Qualità, potenza e senso del gol: il futuro Real Madrid passa da Jovic

Zidane potrebbe ricevere in dote uno dei migliori attaccanti in circolazione: avrebbe il compito di inserirlo in un contesto che possa esaltarlo. Stuzzica la coppia con Benzema.

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Luka Jovic potrebbe aver trovato la squadra in cui giocare il prossimo anno. Il talento serbo, a segno anche contro i Blues di Maurizio Sarri, si è messo in mostra duante tutto l'arco dell'attuale stagione grazie alle sue impressionanti medie realizzative, una serie di gol che lo hanno portato giocoforza a imporsi all'attenzione generale, attirando su di sé le sirene di tutti i maggiori club europei.

Ad assicurarselo- nonostante le smentite dell'Eintacht Francoforte - sarebbe stato il Real Madrid: secondo Diario As, importante testata giornalistica che segue da vicino le vicende delle Merengues, Florentino Perez avrebbe trovato l'accordo con i tedeschi per un'operazione da 60 milioni di euro. Jovic, che l'Eintracht ha appena riscattato dal Benfica dopo un prestito biennale, sarebbe quindi pronto a lasciare la Bundesliga dopo due stagioni giocate a grandissimi livelli, accasandosi così alla società che più di tutte lo ha cercato, corteggiato e voluto.

A pensarci bene la sua ascesa è impressionante: prima di volare a Lisbona, il talento classe 1997 si era limitato a farsi notare solo per qualche giocata nella Stella Rossa di Belgrado, perché in realtà in Portogallo non ha mai avuto lo spazio necessario per mettersi in mostra. Eppure, a due anni di distanza, Jovic è una delle punte più impattanti del mondo, un giocatore con ancora ampissimi margini di miglioramento che fino a poco tempo fa aveva solleticato addirittura la fantasia del Torino, poi non convinto dalla valutazione fatta dalla sua ex squadra, che chiedeva 7 milioni di euro per lasciarlo partire.

Luka Jovic festeggia un gol
Luka Jovic festeggia il gol segnato in Europa League al Chelsea: l'attaccante serbo si trasferirà al Real Madrid per 60 milioni di euro

Jovic vicino al Real Madrid: stuzzica la coppia con Benzema

Oggi però il ragazzo vale 10 volte tanto e sta per diventare un Galactico. In tal senso, sarà molto curioso capire come Zinedine Zidane intenderebbe inserirlo in un contesto tanto importante quanto delicato come quello del Real Madrid. Partiamo col definire Jovic a livello tattico: la punta di origine bosniaca (il padre, sfollato dalla guerra dei Balcani, attraversò il confine serbo per regalare una nuova vita alla famiglia) è una tipologia di giocatore abbastanza duttile, nel senso che può agire come unico referente offensivo o, in alternativa, completarsi a meraviglia con un compagno di reparto. In tal senso va elogiato il lavoro fatto su di lui dall'attuale allenatore del Bayern Monaco Niko Kovac, lo scorso anno all'Eintracht.

Il croato ne ha dosato le forze e lo inserito gradualmente, facendogli assaggiare con calma le pressioni di un professionismo che Jovic, fino a quel momento, aveva conosciuto solo in patria. L'approccio con la Bundesliga però è stato positivo: dopo aver messo insieme una manciata di gol nella stagione 2017/18, oggi il numero 8 bianconero ha sfondato la soglia delle 20 reti stagionali, permettendo ai tedeschi di spingersi fino alla semifinale di Europa League e di giocarsi l'accesso alla prossima Champions League. Quest'anno a lavorarci su è stato Adi Hutter, altro tecnico molto preparato, che sulla base dell'eredità lasciata da Kovac lo ha confermato al fianco di Sebastien Haller, aiutandolo a sbocciare definitivamente.

Dall'Eintracht alle Merengues?

Jovic si muove da punta in 3-4-1-2, dove giocano un ruolo importantissimo sia gli esterni - coi quali spesso va a dialogare o, in alternativa, a raccoglierne i suggerimenti in area - sia la punta incaricata di affiancarlo in quel momento. Le caratteristiche di Haller, nonostante si potrebbe facilmente pensare il contrario, permettono al serbo di interpretare di fatto il ruolo di centravanti, con il francese che in fase di possesso palla spesso si allarga sulla sinistra per permettergli di attaccare l'area in maniera efficace. La costruzione del gioco di Hutter, che prevede spesso lo sviluppo di trame insistenti sulle fasce, porta Jovic a trasformarsi in un vero numero 9.

Queste caratteristiche potrebbero essere spese in maniera proficua anche nel Real Madrid, anche se va detto che Benzema è molto più centravanti rispetto al mobilissimo Haller. E, considerato il ruolo di pietra angolare assunto dall'ex Lione nella gestione Zidane, è difficile pensare che di punto in bianco Benzema possa essere sacrificato per Jovic. Allora ecco che la soluzione potrebbe essere trovata schierando un 4-3-1-2 nel quale troverebbe spazio anche Christian Eriksen, altro obiettivo di mercato dei Blancos, un giocatore che darebbe equilibrio alla squadra, capace inoltre di dialogare palla a terra con l'ex attaccante del Benfica.

In alternativa, e questo discorso calzerebbe perfettamente in caso di arrivo di Eden Hazard, si potrebbe pensare anche a un 4-3-3 in cui il belga parte largo e la coppia formata dal serbo e da Benzema si scambia continuamente di posizione in modo da non dare punti di riferimento agli avversari. Entrambi sono molto bravi ad attaccare gli spazi, il che ne faciliterebbe le varie letture di gioco. Di certo c'è che, vista la durata del contratto (sei anni), Jovic è destinato a diventare uno dei perni centrali del futuro Real Madrid. E, fino a un paio di stagioni fa, in pochi lo avrebbero immaginato.

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