NBA: Kawhi Leonard, l'arma totale silenzia Philadelphia in gara 4

Leonard guida i Raptors al 2-2 con una prova leggendaria in dei playoff che sino a ora nessuno nella storia era mai stato in grado di fare.

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Il secondo turno di questi playoff NBA sta riservando tante piccole sorprese con fattori campo delle teste di serie che saltano nelle prime due partite, underdog che non riescono a mantenere il vantaggio nelle seconde, in attesa che Rockets e Celtics provino a pareggiare le rispettive serie. Nel frattempo i Denver Nuggets rispondono alla sconfitta storica in quattro overtime contro i Blazers espugnando Portland, cosa che fanno allo stesso modo i Toronto Raptors a Philadelphia grazie all’ennesima prova leggendaria di Kawhi Leonard.

Se vogliamo eleggere due MVP, uno per conference, di questi playoff non si può stare fuori da Kevin Durant e Kawhi Leonard. La stella dei Warriors sta giocando in modo esiziale producendo punti ed efficienza con una disarmante costanza, anche quando i suoi compagni (vedi Curry in gara 3) steccano o non sono performanti. KD è stato la chiave delle prime due vittorie dei Warriors contro i Rockets, nonchè l’unico motivo con 46 punti per il quale i campioni NBA in carica sono rimasti in partita fino in fondo anche nella terza partita.

A Est Kawhi Leonard sta facendo i proverbiali bambini con i baffi, essendo ciò che è sempre mancato ai Raptors: una stella di prima grandezza in grado di caricarsi la squadra sulle spalle e portarla alla vittoria senza bisogno di nessun altro. Con Paskal Siakam in difficoltà per problemi fisici e in dubbio fino all’immediata vigilia, un Kyle Lowry sempre troppo ondivago e un supporting cast che è passato dall’essere uno dei migliori della NBA a essere totalmente ininfluente, Nurse si è affidato anima e corpo a una delle migliori versioni di carriera di The Klaw, che ha tenuto a galla i suoi pareggiando la serie in casa e forzando la vittoria esterna in gara 4 quando sembrava che le speranze di ritornare in equilibrio fossero flebili.

NBA Playoff Kawhi a Philadelphia

NBA: Kawhi legend

I Toronto Raptors hanno vissuto il solito dramma in gara uno di primo turno contro i Magic dove sono stati sorpresi malamente, salvo poi recuperare grazie al proprio leader e a un Siakam in ascesa facendo filotto. Nel secondo turno, dopo lo split interno e un terzo episodio completamente dominato dai Sixers, serviva una risposta e Nurse non poteva che affidarsi al proprio leader, trovando una prestazione leggendaria: 39 punti, 14 rimbalzi, una presenza immanente sul campo e la completa incapacità avversaria di trovare un contraltare che potesse metterlo perlomeno in difficoltà. A coronare la sua prestazione è arrivato il cosiddetto dagger da tre punti nell’ultimo minuto che ha indirizzato definitivamente la partita verso i Raptors.

Con il cronometro che stava andando a scadere e dopo un pick and roll con Gasol che ha forzato un misto tra cambio/raddoppio, Leonard si è separato da Embiid e ha infilato una difficile tripla che è valsa la partita:

Generalmente quando creo quella separazione da tre punti i miei tiri vanno spesso corti, ma ho lavorato molto negli ultimi tempi per allungare la portata di quel tipo di tiro e questa volta mi è servito per segnare. A dire il vero non ero sicuro sarebbe andata dentro una volta che aveva lasciato le mie mani.

Queste le parole di Leonard nel descrivere l’azione decisiva del match e potenzialmente della serie, perché un 1-3 nella serie sarebbe stata una montagna troppo alta da scalare contro dei Sixers in fiducia e con un Butler notevole. Questa qualità di leader è sempre mancata ai Raptors e la speranza è di andare più avanti possibile per mantenerlo cercando un contributo degno dalla panchina che sta mancando enormemente in questa serie.

Leonard e Butler lottano per i loro team

Record, attacco e difesa, serve altro?

L'inizio di playoff è stato a livelli unici, nessuno infatti nella storia della postseason NBA aveva mai avuto 30 punti, 5 rimbalzi e 3 assists di media con almeno il 65% di Effective Field Goal percentage. Solamente tre altri giocatori erano riusciti ad avere le stesse cifre fermandosi solo poco sopra il 60% per EFG% ed erano stati LeBron James (2016-17), Shaquille O'Neal (1997-98) e Kareem-Abdul-Jabbar (1976-77), ma nessuno è mai arrivato a 32.3 punti, 7,7 rimbalzi, 3.4 assists e 66.2 di EFG%.

Ho visto da vicino solo un altro giocatore dominare così ed era Yao Ming. Sono quei campioni che quando accendono diventano inarrestabili e Kawhi lo sta facendo dall'inizio della stagione, ma ora siamo ai playoff ed è una musica diversa.

Le parole di Kyle Lowry fanno capire la qualità della postseason del compagno, ma oltre a questo c'è anche un lato difensivo che viene quasi offuscato dalle statistiche, infatti in gara 4 Butler aveva impazzato nei primi tre quarti raggiungendo quota 19 con 7-11 al tiro, ma da quando si è messo al lavoro su di lui Leonard è stato limitato a un 2-7 dal campo e una persa. Quando si valutano le prestazioni di KL2 ormai ci si fa abbagliare (giustamente) dall'attacco, ma è in grado di far valere ancora i suoi due premi di Defensive Player of the Year. Leonard è l'arma totale in un mondo sempre più alla ricerca di armi totali.

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