Miccoli: "Non cerco alibi, vorrei incontrare la signora Falcone"

L'ex capitano del Palermo parla ancora una volta di quella orrenda intercettazione, auspicando un futuro incontro con Maria Falcone per esporre le sue ragioni.

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Fabrizio Miccoli torna a parlare dell'intercettazione in cui apostrofò il giudice Giovanni Falcone "un fango". L'ex attaccante del Palermo, all'epoca dei fatti capitano dei rosanero che retrocedettero in Serie B al termine della stagione 2012/2013, racconta le sue sensazioni in una intervista a Labirinto, programma a cadenza settimanale in onda su Sportitalia.

L'unica cosa che non mi fa dar pace e che mi auguro si risolva presto è quella intercettazione dove parlo di Falcone. Quella non mi fa dormire, ho dei figli e non penso una cosa del genere. Era un contesto, l'ho fatta mia dato che mi viene addebitata. Ho chiesto scusa, sono 5 anni che cerco di mettermi a disposizione per arrivare alla verità e dimostrare che quello non è il mio pensiero. Io ho cambiato vita, per quella storia ho smesso di giocare.

Nel giugno 2013, infatti, il Romario del Salento ricevette un avviso di garanzia per tentata estorsione, concorso in tentata estorsione ed accesso abusivo a sistema informatico: fu proprio nelle intercettazioni legate a quel contesto che venne fuori l'ingiuriosa frase che infangò la memoria del giudice, ucciso il 23 maggio del 1992 nella Strage di Capaci assieme alla compagna Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Un episodio che colpì profondamente la città di Palermo nella parte più profonda del suo animo, gettando del sale su una ferita ancora aperta dopo tanti anni. La vicenda, tra l'altro, spaccò la piazza: da un lato, infatti, alcuni tifosi difesero Miccoli, scindendone i successi da calciatore e definendo l'offesa un errore dettato dalle frequentazioni del tempo. Dall'altro lato, invece, una parte della città non volle più sapere nulla dell'ex trascinatore rosanero, a cui venne revocata anche la cittadinanza onoraria corleonese.

Quel che traspare dalle parole di Miccoli, però, è un profondo senso di malessere e di, è giusto dirlo, pentimento per quanto accaduto: un sentimento già esternato in passato, e che in questa intervista - riportata da Tuttomercatoweb - viene evidenziato ancor di più. E, adesso, la speranza dell'attaccante è quella che Maria Falcone, sorella del giudice, possa decidere di incontrarlo dopo aver rifiutato di parlargli in passato.

All'epoca dei fatti ho provato a contattare la signora Maria Falcone, ma ho capito la situazione e compreso il suo rifiuto. Oggi, a distanza di anni, vorrei avere l'opportunità di incontrarla e mettermi a disposizione per dirle che ciò che ho detto non è ciò che penso. Spero ci sia la possibilità di dimostrare la verità: ho chiesto scusa, non cerco alibi.

Miccoli
Fabrizio Miccoli esulta dopo un gol siglato con la maglia del Palermo.

Cosa fa adesso Fabrizio Miccoli?

Fabrizio Miccoli, nel frattempo, ha chiuso la sua carriera nel calcio giocato dopo aver trascorso due anni con indosso la maglia del suo Lecce, che lo ha accolto a partire dalla stagione 2013-2014 dopo essere andato in scadenza con il Palermo. Dopo un'ultima annata a Malta, al Birkirkara dell'ex compagno in rosanero Giovanni Tedesco, appende gli scarpini al chiodo dedicandosi alla scuola calcio A.S.D. Fabrizio Miccoli a San Donato di Lecce.

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