Premier League, la review della stagione: festeggia ancora Guardiola

Tempo di bilanci per il campionato più ricco del mondo, in cui Manchester City e Liverpool hanno messo in scena una grande sfida al vertice.

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Il secondo weekend di maggio ha segnato ufficialmente la fine della Premier League 2018/19. Era da diversi anni che il massimo campionato inglese non si decideva all'ultima giornata, e per questo vanno ringraziate Manchester City e Liverpool, due squadre che si sono sfidate a viso aperto e senza esclusione di colpi. Alla fine la classifica ha premiato i Citizens di Pep Guardiola, al suo ottavo campionato vinto negli ultimi dieci anni, gettando nello sconforto l'intero popolo del Liverpool, secondo classificato nonostante i 97 punti raccolti.

Anche quest'ultimo a suo modo è un record: non era mai capitato che una squadra si classificasse seconda con un punteggio così alto, il che aumenta sia il rimpianto per non avercela fatta, sia la consapevolezza di aver avuto davanti una vera e propria corazzata, dal punto di vista qualitativo ma anche dal lato squisitamente tecnico. Basti pensare un attimo alla partita che ha consegnato il titolo al City, un 4-1 straripante in casa di un Brighton già salvo che però ha messo in campo tutto ciò che aveva.

Così alla fine il Manchester City ha vinto la sua quarta Premier League recente, un risultato che arricchisce ulteriormente la bacheca di un club storico del calcio inglese e, contestualmente, segna la fine di una stagione che mai come quest'anno ha appassionato milioni di spettatori in giro per il mondo. Ma il campionato inglese è anche molto altro, quindi contestualizzarlo solo alla lotta al titolo rischierebbe di non rendergli la giustizia che merita. Ovviamente Aguero e compagni si sono presi lascena alla pari dei Reds, ma l'annata ha fornito molte altre indicazioni interessanti.

Bernardo Silva ed Ederson festeggiano la Premier League
Bernardo Silva ed Ederson, due dei pilastri del Manchester City: entrambi sono stati tra i migliori giocatori della stagione

Premier League, i top della stagione: brillano le stelle di City e Liverpool

Pep Guardiola e Jurgen Klopp sono ovviamente i manager dell'anno. D'altronde, dopo il testa a testa fatto da 33 sorpassi e controsorpassi, non poteva essere diversamente: i due hanno inscenato un duello pazzesco, cannibalizzando la concorrenza e spazzando via record su record. Le loro squadre hanno proposto un calcio veloce, qualitativamente eccellente, improntato principalmente sui lampi di classe dei rispettivi protagonisti in campo. Per esempio, poche ore la Premier League ha ufficializzato che il premio come miglior giocatore della stagione se lo è aggiudicato Virgil Van Dijk: il centrale olandese del Liverpool ha giocato un'annata dominante che potrebbe concludersi con la conquista della Champions League, un trofeo che i Reds si giocheranno contro un'altra grande del calcio inglese come il Tottenham.

Sempre sulla sponda rossa del Merseyside vanno segnalate le prestazioni realizzative del terribile trio di attaccanti, con Mané e Salah che hanno segnato 44 reti solo in campionato (spartite in egual misura) unendole ai 12 centri di Firmino. Dall'altra parte il City ha risposto con il Kun Aguero (21 gol) ma soprattutto Raheem Sterling, 17 gol e uno degli uomini chiave nell'idea tattica di Guardiola. L'altro è Bernardo Silva, trasformato dal catalano in un interno di centrocampo con licenza di colpire in fase offensiva.

A tal proposito, va segnalato anche l'ottimo campionato giocato da Christian Eriksen, faro di un Tottenham che da un anno e mezzo non si muove sul mercato: il danese ha detto i ritmi di gioco degli Spurs e Pochettino lo ha usato sia come trequartista che come centrocampista aggiunto. Missione compiuta anche per Maurizio Sarri che, nonostante mille difficoltà, ha portato il Chelsea al terzo posto, prima squadra tra le cosiddette "umane". A Stamford Bridge è brillata ancora una volta la stella di Eden Hazard, il cui destino sembra però molto lontano da Londra.

Sorpresa Wolves, conferma Vardy

Nella categoria dei top della stagione non può non rientrarci anche il Wolverhampton di Nuno, che non solo si è preso il settimo posto da neopromossa, ma ha anche imposto all'attenzione generale il talento di Ruben Neves, centrocampista portoghese classe 1996 che piace tanto alla big. Nei Wolves gioca anche il messicano Raul Jimenez, centravanti autore di 13 gol totali, cinque in meno dell'onnipresente James Vardy. La punta del Leicester è andata in doppia cifra per la quarta stagione di fila, nonostante i problemi nei quali le Foxes sono sprofondate dopo la tragica morte del presidente Vichai Srivaddhanaprabha.

Sempre da Leicester arriva una delle due nuove proposte della Premier League: si chiama James Maddison, è un trequartista e calcia le punizioni come pochi altri in circolazione. Classe 1996, è arrivato l'estate scorsa dal Norwich e ha avuto subito un grande impatto sulla squadra. L'altro profilo da tenere d'occhio si chiama Aaron Wan Bissaka ed è il terzino destro del Crystal Palace: cresciuto nel sud di Londra, è un elemento molto utile in entrambe le fasi di gioco ed è già entrato in orbita nazionale, dando una mano alle Eagles a conquistarsi la salvezza. Lo stesso obiettivo raggiunto da Watford e Burnley, quest'ultimo grazie all'ennesimo miracolo sportivo di Sean Dyche, il manager più british di tutto il campionato.

Le delusioni: Fulham, tonfo da oltre 100 milioni

Venendo alle dolenti note, non si può non registrare il clamoroso fallimento sportivo del Fulham: il club londinese aveva investito oltre 100 milioni di euro sul mercato perfezionando anche acquisti interessanti come quello di Jean Michel Seri, ma alla fine - tra equivoci tattici e cambi in panchina - è retrocesso a braccetto di Huddersfield e Cardiff, che ha salutato la Premier League con la nella vittoria di Old Trafford.

Ci si attendeva qualcosa in più anche dall'Everton, chiamato al definitivo salto di qualità: la società si è spesso autoimposta di arrivare stabilmente a giocarsi l'Europa League, ma al momento - nonostante gli sforzi - manca sempre il centesimo per fare la lira. Il simbolo negativo di questa annata è rappresentata dal brasiliano Richarlison, arrivato in pompa magna e poi man mano eclissatosi col passare dei mesi. Un giocatore indecifrabile quasi come i cammini di Southampton e Newcastle, autori entrambi di campionati incomprensibili, e West Ham, al quale nemmeno la cura Pellegrini ha giovato. Forse lasciare Upton Park non è stato così conveniente come ci si aspettava.

La Top 11 della Premier League 2018/19

(4-3-3) Alisson; Wan Bissaka, van Dijk, Laporte, Robertson; Bernardo Silva, Ruben Neves, Eriksen; Sterling, Aguero, Hazard. Allenatore: Guardiola

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