Federer: "I miracoli sulla terra succedono poche volte". E su Roma...

Lo svizzero torna sulla terra rossa in occasione del Master di Madrid e conferma la sua presenza al Roland Garros: "Non mi aspetto molto perché ultimamente non ho giocato tanto su questa superficie. Né io né il mio team sappiamo cosa aspettarci".

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A Madrid Roger Federer torna a calpestare il rosso dopo due anni e 358 giorni. La sua ultima apparizione sulla terra risale al 2016 quando sui campi del Foro Italico, alle prese con problemi alla schiena, si arrese a Dominic Thiem agli ottavi di finale.

Il sorteggio madrileno ha posizionato il 37enne fuoriclasse di Basilea nella parte alta del tabellone, quella presidiata da Novak Djokovic, con possibile incrocio nei quarti con Dominic Thiem, numero 5 della classifica mondiale e recente trionfatore del 500 di Barcellona. Per lo svizzero, tre volte vincitore nella capitale spagnola (2006, 2009 e 2012) debutto al secondo turno con Richard Gasquet.

Complice il periodo non esaltante di Alexander Zverev, Re Roger è balzato al terzo posto del ranking ATP ancora prima di scendere in campo, a ridosso di altri due mostri sacri del tennis, Novak Djokovic e Rafael Nadal. E proprio dai due eterni rivali è partita la lunga intervista che lo svizzero ha concesso a Marca alla vigilia del Master 1000.

Roger Federer durante uno degli allenamenti in vista del debutto a Madrid
Roger Federer durante uno degli allenamenti in vista del debutto a Madrid

Federer sul rosso riparte da Madrid e Parigi

Federer, Nadal e Djokovic negli ultimi 15 anni hanno riscritto le leggi del tennis, vincendo 52 Slam in totale e oltre 90 Master 1000. Un’oligarchia che ha pochi precedenti nella storia di questo sport.

Penso che l’apporto mio, di Rafa e di Novak sia positivo perché abbiamo contribuito a dare qualcosa di diverso al tennis. Abbiamo personalità diverse, abbiamo stili differenti. Sappiamo come trattare i media e come gestire la pressione. Penso che vederci combattere sia stato eccitante per tutti gli amanti di questo sport, ma vedo anche alcuni cambiamenti in atto come la vittoria di Chachanov l'anno scorso a Madrid. Tsitsipas mi ha battuto agli Australian Open. Anche Thiem mi ha battuto ad Indian Wells. Siamo di fronte ad una nuova era.

Lo svizzero ha scelto Madrid per ricominciare la sua avventura sul rosso, una scelta non casuale alla luce degli appuntamenti a cui non vuole assolutamente mancare in questa stagione.

Per me era logico iniziare a Madrid: avrò tempo sufficiente per recuperare energie prima del Roland Garros. Madrid è un grande torneo, mi piace l'organizzazione e l’ho vinto in passato. E poi si gioca sulla terra e volevo provare ancora emozioni su questa superficie.

Nel mosaico degli innumerevoli successi di Federer uno dei pochi tasselli mancanti è il torneo di Roma. Lo svizzero è arrivato 4 volte in finale, senza riuscire mai ad alzare il trofeo. Sergio Palmieri, direttore degli Internazionali d’Italia è ancora fiducioso sulla partecipazione del basilese, anche se lo stesso Federer nel corso dell’intervista ha smorzato gli entusiasmi.

Nei Master 1000 sei iscritto all'entry list per regolamento. Rimango iscritto a Roma perché non so cosa succederà in Spagna e quindi la tengo come opzione. Ma per ora sono concentrato su Madrid e Parigi.

Roger Federer alza la coppa a Miami dopo aver battuto in finale John Isner  6-1, 6-4. É stata la sua 101esima vittoria in un torneo di singolo. 1/04/19
Roger Federer alza la coppa a Miami dopo aver battuto in finale John Isner 6-1, 6-4. É stata la sua 101esima vittoria in un torneo di singolo

Re Roger tra passato e presente

A quasi tre anni di distanza da quel maggio 2016 quando in un pomeriggio romano giocò la sua ultima partita sulla terra rossa, Federer si ripresenta con la consapevolezza di avere il vantaggio di non dover fare per forza risultati. L’attesa è tutta per Nadal. E senza la pretesa di vittorie obbligate troverà spazio per divertirsi, alla vigilia del suo 38esimo compleanno.

Mi sento molto giovane, devo ringraziare i miei figli per questo. Anche se i risvolti negativi ovviamente ci sono: quando hai un problema fisico è più difficile recuperare. Prima in un giorno mi riprendevo, ora per lo stesso problema, ho bisogno di tre giorni o addirittura una settimana. L'esperienza ti permette di fare un lavoro di prevenzione sugli infortuni. Ora so perfettamente quando posso giocare o no. Conosco molto meglio il mio corpo.

Roger Federer bacia la coppa del Roland Garros nel 2009 dopo aver battuto Soderling tre set a zero
Roger Federer bacia la coppa del Roland Garros nel 2009 dopo aver battuto Soderling tre set a zero

Nel 2019 l’obiettivo dello svizzero sarà incrementare il record di Slam vinti in carriera, per ora fermo a quota 20. E per farlo bisogna puntare al Roland Garros che Federer ha messo in bacheca solo una volta, nel 2009.

É un periodo particolare. Mi ricorda un po' quello che è successo prima dell’Australian Open nel 2017. Né io né il mio team sappiamo cosa aspettarci. È possibile che non riesca a ottenere risultati. Il mio obiettivo è vincere più match possibili a Madrid e a Parigi. Non mi aspetto molto perché ultimamente non ho giocato tanto su questa superficie. Sulla terra i miracoli accadono poche volte perché devi colpire un sacco di volte la pallina. Posso dire che mi sento pronto, ma non so fino a che punto.

Lo svizzero ripercorre la sua carriera e guardando indietro confessa quanto sia cambiato il suo approccio al tennis con il passare degli anni.

Ho una prospettiva migliore di tutto. So come devo trattare la stampa, come prendermi cura della mia famiglia, come viaggiare, come prepararmi per i tornei. Mi do delle priorità. Ho una bella famiglia. Posso giocare i tornei che voglio. Per esempio, il dubbio di giocare o meno a Roma mi avrebbe tolto il sonno in passato, Mi dicevo: se mi piacciono le persone, lo stadio, il cibo, beh allora giocherò. Oggi, la domanda che mi pongo è se sia conveniente o meno partecipare e se non lo è, allora non gioco, punto. Non posso fare tutto e perdo meno tempo a ragionare su queste decisioni.

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