Liverpool, tutte le grandi rimonte europee nella storia di Anfield

Dal gol all'ultimo respiro di Gerrard contro l'Olympiakos, alla saga contro il Chelsea alle notti europee degli anni '60 e '70. L'epica di Anfield nella storia delle rimonte dei Reds.

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Ne è passato di tempo da quel 26 maggio 1989, quando il Liverpool perse il campionato all'ultima giornata ad Anfield. L'Arsenal doveva battere i Reds 2-0 per raggiungerli al primo posto, a pari punti e pari differenza reti, e vincere il titolo in virtù del maggior numero di gol fatti.

E, per una volta, in quello che è ricordato ancora oggi come il finale più incredibile nella storia del campionato inglese, Anfield rimase impotente di fronte al gol di Alan Smith e alla rete decisiva di Michael Thomas al 91esimo minuto, che consegnarono il trionfo all'Arsenal e la cocente delusione al Liverpool. Ma quel pomeriggio del 1989 fu un caso: Anfield, come testimoniato anche dall'ultima epica partita contro il Barcellona, è sempre stato il luogo delle rimonte dei Reds.

Nelle notti europee di Anfield, in partite da dentro-fuori a volte con pronostico apparentemente avverso, il Liverpool ha sempre fatto leva sul suo stadio di casa per costruire imprese indimenticabili e irripetibili: l'Olympiakos nel 2004, l'Arsenal nel 2008, il Bruges nel 1976, la saga europea contro il Chelsea (e contro José Mourinho). Rivediamo tutte le grandi rimonte europee del Liverpool ad Anfield.

Anfield, lo stadio-fortino delle rimonte europee del Liverpool
Tutto il Liverpool abbracciato di fronte alla Kop, al termine della partita contro il Barcellona

Liverpool, tutte le grandi rimonte europee nella storia di Anfield

Una delle vittorie più emozionanti del Liverpool, nel proprio stadio, fu quella del 2004 in Champions League contro l'Olympiakos. I Reds dovevano vincere con due gol di scarto per garantirsi il superamento della fase a gruppi e, dopo il gol di Rivaldo, erano costretti a segnarne tre in un tempo. Due antieroi come Neil Mellor e Florent Sinama-Pongolle rimisero il Liverpool in corsa, prima del 3-1 segnato da Steven Gerrard con un fendente da fuori area nell'angolino basso, spinto in rete da tutto il pubblico. Quel Liverpool rimase nella competizione per un soffio, e andò a vincere la coppa a Istanbul, con il miracolo della rimonta (un'altra!) sul Milan.

In quell'edizione 2004/05 di Champions League si aprì anche la saga contro il Chelsea di José Mourinho. In semifinale, dopo lo 0-0 di Stamford Bridge, le dichiarazioni polemiche dell'allenatore portoghese avevano accesso l'ambiente, e per molti tifosi Reds quella rimane una delle notti migliori ad Anfield. Il gol di Luis García dopo soli quattro minuti aprì le porte ai restanti 86 minuti di ondate offensive del Chelsea e strenua resistenza del Liverpool, fino all'ultimo centimetro, che valsero l'accesso alla finale e aprirono la strada verso la quinta Coppa dei Campioni.

E due anni più tardi, ancora in semifinale, Liverpool e Chelsea si trovarono di nuovo di fronte e il finale fu ancora più drammatico. L'1-0 Blues dell'andata venne pareggiato dal gol di Daniel Agger al ritorno, ma l'equilibrio fra le due squadre portò la partita fino ai calci di rigore: un monumentale Pepe Reina parò i rigori di Robben e Geremi e fece esplodere Anfield nel tripudio più assoluto.

Anfield, lo stadio-fortino delle rimonte europee del Liverpool
Pepe Reina para il rigore ad Arjen Robben nella semifinale Liverpool-Chelsea 2007

Stadio-fortino già dagli anni 60'

Ma già negli anni '60 e '70 Anfield era un luogo inaccessibile per gli avversari. Nell'andata della semifinale di Coppa dei Campioni 1965, il Liverpool guidato da Bill Shankly vinse 3-1 contro la Grande Inter in una delle grandi notti che, per molti, diedero il via all'epopea internazionale di quella generazione di calciatori Reds (i nerazzurri ribaltarono il risultato al ritorno, e finirono per vincere la coppa in finale).

Nella finale d'andata della Coppa Uefa 1976 il Liverpool era sotto 0-2 contro il Bruges, dopo appena 12 minuti di gioco. Nel secondo tempo segnò tre gol in sei minuti e ribaltò il risultato, vincendo 3-2 (e andando ad alzare la coppa al ritorno, tenendo l'1-1). E ancora, l'anno dopo nei quarti di finale di Coppa Campioni, la rimonta contro il St-Etienne dopo la sconfitta per 1-0 dell'andata. Il 3-1 finale lanciò i Reds alla vittoria della prima di tre Coppe dei Campioni consecutive, e diventò l'esempio della forza di Anfield per i decenni seguenti, fino alle imprese firmate Rafa Benitez.

Anfield è sempre stato il minimo comun denominatore delle imprese europee del Liverpool. Uno stadio che si trasforma in fortino per eccellenza quando da un singolo risultato dipende l'esito dell'intera stagione e che, grazie alla spinta vocale del pubblico, si trasforma in luogo praticamente intoccabile per qualunque avversario dei Reds.

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