Juventus, Allegri chiede garanzie per restare. Agnelli, veto su Conte

Mentre in casa bianconera si aspetta l'incontro definitivo con il toscano, il presidente dice no al ritorno dell'ex Chelsea, col quale si era lasciato male nel 2014.

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Massimiliano Allegri e la Juventus, vicini ma lontani. Potrebbero riassumersi così gli ultimi 20 giorni di telenovela tra l'attuale tecnico juventino e la società bianconera, due strade che fino a oggi sono state percorse nella stessa direzione ma, da un momento all'altro, anche due rette destinarsi a separarsi definitivamente. In questi giorni è in programma un summit tra le parti per definire in maniera certa il da farsi, visto che il club non vuole perdere altro tempo per poi potersi così dedicare a programmare la prossima stagione.

L'incontro però non è ancora stato fissato: in ballo ci sarebbero molte valutazioni, tra le quali - secondo quanto emerso nelle ultime ore - anche alcune richieste che il livornese avrebbe intenzione di fare ad Andrea Agnelli. Pretese tecniche, economiche e decisionali, tutti punti ampiamente discutibili che però, d'altro canto, oggi suonano quasi come un avvertimento alla stessa Juventus. O mi dai ciò che voglio o andiamo allo scontro: sarebbe curioso capirne i motivi, visto che mai come quest'anno Allegri è sembrato così scontroso verso la dirigenza.

Probabilmente dietro c'è qualcuno che preme. Il nome più gettonato è quello PSG, che avrebbe messo sul piatto un ricco contratto da 20 milioni di euro di ingaggio a stagione, un'offerta succulenta sulla quale il mister avrebbe già fatto più di un pensiero. Per accordarsi con i francesi ci sarà bisogno di risolvere il vincolo che legherebbe Allegri ancora per una stagione al club piemontese. Inoltre, le dure prese di posizione paiono essere figlie anche della tante (troppe?) critiche ricevute in stagione.

Allegri, allenatore Juventus
Massimiliano Allegri e la Juventus si riuniranno in questi giorni per decidere dei rispettivi cammini: il tecnico potrebbe finire al PSG e ha chiesto molte garanzie per restare

Juventus - Allegri, incontro a breve: la situazione

Ad Allegri non sarebbero andati giù i troppi appunti fatti sulla sua gestione delle partite di quest'anno, all'interno di una stagione dove ci si aspettava qualcosina in più soprattutto in campo internazionale. L'eliminazione dalla Champions League subita dall'Ajax ha fatto crollare definitivamente un castello già semitraballante di suo: una nutrita parte di tifoseria si è scagliata contro il tecnico, accusandolo di speculare troppo sui risultati e di fare eccessivamente affidamento sui giocatori capaci di risolvere le partite con una giocata estemporanea.

Questo argomento è stato anche motivo di una furiosa lite in diretta tv con Daniele Adani, opinionista e analista di Sky Sport. E, proprio per questo, uno dei paletti messi da Allegri in caso di rimanenza riguarderà proprio gli obiettivi europei: non sarà più concesso di parlare di Champions League come traguardo obbligato, in quanto - per sua stessa ammissione - per vincere la coppa dalle grandi orecchie non basta solo la qualità, ma un mix di combinazioni delle quali fa parte anche un non precisato fattore legato al dna.

Di sicuro c'è che il toscano è indispettito da tante cose. Oltre all'ossessione per la Champions League manifestata da Agnelli già durante lo scorso ritiro estivo, non gli sono andati giù i tentennamenti da parte del club nel comunicargli le idee per gli eventuali progetti futuri. Questo temporeggiamento lo ha scoraggiato, a tal punto da costringerlo a domandarsi se veramente - nonostante le dichiarazioni di facciata rilasciato nel post Atletico Madrid - la Juventus abbia davvero intenzione di continuare il rapporto professionale con lui. La situazione è tesa, tanto che - secondo il Corriere della Sera - lo stesso Allegri avrebbe confidato ad alcuni amici stretti il suo addio alla Juventus:

Il mio tempo qui è finito.

Le richieste: pieni poteri sul mercato e aumento dell'ingaggio

Veniamo però al dunque. L'ex allenatore del Milan avrebbe chiesto delle precise garanzie per rimanere sulla panchina bianconera anche il prossimo anno. La prima, tassativa, è un allungamento di contratto fino al 2022: Allegri ritiene che non sia l'ideale lavorare con il vincolo in scadenza e vorrebbe guadagnare di più, visto che lui si stesso si ritiene un tecnico tra i top in Europa a tal punto da avanzare richieste tra i 10 e i 12 milioni di euro netti all'anno.

Inoltre, dovrà essere lui a dettare le linee guida del prossimo mercato: secondo la sua visione delle cose, questa Juventus ha fortemente bisogno di due difensori (almeno uno top e l'altro da rotazioni), due centrocampisti oltre al già ufficializzato Ramsey e un attaccante. Inoltre, gli va data carta bianca sulla questione legata ai giocatori da tenere, oltre ovviamente alla garanzia di poter gestire le individualità come meglio crede. Sappiamo come Allegri non stimi particolarmente profili come Dybala e Douglas Costa, due patrimoni che durante la sua gestione si sono svalutati. Paratici dovrà ascoltarlo facendo cassa secondo le indicazioni che gli verranno fornite.

Conte, Agnelli ha detto no: pesano episodi del passato

Agnelli riflette sul da farsi: se da una parte il club ufficialmente ha più volte confermato la volontà di proseguire nel matrimonio, dall'altra il presidente vuole schiarirsi le idee. Difficilmente accetterà di tenere un allenatore a scadenza, ma al momento l'ipotesi di rinnovo non è nemmeno parzialmente ventilata. Paratici e Nedved stanno lavorando sulle alternative: il sogno rimane Guardiola, la suggestione Sarri, gli underdog si chiamano Simone Inzaghi e Sinisa Mihajlovic.

Poi c'è Antonio Conte, probabilmente il tecnico più affine di tutto il lotto alla filosofia juventina. Il leccese tornerà in Italia e ha già scartato l'ipotesi Roma. I beninformati parlano di un accordo già trovato con l'Inter, ma l'intervista rilasciata qualche giorno fa a La Gazzetta dello Sport lasciava presagire una certa preferenza per un ritorno in bianconero che avrebbe del clamoroso.

Già, perché Conte e la Juventus non si erano lasciati affatto bene. Anzi, nel 2014 l'allenatore mollò improvvisamente la squadra alla vigilia del ritiro estivo adducendo alle differenti visioni del progetto sportivo con la società, che proprio a quel punto ingaggiò Massimiliano Allegri. Agnelli non ha mai digerito quell'addio e, secondo il Corriere dello Sport, avrebbe già imposto ai propri dirigenti il veto irremovibile nei confronti dell'ex manager del Chelsea. La situazione è molto delicata, perché qualora la storia con Allegri dovesse finire bruscamente, la società si ritroverà a cercare un sostituto precludendosi l'opportunità di riportare a casa un tecnico ambizioso e famelico solo per motivi extracampo. Ma si sa, con la Juventus storicamente le cose vanno così. E questo a Conte potrebbe costare caro.

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