Wolverhampton ammazza grandi: battute tutte le finaliste europee

Tornati in Premier League meno di un anno fa, i Lupi in stagione hanno battuto almeno una volta le squadre arrivate in fondo alle manifestazioni europee.

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Il penultimo turno di Premier League non è servito a determinare la vincitrice del campionato né a dare una conclusione alla lotta in chiave Champions League, per la quale rimane ancora un posto disponibile alle spalle di Manchester City, Liverpool e Chelsea. Un verdetto ufficiale però c'è stato: grazie alla sconfitta del Leicester sul campo dei Citizens, il Wolverhampton si è matematicamente preso la settima piazza. Un risultato importante, soprattutto perché arriva al termine di una stagione giocata da neopromossa.

E che stagione, ci sarebbe da aggiungere, visto che i Wolves sono l'unica squadra del continente ad aver battuto in almeno una occasione ognuna delle quattro compagini approdate rispettivamente alle finali di Champions ed Europa League. Un bottino niente male, se consideriamo che comunque i ragazzi di Nuno Espirito Santo sono tornati alla ribalta dopo anni di anonimato, figli di gestioni scellerate che hanno portato il club sull'orlo del fallimento. Poi, come spesso accade, alla poderosa tempesta è seguita un'ampia e rassicurante schiarita: Fosun, multinazionale che opera in ambito assicurativo e nel settore industriale, ha rilevato la società riportandola ai fasti di un tempo.

In questa prima annata la squadra si è tolta diverse soddisfazioni. Dopo un girone di andata concluso a metà classifica, il Wolverhampton ha collezionato vittime illustri cominciando dal Chelsea, battuto 2-1 in rimonta al Molineux grazie alle reti di Diogo Jota e Raul Jimenez, centravanti messicano e cardine della compagine allenata da Nuno. Poche settimane dopo è arrivato il turno del Tottenham, sconfitto 3-1 a Wembley con 20 minuti finali giocati su ritmi folli. Sotto 1-0, i Wolves hanno centrato il pari con il centrale difensivo Boly, per poi dilagare allo scadere con i gol firmati dal solito Jimenez ed Helder Costa.

Giocatori del Wolverhampton festeggiano un gol
I giocatori del Wolverhampton festeggiano un gol: la squadra di Nuno si è classificata settima in Premier League da neopromossa

Wolverhampton, caduta e risalita di una squadra storica

A stretto giro sono arrivate anche le vittorie contro Liverpool e Arsenal: i Reds, che avevano sbancato la tana dei Lupi a cavallo di Natale, sono stati sconfitti nella rivincita di FA Cup terminata 2-1, durante la quale ha brillato la stellina portoghese Ruben Neves, autore del gol vittoria al termine di una prestazione gigantesca che, a quanto pare, avrebbe fatto innamorare Jurgen Klopp in persona. Al mese di aprile risale invece il 3-1 rifilato ai Gunners, demoliti dai colpi del veterano Doherty, Diogo Jota e ancora Ruben Neves.

Questi ultimi due sono solo alcuni dei simboli della rinascita del Wolverhampton. La storia recente del club, famoso per essere arrivato in finale nella prima edizione assoluta della Coppa UEFA, cambia nel 2016, quando il Fosun International Group acquista la società dall'allora proprietario Steve Morgan ereditando una situazione economica disastrosa: pur essendo una società storica del calcio inglese, i Wolves da anni si erano ritrovati cucito addosso l'etichetta di "ascensore", ovvero una squadra che non si era mai riuscita a stabilizzare in una precisa serie professionistica, salendo e retrocedendo senza soluzione di continuità.

Questo almeno è quello che è successo dal 2012 in poi: dopo tre stagioni in Premier League, le ultime prima del ritorno di quest'anno, arriva un crollo verticale fragoroso, una discesa che in due annate porta il Wolverhampton fino alla zona retrocessione della League One, la terza divisione inglese, per poi mettere in fila una serie di risultati che serviranno - a fine campionato - per tornare in Championship. A metà percorso Fosun decide di intervenire: il più grande conglomerato privato della Cina continentale acquista il club, cominciando a far sognare i tifosi che, nel frattempo, non hanno mai abbandonato gli spalti del suggestivo Molineux.

La colonia portoghese: il ruolo di Jorge Mendes

Nel nord del paese cominciano ad arrivare grandi nomi. Solo nell'estate 2017 i Wolves perfezionano acquisti per quasi 25 milioni di euro, 18 dei quali vanno al Porto per il centrocampista Ruben Neves. Classe 1997, Neves è considerato un potenziale top nel ruolo: può giocare da mediano o da interno, ma ciò che più sorprende di lui è l'attitudine che lo accompagna in campo, un mix di personalità e concretezza non comune a un ragazzino di appena 22 anni. Assieme a lui arrivano anche il difensore Roderick Miranda, il terzino Ruben Vinagre, gli esterni Diogo Jota, Ivan Cavaleiro ed Helder Costa, l'imponente centrale Willy Boli e il centravanti Leo Bonatini. Notate qualcosa di strano? Esatto: la maggior parte di loro è di origine portoghese o, comunque, viene prelevata da club strettamente legati al panorama lusitano.

Questo perché Fosun ha stretto un'alleanza molto forte con la Gestifute, società di procuratori che fa capo al plenipotenziario Jorge Mendes. L'agente, che cura gli interessi di stelle del calcio mondiale come José Mourinho e Cristiano Ronaldo, tira i fili societari a suo piacimento, piazzandoci dentro un bel po' di giocatori dei quali possiede la procura. Dopo aver stravinto la Championship sfiorando i 100 punti, Mendes decide di ripetere l'esperimento portando a Wolverhampton oltre 120 milioni di euro solo in cartellini dei suoi assistiti. Non perdere la categoria è fondamentale, per questo la colonia portoghese viene allargata con altri pezzi da novanta come Joao Moutinho, Rui Patricio, Adama Traoré, Leander Dendoncker e Raul Jimenez.

Quest'ultimo è stata un po' la sorpresa della stagione: messicano classe 1991, è cresciuto nel vivaio del Club America prima di volare in Europa all'Atletico Madrid, altra squadra ai tempi in orbita Mendes. Dopo l'esperienza triennale al Benfica, ha accettato l'offerta inglese e, a 28 anni compiuti, ha giocato la sua miglior annata in carriera mettendo a segno 17 gol tra campionato e coppe. In estate verrà riscattato per 38 milioni di euro, in modo che la Gestifute possa mettere da parte qualche altro spicciolo portato dalle sempre generose commissioni.

Il sistema per il momento funziona, anche se in Inghilterra si chiedono che fine farà il Wolverhampton se e quando gli attuali proprietari si stuferanno di alimentare la macchina con capitali freschi. La storia recente dice che certe gestioni hanno lasciato solo macerie, ma quella attuale ci parla di una squadra in salute, tra le più interessanti dell'intero panorama britannico, che da neopromossa potrebbe qualificarsi all'Europa League. Per farlo dovrà tifare Manchester City nella finale di FA Cup in programma a fine maggio, quando la squadra di Guardiola affronterà il Watford, altra grande sorpresa della stagione. Se le Hornets non riusciranno a battere i Citizens, allora il Molineux potrà presto tornare a vivere il sogno europeo. Quello che, da quelle parti, manca da quasi 40 anni.

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