Formula 1, Hamilton: "Da piccolo ero vittima dei bulli"

Il pilota britannico ha raccontato in un lungo post sul proprio profilo Instagram i difficili momenti vissuti quando era bambino ed era vittima di alcuni bulli.

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Lewis Hamilton oggi è accompagnato dalle luci della ribalta grazie alla sua sfavillante carriera in Formula 1 dove ha conquistato ben 5 titoli. Il pilota britannico in questi anni si è attestato come uno dei driver più forti di tutti i tempi battendo svariati record. 

Dietro lo sguardo guascone e i chili di muscoli dell'uomo che oggi è Hamilton però si annida un ragazzino gracile che prima di arrivare al successo ha lottato e sofferto davvero molto

Attraverso il proprio profilo Instagram il campione del mondo in carica di Formula 1 si è lasciato andare ad alcuni ricordi dolorosi del suo passato, quando a quanto pare era stato vittima di bullismo.

Io so cosa vuol dire sentirsi un estraneo. Da bambino ero sempre l'ultimo ad essere scelto nelle squadre al parco giochi. Ero uno dei soli 3 bambini di colore della mia scuola. Conosco la tristezza che deriva dal sentirsi un disadattato o dal non essere accettato per quello che si è. So anche cosa vuol dire essere vittima di bullismo.

A quanto pare il piccolo Hamilton era preso di mira soprattutto a scuola dove veniva preso di mira dai compagni perché più piccolo.

A scuola ero piccolo e solo e quindi ero un facile obiettivo per i bambini più grandi. Rispondevo per me stesso, ma di solito ero sempre in inferiorità numerica e non sapevo difendermi. Ricordo che mi sedevo nel retro della macchina, avevo 6 anni, stavo con mia madre e mio padre ed ero triste dentro, ma troppo imbarazzato per parlarne.

Il pilota della Mercedes Lewis Hamilton

Hamilton: "Il karate mi ha insegnato la disciplina"

Il britannico, che oggi è un fuoriclasse affermato, ha sofferto davvero tanto, ma ne è uscito grazie alla sua grande forza mentale che ha tirato spesso fuori anche nella sua vita agonistica.

In fondo però ho sempre avuto fiducia in me. Sono sempre stato positivo pensando che le cose sarebbero potute migliorare. Sapevo però che se volevo cambiare le cose sarei dovuto essere senza paura. Se i miei insegnanti non mi avrebbero aiutato allora ho pensato che avrei dovuto imparare a difendermi da solo. Mentre ero seduto in macchina ho chiesto a papà se potevo andare a fare karate.

Ad un certo punto della sua vita il driver della Mercedes ha deciso che doveva combattere da solo i propri fantasmi. Proprio per questo ha pensato bene di iscriversi a karate.

Il karate mi ha insegnato la disciplina, il rispetto e l'umiltà e mi ha dato sicurezza per difendermi da quei bulli e di difendere anche le altre vittime di quegli stessi bulli. Questa è stata una delle cose più belle una volta arrivato al liceo quando ho potuto difendere gli altri opprimendo i bulli. Il bullismo non deve essere tollerato, le scuole devono essere dure e i genitori dare ai propri figli tutti gli strumenti per difendersi. Bambini per favore non state zitti. Non nascondetevi. Abbracciate ciò che vi rende diversi e ditelo ai vostri genitori e ai vostri insegnanti se siete vittima di bullismo. Se potete andate a dei corsi di difesa. Alla fine, anche se potresti non sentirti così in realtà sei forte. Ho fiducia in te. Parla.

Il post del pilota inglese ha ricevuto in poco tempo migliaia di condivisioni e tanti campioni come Michael Jordan e Jorge Lorenzo si sono uniti a lui in questa sua bella battaglia contro questa piaga.

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I know what it’s like to feel like an outsider. As a kid I was always last pick for teams in the playground. I was one of only 3 black kids in my school. I know the sadness that comes with feeling like you don’t fit in or not being accepted for who you are. And I know what it’s like to be bullied for it too. At school, I was small, alone and an easy target for the bigger kids. I’d stand up for myself, but was usually outnumbered and didn’t know how to defend myself. I remember sitting in the back of the car as a six-year-old driving home with my dad and step mum, being so sad inside but too embarrassed to tell them. But deep down I’ve always had self-belief. A positivity that things should and could be better. I knew if I wanted things to change I’d have to be fearless. If my teachers weren’t going to help then I’d have to learn how to defend myself. So, sat in that car, I asked my dad if I could go to karate. Karate taught me discipline, respect and humility and gave me the confidence to stand up to those bullies, and to stand up for others who were being bullied. This was one of the best feelings once I got to high school, being able to defend others and oppress bullies. Bullying should not be tolerated, schools must be tough on bullying, and parents, give your kids the tools to be able to defend themselves. And kids, PLEASE don’t stay silent. Don’t hide, or change who you are – EMBRACE WHAT MAKES YOU DIFFERENT and tell your parents and teachers if you’re being bullied. And, if you can, go to defence class. In the end, though you might not feel it, you are strong. I believe in you. Speak out! #tbt

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