Premier League, volata Champions: Chelsea ok, psicodramma United

Blues ok contro il Watford, trascinati da un inarrestabile Hazard. Red Devils bloccati sul campo dell'Huddersfield già retrocesso. E il Tottenham festeggia.

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A soli 90 minuti dal termine della Premier League la lotta per entrare in Champions League si fa sempre più interessante. Dopo la sconfitta patita dal Tottenham in quel di Bournemouth - e in attesa di vedere in campo contro il Brighton - Chelsea e Manchester United erano chiamate a non deludere le attese affrontando rispettivamente un coriaceo Watford e il già retrocesso Huddersfield.

I Blues, a tre giorni dal bel pari ottenuto in quel di Francoforte nell'andata di Europa League, battono 3-0 le Hornets grazie alle reti di Loftus-Cheek, David Luiz e Higuain, tutte arrivate nel corso della ripresa di un match che gli ospiti hanno a tratti comandato per tutto l'arco del primo tempo. I Red Devils invece si sono clamorosamente fermati al Kirklees Stadium, bloccati sull'1-1 dalla squadra allenata dal tedesco Siewert.

Due risultati importanti, che riscrivono una classifica di Premier League nella quale adesso il Chelsea occupa il terzo posto dopo aver superato proprio gli Spurs, che hanno perso 4 delle ultime 5 partite di campionato. Il Manchester United sale a quota 66 punti, portandosi a quattro lunghezze dalla squadra allenata da Pochettino. Che, adesso, nell'ultimo turno sarà comunque obbligata a battere l'Everton per far sì che il proprio destino non possa essere riscritto da fattori esterni.

Premier League, Hazard trascina il Chelsea: 3-0 al Watford

Il Chelsea scende in campo con un undici titolare composto interamente da stranieri per la 20esima volta in questa Premier League. La situazione però dura solo dieci minuti, il tempo necessario a Kanté per fermarsi a causa di un probabile infortunio muscolare. Il francese lascia spazio a Loftus-Cheek quando il Watford, partito molto forte, ha già sfiorato il gol in due occasioni, costringendo Kepa agli straordinari prima su Deulofeu e poi su Deeney. Le Hornets tengono ritmi alti per tutta la prima parte di gara, andando a soffocare con il pressing ogni tentativo dei Blues di affidare la palla in impostazione a Jorginho o Hazard.

Così la squadra di Sarri spesso costruisce con David Luiz, impreciso in un paio di occasioni a tal punto da regalare alcune ripartenze che Doucouré e Holebas sprecano con due tentativi da fuori area di poco a lato. Il Chelsea crea poco: attorno al 25° Jorginho pesca Hazard in area ma Foster esce bene sui piedi del belga. Questa sarà anche l'unica occasione nitida avuta dai londinesi nei primi 45 minuti, chiusi da un bel destro incrociato di Pedro dopo uno scambio nello stretto con Higuain.

Nel secondo tempo però la musica cambia. Arrivano in avvio i due episodi che risolvono di fatto la partita, due situazioni abbastanza simili che si sviluppano sugli esterni e portano ai gol Loftus-Cheek e David Luiz, entrambi molto bravi a saltare in area del Watford per battere di testa l'incolpevole Foster. L'estremo difensore delle Hornets diventa il migliore in campo quando si oppone in maniera strepitosa su Kovacic e sull'inarrestabile Loftus-Cheek, uno dei migliori in campo per i Blues.

Il resto è pura e semplice passerella, corredata dal bellissimo gol di Higuain servito nello spazio da Pedro, con l'argentino che torna a festeggiare un gol davanti ai propri tifosi, con i quali il feeling non è mai veramente sbocciato. E poi c'è da rimarcare l'ennesima prestazione mostruosa di Hazard, che ha fornito due assist e imbastito l'azione per la terza rete del Chelsea da vero e proprio leader quale è. Quella di oggi potrebbe essere l'ultima partita del belga a Stamford Bridge, visto che oltremanica danno già per fatto il suo passaggio al Real Madrid.

Lossl fatale al Manchester United: ad Huddersfield finisce 1-1

Sarebbe dovuto essere molto più agevole il compito del Manchester United, che sul campo del retrocesso Huddersfield ci mette solo 8 minuti a passare in vantaggio. Il 4-3-1-2 mandato in campo da Solskjaer funziona e prende in mano il pallino del gioco sin dal principio: a sbloccare la partita ci pensa il giovane scozzese McTominay, che di sinistro scarica un diagonale imprendibile per Lossl al termine di un'azione manovrata molto bene nello stretto e rifinita da Mata. Poco dopo Rashford cerca la soluzione personale con una bella botta ravvicinata, messa in angolo dal portiere locale.

L'Huddersfield è ormai in vacanza e in campo lo dà a vedere senza particolari problemi, tanto che l'unico tentativo provato dai padroni di casa è un tiro da fuori area di Bacuna che esce di poco a lato dalla porta di De Gea. Lo United invece macina chilometri e occasioni, sfiorando il raddoppio prima con il solito Rashford e poi con Mata. Il match si accende improvvisamente poco prima del fischio finale del primo tempo: prima Ahearne-Grant impegna De Gea con un tiro ravvicinato ben respinto dal portiere, che nelle ultime settimane era incappato in qualche errore di troppo. Poi, al 40esimo, Pogba incorna in area piccola uno spiovente dalla destra, trovando però l'opposizione della traversa.

Nella ripresa però succede l'imponderabile: la squadra di Solskjaer comincia bene e crea un paio di occasioni per chiudere definitivamente i giochi, ma all'improvviso l'Huddersfield trova il gol del pareggio su una situazione di gioco decisamente estemporanea. Tutto nasce da un calcio d'angolo a favore dei Red Devils bloccato da Lossl, con il portiere velocissimo a rinviare verso il belga Mbenza che, dimenticato dalla difesa ospite, batte De Gea con un appoggio ravvicinato.

La rete getta nello sconforto uno United ormai completamente in preda al panico: più passano i minuti e più la beffa diventa reale, anche quando la squadra getta il cuore oltre l'ostacolo tentando un assalto finale che si traduce in un paio di tiri pericolosi di Rashford e in un miracolo - l'ennesimo - dell'insuperabile Lossl, che mura da fenomeno un tentativo di Phil Jones. Nel finale l'Huddersfield perde tempo e addormenta la partita, un match che sulla sponda rossa di Manchester faticheranno a dimenticare in fretta.

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