Juventus: per la panchina salgono le quotazioni di Sarri e Deschamps

Diventa un testa a testa la corsa per l'eventuale sostituzione di Massimiliano Allegri. Intanto Antonio Conte ha già declinato l'ipotesi di un ritorno.

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Il futuro di Massimiliano Allegri alla Juventus è più che mai appeso ad un filo. Il tecnico bianconero, reduce dal KO dell'Olimpico contro la Roma di Claudio Ranieri, pare quasi manifestare insofferenza di fronte agli atteggiamenti della propria dirigenza, che continua a valutare le alternative in vista di una ipotetica sostituzione dell'ex Milan. L'allenatore livornese, capace di condurre la squadra verso la conquista di 11 trofei - a cui vanno aggiunte le due finali di Champions League perse contro Barcellona e Real Madrid -, continua però a pensare soltanto al suo attuale club, con le dichiarazioni del post-partita di ieri che giocano sul doppio filo della pretattica e delle mezze verità.

Col presidente bisognerà valutare il futuro: sarà sempre più difficile vincere, anche in campionato. La rosa? Serve equilibrio, ma Nedved e Paratici sanno cosa bisogna fare. Abbiamo vinto tanti trofei, magari ci farebbe bene cambiare anche tipo di calciatori.

Così, ai microfoni di Sky Sport, Massimiliano Allegri ha parlato del futuro della Juventus. Un discorso, questo, che conferma come uno dei punti cardine per l'eventuale permanenza di Allegri verterebbe verso un profondo rinnovamento della rosa, che dopo un lungo ciclo vincente potrebbe dunque essere rivoluzionata. Questo rappresenterebbe per Max uno dei fondamenti per l'eventuale permanenza, assieme ad una ipotesi di rinnovo che resta ancora in discussione.

Qualora il tecnico e la proprietà bianconera non trovassero una quadra, tuttavia, i nomi per l'eventuale sostituzione parono essersi ridotti a due: Didier Deschamps e Maurizio Sarri, queste le ipotesi paventate da Tuttosport.  Il primo, ct campione del mondo con la Francia degli alieni Griezmann e Mbappé, è stato il tecnico che ha riportato la Juventus in A dopo lo scandalo di Calciopoli: un suo ritorno, con 13 anni di esperienza in più sul groppone ed un palmares importante, rappresenterebbe una pista da non sottovalutare.

Bisognerà capire però le sue volontà: rinuncerà a tentare l'impresa di vincere l'Europeo con i blues dopo la finale persa in casa contro il Portogallo? E, soprattutto, la Federcalcio francese lo libererà? Per quanto riguarda Maurizio Sarri, invece, le cose sembrano essere più che mai complicate: legato da un contratto fino al 2021, il tecnico ex Napoli è riuscito a risollevare il Chelsea dalle ceneri di una stagione potenzialmente disastrosa, qualificandosi per la Champions League e arrivando a giocarsi la prossima finale di Europa League in un derby tutto londinese con l'Arsenal.

I rapporti con i vertici dirigenziali pare non siano mai decollati del tutto, e il potenziale blocco del mercato potrebbe anche indurre Sarri a presentarsi nella stanza dei bottoni per chiedere di liberarlo. Difficile, ma non impossibile, che l'ex Empoli e Sorrento possa passare dall'altro lato della barricata, sedendo sulla panchina della squadra che gli è sempre passata davanti nella lotta Scudetto.

Juventus: Deschamps in panchina
Juventus: Didier Deschamps potrebbe concretamente tornare ad allenare i bianconeri dopo aver già vinto a Torino, sia da giocatore che da tecnico.

Juventus, tutti i no e le ipotesi scartate

Ormai è inutile negarlo: il prescelto della Juventus era Zinedine Zidane, tornato al Real Madrid con la promessa di un mercato faraonico. L'improvvisa svolta legata a Zizou ha portato i tifosi a coltivare per qualche mese i sogni Pep Guardiola e Jurgen Klopp, inavvicinabili e irraggiungibili non per un fattore economico, ma poiché blindati dai propri club. Antonio Conte, al netto dei rumors e del fatto di poter essere stuzzicato dal provare a vincere la Champions League in bianconero, era ormai promesso sposo dell'Inter. Mauricio Pochettino e José Mourinho, invece, non rappresentano al momento candidature calde per tutta una serie di motivi. Da qui a dire che non potranno assolutamente essere dei papabili in caso di addio di Allegri, però, ne passa di acqua sotto i ponti: anche perché, al netto di tutto, il futuro della panchina juventina resta più che mai un rebus.

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