MotoGP, Marquez: "Il rapporto con Valentino Rossi è ok"

Dopo l'evento alla Red Bull Arena di LIpsia, lo spagnolo ha parlato di rivalità sportive e di cosa accomuna calcio e Motomondiale: "L'imprevedibilità, come ad Austin e come in Liverpool-Barcellona".

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Il campione del mondo di MotoGP Marc Marquez ha approfittato della sosta del campionato per un week-end tra Jerez e Lipsia, passando dal paddock della Formula 1 allo stadio Red Bull Arena, dove si è esibito in uno showrun in sella alla sua pluriridata Honda RC213V. Una presenza non casuale quella del Cabroncito in Germania, dove dal 2010 ad oggi è padrone assoluto del Sachsenring e quest'anno andrà alla ricerca del decimo successo consecutivo.

Al termine dell'evento promosso dallo sponsor Red Bull, dove era presente anche il collaudatore HRC Stefan Bradl, il sette volte iridato si è concesso ai microfoni dei media teutonici, parlando delle differenza tra calcio e MotoGP, dell'eterno rivale Valentino Rossi, della stagione 2019 e di possibili avversari per la corsa al Mondiale.

Marc resta il grande favorito per il titolo iridato, guida la classifica seppure con un solo punto di vantaggio su Alex Rins. Ma ad influire sul gap ridotto c'è la caduta di Austin, dove avrebbe potuto vincere senza troppe difficoltà se non fosse intervenuto un errore tecnico sulla moto. Tra i pretendenti al trono c'è il solito Andrea Dovizioso, l'unico a riuscirgli a mettere il bastone tra le ruote negli ultimi anni. Ma una nuova generazione di piloti scalpita per un posto nell'olimpo del Motomondiale: Quartararo, Morbidelli e Rins da un momento all'altro potrebbero fare quello scatto di qualità da rendere tutto più imprevedibile ed emozionante.

Marc Marquez pilota Honda MotoGP
Marc Marquez e Valentino Rossi

MotoGP, Marquez: "Sport imprevedibile come Liverpool-Barcellona"

Marc Marquez sabato mattina ha raggiunto Lipsia con un volo privato partito dalla Spagna, per arrivare in tempo prima del fischio d'inizio del match tra la squadra locale e il Bayern Monaco. Davanti a 45mila spettatori ha compiuto un giro di campo effettuando qualche burnout di scenografico effetto, prima di essere assalito dai media. All'età di 26 anni ha già vinto sette titoli mondiali e 72 vittorie nel GP, ha stabilito molti record e comanda l'attuale classifica.

In questo momento la mia carriera sta andando molto bene. Dal 2010 ho perso solo due titoli, nel 2011 in Moto2 con Stefan Bradl e nel 2017 in MotoGP contro Jorge Lorenzo. Sono stati anni incredibili. Ma non penso ai record, mi concentro sui campionati. Questo è il modo giusto per avere il focus giusto in ogni stagione e portare avanti il ​​lavoro. L'obiettivo è vincere il Mondiale ogni anno. È così che rimani in forma, questa è la mentalità giusta, che ti dà la motivazione.

Passare dal mondo della MotoGP a quello del calcio non è poi tanto diverso come possa sembrare. Tutti gli sport hanno un comune minimo denominatore: l'imprevedibilità. Del resto nessuno si sarebbe atteso la sua caduta sul circuito del Texas, dove ha sempre trionfato con largo vantaggio su tutti gli altri.

Gli sport hanno qualcosa in comune: non sai mai cosa succederà - ha detto a Speedweek -. Lo abbiamo visto qualche giorno fa durante la partita del Liverpool contro il Barcellona, ​​che gli inglesi hanno vinto per 4-0. Anche ad Austin tutti scommettevano sulla mia vittoria. Poi sono caduto. Lo sport è spesso imprevedibile e questo lo rende eccitante e vario.

Ma lo sport a volte porta a grandi rivalità, come quella tra il Cabroncito e Valentino Rossi, esplosa a Sepang nel 2015, acuitasi ulteriormente in Argentina nel 2018, prima di stemperare in una storica stretta di mano il mese scorso a Rio Hondo.

Il rapporto con Valentino è buono, in fin dei conti è un altro avversario in campo. Se uno è il tuo avversario diretto nel campionato, non sarà il tuo migliore amico, è normale possano esserci tensioni. Due piloti perseguono lo stesso obiettivo, vogliono vincere il titolo. Ma in questo momento il rapporto con Valentino è buono, è professionale.

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