Arrivo a pari punti: il regolamento dei maggiori campionati d'Europa

Serie A e Liga in controtendenza: la prima discriminante è rappresentata dagli scontri diretti. Gli altri tornei adottano il metodo della differenza reti.

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Italia, Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Olanda. Sono questi i sei campionati più importanti d'Europa, quelli che ogni hanno fanno sognare, ridere, piangere ed emozionare milioni di appassionati con le rispettive corse al titolo e ai piazzamenti europei. E, perché no, anche per le loro lotte salvezza quasi sempre giocate a ritmi serrati. Più di una volta infatti si è arrivati all'ultima giornata con situazioni ancora in fase di definizione, magari tra squadre che arrivano a pari punti in classifica. Per risolvere questa specie di stallo, esistono da sempre alcune discriminanti stabilite dalle varie federazioni.

Le due più usate riguardano il confronto negli scontri diretti tra due o più squadre e la differenza reti. Se quest'ultimo criterio è molto intuitivo da capire, il primo è decisamente più meritocratico: si tratta infatti di mettere a confronto i risultati maturati in campionato dalle due squadre in questione e vedere chi, tra di loro, ha fatto più punti rispetto alla rivale. Nel caso di un pareggio o una vittoria, per esempio, la squadra che ha trionfato in una delle due sfide si posizionerà davanti all'altra in classifica.

Qualora le squadre a pari punti fossero più di due, secondo lo stesso principio di cui sopra si procede a stilare una graduatoria avulsa, nella quale al primo posto troviamo la compagine che è riuscita a fare più punti negli scontri diretti contro le altre. Un sistema molto semplice, studiato diversi anni fa per fare in modo che non si dovessero giocare ulteriori spareggi qualora si verificassero certe condizioni. Oggi questi metodi sono praticamente usati in tutta Europa, compresi nei campionati cosiddetti top.

Juventus - Inter di Serie A
Una fase di Juventus - Inter della stagione 2018/19

Arrivo a pari punti: cosa succede in Serie A

L'Italia adotta ormai da anni la discriminante degli scontri diretti, perché in caso di arrivo a parità di punti per l'attribuzione di qualsiasi titolo sportivo si procede a stilare una graduatoria nella quale davanti troviamo le compagini ad aver raggranellato più punti contro quelle che hanno chiuso con il loro stesso punteggio. Qualora questo risultato fosse in equilibrio, ecco che a subentrare è il criterio della differenza reti negli scontri diretti, ovvero si prendono come riferimento solo i gol segnati nelle partite di andata e ritorno tra le squadre interessate.

Se la situazione è ancora bloccata, intervengono - in ordine - la differenza reti generale, il maggior numero di gol segnati all'interno di tutto il campionato e, infine, per determinare le posizioni di classifica si procede con il sorteggio, un metodo d'annata che però non lascia più spazio a calcoli vari. A questo punto non si è mai arrivati, ma le federazioni lasciano comunque uno spiraglio aperto per non dover poi metterci mano frettolosamente in futuro.

Liga

Anche in Spagna si usa il metodo degli scontri diretti per definire le posizioni di classifica in caso di due o più squadre con lo stesso punteggio. Proprio come in Italia, qualora la situazione di incertezza dovesse mantenersi dopo questo primo step, si interviene calcolando la differenza reti generale e, come ultima spiaggia, il numero di gol segnati durante l'intero campionato.

Premier League

Discorso diverso per la Premier League, dove ormai da tempo viene utilizzato il parametro della differenza reti come discriminante principale per determinare eventuali posizioni di classifica incerte a causa di punteggi uguali. Questo sistema è stato studiato per valorizzare al meglio il prodotto calcistico proposto, dando risalto al numero dei gol segnati e subiti durante l'intero torneo. In caso di stessa differenza reti, si conteranno i gol totali, dopo di che viene stabilito che le due squadre si classificano esattamente nella stessa maniera.

Bundesliga

Sulla falsariga del campionato inglese troviamo anche la Bundesliga, per la quale la prima discriminante in caso di arrivo a pari punti è la differenza reti. E, così come in Inghilterra, la seconda variabile riguarda i gol segnati. Va segnalato che il massimo campionato tedesco si gioca con un format da 18 squadre, perciò la classifica si sviluppa entro distanze decisamente più brevi rispetto agli top tornei d'Europa. È quindi molto facile imbattersi in situazioni di questo genere, il che spiega il motivo per il quale certe regole siano fondamentali.

Eredivisie

L'Olanda si è ormai da tempo accodata ai "cugini maggiori" tedeschi, adottando il criterio della differenza reti come primo paletto in caso di arrivo a pari punti di due o più squadre. L'Eredivisie ha un campionato composto da 16 squadre, all'interno del quale ci si giocano più piazzamenti rispetto ad altri campionati, visto che tra quelli considerati come tornei più importanti è l'unico a prevedere playoff per entrare in Europa e playout per non retrocedere in seconda divisione.

Ligue 1

Anche la Francia si è ormai adattata da anni a dare importanza della differenza reti. Privilegiare lo spettacolo inducendo le squadre a segnare tanto (anche a costo di subire qualcosa in più) è un mantra che oltralpe hanno adottato con positività, quindi in caso di arrivo a pari punti di due o più compagini, chi ha il saldo migliore tra gol realizzati e incassati si posiziona davanti alle dirette concorrenti. Qualora questo dato non sia decisivo, si guarda chi tra le due o più squadre abbia segnato più gol durante tutto il campionato.

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