, l'associazione dei club europei presieduta da Andrea Agnelli. Sulla strada dell'approvazione, però, è intervenuta la Lega Serie A, che si è opposta alla nuova formula e ha minacciato lo sciopero.

Il campionato italiano è quello più agguerrito sulla vicenda: Urbano Cairo, presidente del Torino, è stato il primo a nutrire dubbi sulla riforma, seguito a ruota dalle alte sfere della Lega Serie A. L'amministratore delegato Luigi De Siervo ha espresso la sua posizione nel corso di Radio Anch'io Sport, mostrando il suo disappunto sulle novità relative alle competizioni europee:

Io spero che la riforma possa essere emendata, perché si arriverebbe ad uno scontro tra la UEFA e i campionati che non farebbe bene a nessuno.

La svalutazione dei campionati toccherebbe anche gli altri Paesi, non solo la Serie A. La mancata accettazione di una riforma potrebbe portare addirittura ad una battaglia estesa a tutte le leghe calcistiche europee, con misure di protesta non indifferenti.

Riforma delle competizioni UEFA, l'ECA sostiene la proposta: la Serie A si oppone e minaccia lo sciopero
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La Serie A si oppone alla riforma della Champions League

De Siervo prende le distanze dalle motivazioni economiche che hanno portato alla proposta di riforma per il 2024. Consapevole della posizione di Andrea Agnelli in ambito europeo, l'ad della Serie A confida nel ruolo del presidente della Juventus:

È una battaglia per incrementare gli incassi per i diritti televisivi, ma non solo. Oggi la Champions League fattura 3 milioni di euro, le tre leghe più importanti arrivano a 6 milioni. L'UEFA vuole pareggiare questo gap e lo farebbe con la duplice azione di creare una Serie A, B e C europea e spostare i ricavi dai campionati alle coppe. Confido nel buonsenso di Ceferin e Agnelli per il ritiro di questa proposta.

Pur trattandosi di un disappunto che, al momento, è emerso soltanto dal campionato italiano, De Siervo è certo di poter contare sul supporto degli altri campionati, qualora andasse in porto la riforma tra 5 anni:

Se UEFA ed ECA si opporranno e non accetteranno le nostre istanze, è molto probabile la creazione di un fronte comune tra i campionati europei. Siamo disposti ad andare fino in fondo e non escludo che si possa arrivare a conseguenze pesanti come uno sciopero.

In caso di riforma approvata, la nuova Champions League assumerebbe le sembianze di una Superlega a 32 squadre. Di queste, ben 24 avrebbero l'accesso garantito all'edizione successiva in base al cammino nei gironi: questo criterio renderebbe vano un piazzamento in campionato, che limiterebbe il suo appeal alla semplice assegnazione dello Scudetto. La maggior parte dei club, soprattutto quelli in lotta per l'Europa ma non per il titolo nazionale, non accetta il nuovo sistema.

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