Liverpool, che paradosso! Numeri da capogiro ma niente titolo

Con 97 punti avrebbe vinto 25 edizioni su 27 edizioni della moderna Premier League, la squadra di Klopp ha anche i due capocannonieri del campionato: ma non è bastato per battere il City.

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È stata una settimana folle per il Liverpool per l'alternanza di sentimenti ed emozioni diverse e comunque fortissime. Il popolo Scouser ha vissuto sei giorni sulle montagne russe: dallo scorso lunedì con la speranza che il Leicester potesse fermare il City all'Etihad, speranza cancellata da un gol fuori dalla logica di Kompany; all'estati di 24 ore dopo con la rimonta sul Barcellona e la conquista di una finale di Champions che sembrava ormai persa.

Fino ad arrivare alla domenica della resa dei conti in Premier. Il City non doveva vincere a Brighton, i Reds dovevano battere a Anfield gli Wolves. Il gol di Mané prima e quello di Murray poi sembravano aver per un attimo il proseguimento del miracolo iniziato contro Messi, poi però la squadra di Guardiola ha pareggiato e poi è straripata in tutta la sua forza stracciando i Seagulls e prendendosi il titolo. 

Titolo meritato nel complesso, titolo sudato perché il Liverpool ha dato vita a una stagione strepitosa, tanto che sono stati ben 31 i sorpassi in vetta alla classifica. I numeri del campionato della squadra di Klopp, del resto, sono mostruosi. L'unico rimpianto può essere quello di essersi trovato sulla strada un team straordinario, quel City capace di mettere insieme 198 punti su 228 a disposizione nelle ultime due stagioni. 

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Paradosso Liverpool: numeri mostruosi, ma niente titolo

Ai Reds, comunque, si può solo battere le mani. 97 punti rappresentano il terzo score più alto nella storia del calcio inglese: solo i Cityzens, in questo e nel passato campionato, hanno fatto meglio. Quota novantasette sarebbe stata sufficiente dunque in 25 su 27 edizioni della moderna Premier e sempre dal 1888 al 1992 quando il torneo si chiamava First Division. Milner e compagni hanno perso solo una volta e sono stati la miglior difesa del campionato. Mica male. 

A render ancor più amara la pillola e grande il paradosso parlando di una squadra perdente, c'è che tra le fila del Liverpool ci sono anche due dei tre capocannonieri della Premier. Salah e Mané, infatti, con 22 gol condividono il trono con Aubameyang. Solo dietro di loro si piazza il Kun Aguero con 21 centri. 

Il divario con le altre big è storico. Il Manchester United squadra con cui c'è la rivalità più forte ha chiuso dietro di 31 lunghezze; il Tottenham, che sarà l'avversario dei Reds in finale di Champions, è rimasto staccato di 26 punti. Dati che fanno capire quanto quello della banda Klopp sia stato un campionato che ha rasentato la perfezione. Un cammino insufficiente però per battere questo City e tornare a vincere il titolo 29 anni dopo. A tirare su il morale del popolo di Anfield c'è però l'appuntamento del primo giugno. A Madrid. E non serve aggiungere altro. 

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