Milan, Gattuso: "Le carezze non mi servono, amo stare dove l'aria è tesa"

Alla vigilia di un turno che potrebbe essere decisivo per le ambizioni Champions dei rossoneri, chiamati a cercare la vittoria a Firenze, il tecnico chiama a raccolta il gruppo: "Dovremo dare il massimo."

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Reduce da due sconfitte e un pareggio nelle ultime 4 partite, il Milan di Gennaro Gattuso ha rialzato la testa nella 35esima giornata di Serie A superando con un sofferto 2-1 il Bologna dell'ex Mihaijlovic riuscendo a restare nella scia del quarto posto che garantisce la partecipazione alla prossima Champions League e che a lungo è stato occupato proprio dal Diavolo, incappato nelle ultime settimane in una serie di debacle che hanno finito inevitabilmente per mettere in dubbio la permanenza in panchina del tecnico rossonero.

Non sarà un Milan al suo massimo quello che domani cercherà di dare continuità alla vittoria sul Bologna sul sempre insidioso campo della Fiorentina di un altro ex, Montella, l'uomo a cui Gattuso subentrò nell'inverno del 2017: squalificato Paquetà, infortunato Biglia, il tecnico rossonero potrebbe affidarsi in cabina di regia a José Mauri, visto il recente scontro con Bakayoko di cui tanto si è parlato. A tre giornate dalla fine l'Atalanta è distante tre punti ma ha decisamente un altro passo, eppure le recenti semifinali di Champions insegnano che nel calcio tutto è possibile.

Non c'era bisogno di vedere le rimonte di Liverpool e Tottenham. L'Atalanta gioca in casa contro il Genoa che ancora sta cercando la salvezza, abbiamo visto come nessuno regala niente. Noi dobbiamo pensare a fare il nostro, non vinciamo a Firenze dal 2014 e la Fiorentina è capace di creare grandi pericoli, domani avremo bisogno di fare una grandissima partita.

Il Milan festeggia un gol contro il Bologna
Contro il Bologna il Milan ha trovato una vittoria fondamentale nell'ultimo turno, che ha spazzato via in parte le nuvole e permesso ai rossoneri di restare in scia dell'Atalanta.

Gattuso: "Voglio rivedere un Milan senza paura"

Sullo screzio avuto con Bakayoko, che sembra ufficialmente rientrata ma che in realtà potrebbe essere tutt'altro che chiarita, Gattuso è bravo a dribblare le domande dei giornalisti ponendo invece l'accento sul gruppo e su risultati che comunque giudica complessivamente positivi.

Quello che mi dispiace è che si sia parlato più dell'episodio di Bakayoko che della vittoria sul Bologna. Questo è un gruppo che ha fatto cose ottime durante l'anno, in tanti dicono che la nostra è stata una stagione deludente ma siamo davanti alla Lazio e a pari punti con la Roma: nessuno forse lo avrebbe detto all'inizio.

Gli viene chiesto se questo Milan è capace di vincere le tre gare che restano contro Fiorentina, Frosinone e SPAL e anche come sta Piatek, che dopo una partenza straordinaria sembra essersi arenato.

Dovremo farci trovare pronti fisicamente e mentalmente, a quel punto possiamo giocarcela con tutti. Ci proveremo. Piatek non ha nessun problema, ha solo fatto troppi gol prima, probabilmente. È arrabbiato e questa rabbia deve metterla a disposizione della squadra, i periodi così sono normali per gli attaccanti, capitano, l'importante è vincere le partite.

Dopo Mihaijlovic un altro ex rossonero, Montella, come avversario. Non si tratta soltanto dell'uomo che Gattuso sostituì alla guida del Milan, ma anche del professionista con cui in passato ha avuto più di uno screzio su quel particolare passaggio di consegne. Rino glissa, preferisce ripartire dalla prestazione con il Bologna e sperare di ripeterla anche a Firenze.

Io devo pensare alla mia partita e provare a vincerla, rispetto Montella e il suo lavoro e su questo non ho altro da dire. Domani vorrei rivedere la voglia di tenere il campo, la capacità di saper soffrire. Anche se non abbiamo giocato sempre bene, nelle ultime 10 partite siamo stati la squadra che ha creato più occasioni: il Bologna negli ultimi tempi non prendeva più di due tiri in porta a partita. Voglio rivedere quello spirito, una squadra senza paura.

"I giocatori hanno bisogno di carezze, io no"

Non è vero che archiviata la trasferta in Toscana il calendario proporrà ai rossoneri due gare semplici: Gattuso sa che ogni partita fa storia a se e invita tutti a restare sul pezzo, quindi chiarisce di non aver mai chiesto alcun tipo di riconoscimento per il quarto posto né di aspettarselo.

Ce la vedremo con il Frosinone, che è già retrocesso ma comunque si chiuderà dietro, quindi andremo a Ferrara contro una squadra, la SPAL, che vuole fare il record di punti. Ogni partita fa storia a se e va giocata, cominciamo con quella di domani. Il quarto posto un riconoscimento per il mio lavoro? Questo non è un problema né mio né nostro, personalmente non me lo sono mai creato.

Gattuso insiste sull'importanza del gruppo e sulla forza di uno spogliatoio che sente di aver saputo compattare, e che unito potrà dare al Milan quel qualcosa in più nello sprint finale.

I problemi vanno messi da parte, li risolveremo a quattr'occhi semmai, ma la priorità è il Milan. Tutti i giocatori lo hanno sempre fatto, ci metto la mano sul fuoco, è un gruppo che quando è stato in difficoltà è sempre uscito fuori. Ce la giocheremo, con grande serenità ma mettendocela tutta per fare bene in queste tre partite che restano.

Il tecnico ribadisce un concetto fondamentale: servirà la concentrazione, la necessità di isolarsi da tutti gli altri problemi nelle settimane che restano al termine della stagione.

Abate e Zapata se ne andranno a giugno? Non lo so, non metto becco nelle questioni contrattuali. Con me non hanno mai mollato una virgola, sono sempre stati più che professionali nei comportamenti e in allenamento. Adesso non dobbiamo pensare a questo né a cosa fanno gli altri, finiremmo per perdere energie. Il rammarico è che da gennaio a venti giorna fa eravamo in zona Champions e abbiamo sprecato molte occasioni per accelerare, adesso dobbiamo rincorrere.

Quando gli fanno notare che il presidente Scaroni ha parlato con fiducia e tranquillità in un momento tanto complicato e delicato Gattuso chiude così.

La fiducia serve, dobbiamo sentirla tutti per rendere al massimo. Io non sento il bisogno di essere accarezzato, non mi piace neanche se lo fa mia moglie. Ho un carattere così, quando c'è l'aria tesa non mi sento un estraneo, mi sento a mio agio, amo stare in queste situazioni. Le carezze vanno fatte ai calciatori, quello che succederà a me passa in secondo piano.

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