Calciomercato, dopo la "legge Bosman" arriva la "legge Conte"?

A sostenerlo sulle pagine de Il Sole 24 Ore l'esperto Marco Bellinazzo: il "Decreto Crescita" varato dal Governo lo scorso 30 aprile agevolerà l'ingaggio di tecnici e calciatori dall'estero.

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Il 15 dicembre 1995 il mondo del calcio, così come quello del calciomercato, cambiò completamente volto grazie alla famosa "sentenza Bosman", che di fatto permetteva la libera circolazione dei lavoratori comunitari all'interno dell'Unione Europea. Una vera e propria rivoluzione che, limitatamente al nostro movimento calcistico, potrebbe ripetersi in estate grazie al Decreto Crescita varato dal Governo e che concederà importanti sgravi fiscali alle aziende disposte ad assumere chi si trasferisce in Italia.

A ipotizzare quella che sarebbe una svolta epocale per il calcio italiano è Marco Bellinazzo, esperto di calcio e finanza e giornalista per Il Sole 24 Ore: analizzando il Decreto legge n. 34 pubblicato lo scorso 30 aprile sulla Gazzetta Ufficiale, che dal 1° maggio prevede una tassazione massima del 30% nei confronti dei lavoratori che negli ultimi due anni non hanno risieduto in Italia e intendano tornarci per almeno un biennio per lavorare, Bellinazzo scorge infatti possibilità davvero molto interessanti in termini di calciomercato per le maggiori big del nostro calcio, che adesso potranno competere per giocatori e tecnici dallo stipendio fino a pochi giorni fa considerato proibitivo.

L'esempio principale portato a esempio dal giornalista è quello che riguarda Antonio Conte, tecnico che manca dall'Italia dal 2016, anno in cui lasciò il posto di commissario tecnico della Nazionale per accasarsi al Chelsea, e che da tempo viene dato vicino a Juventus, Inter e Roma: ebbene, secondo i calcoli fatti da Bellinazzo, grazie al Decreto Crescita l'allenatore pugliese, ipotizzando un ingaggio annuo pari a 10 milioni di euro netti, costerebbe al club che lo ingaggerà tra i 12 e i 13 milioni lordi, decisamente meno dei 20 che sarebbe costato con il vecchio regime fiscale. Il vantaggio è evidente e potrebbe permettere altri suggestivi colpi in quest'ottica.

Neymar abbraccia il compagno del PSG Marco Verratti
Marco Verratti e Neymar del PSG: il Decreto Crescita varato dal Governo trasforma il loro possibile arrivo in Serie A da "quasi impossibile" a "molto difficile".

Calciomercato, Conte ma non solo: il Decreto Crescita apre anche a Guardiola

La svolta infatti non riguarderebbe soltanto gli allenatori come Conte, ma anche i calciatori stessi: venuto meno il requisito del ruolo direttivo prescritto nel precedente decreto, anche il rientro in Italia di un calciatore come Marco Verratti, regista 26enne al PSG addirittura dal lontano 2012, sarebbe decisamente meno improbabile. C'è di più: il Decreto Crescita è ampliato al Sud, e permetterebbe quindi a realtà come il Napoli di risparmiare ulteriormente nel caso di assunzione di lavoratori dall'estero, pagando appena il 10% di tasse (per un periodo di 5 anni e ammesso che il dipendente si fermi in Italia almeno per 2) e finendo per spendere quindi la metà di prima.

Nato per favorire il "rientro dei cervelli", nella sua forma legislativa il Decreto Crescita non fa però distinzione tra l'assunzione di personale italiano - dunque rimpatriato - e straniero ma si limita a sottolineare che il dipendente oggetto degli sgravi fiscali non debba aver risieduto in Italia negli ultimi 2 anni. Questo apre quindi le porte anche ad altre suggestive mosse di calciomercato, come ad esempio l'arrivo di tecnici e campioni che nel nostro Paese non hanno di fatto mai vissuto.

Ecco dunque che persino nomi come Guardiola, Neymar e Mbappé, ammesso che i club trovino il modo di convincere i giocatori e i club che ne detengono i cartellini, restano pur sempre obiettivi difficilissimi ma non più quasi impossibili come potevano esserlo fino a oggi: un vero e proprio assist da parte del Governo alla Serie A che quest'ultima, attraverso i suoi club, dovrà dimostrarsi abile a sfruttare. Come sottolinea Bellinazzo forse non basterà per una nuova età dell'oro del calcio italiano, ma certo è che tra le pieghe del Decreto Crescita, che potrebbe finire per chiamarsi "legge Conte", si nasconde un'occasione forse irripetibile per ritrovare l'appeal perduto.

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