Conte, le ultime sul suo futuro: risalgono le quotazioni dell'Inter

Il tecnico leccese, pallino di Steven Zhang, si riavvicina ai nerazzurri. La società sta studiando le mosse per consegnargli un gruppo competitivo. Il sogno è Lukaku.

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Ancora quattro partite e poi bisognerà seriamente pensare al futuro. L'Inter che verrà è un cantiere aperto, e non solo per le ormai note vicende che riguardano la costruzione del nuovo stadio o la situazione contrattuale legata a Mauro Icardi. La dirigenza nerazzurra è chiamata a portare avanti un progetto di costruzione anche dal punto di vista sportivo, perché se è vero che la qualificazione alla prossima Champions League potrebbe essere ufficialmente blindata a breve, è altrettanto giusto rimarcare come la rosa del futuro vada ancora studiata, analizzata e decifrata. Per farlo bisognerà decidere in fretta a chi affidare la panchina, ruolo per il quale sta tornando di moda il nome di Antonio Conte.

Il tecnico leccese è sempre stato la scelta numero uno da parte della società, ma nelle ultime settimane le quotazioni della permanenza di Luciano Spalletti sono tornate vorticosamente a salire. Merito soprattutto dei risultati raggiunti dal tecnico toscano, bravo a rianimare la squadra dopo la brutta uscita dall'Europa League contro l'Eintracht per poi portarla a vincere il derby e, più in generale, condurla verso l'obiettivo finale ormai quasi centrato. Fattori importanti, perché dalla qualificazione alla massima competizione internazionale per club passa anche il futuro economico del club.

Detto ciò, la candidatura di Conte rimane forte e ciclicamente si ripropone. La Gazzetta dello Sport è addirittura arrivata a ipotizzare due Inter differenti, a seconda di chi potrebbe essere il prossimo allenatore a sedersi in panchina. Questo perché, nonostante i vari ammiccamenti delle settimane scorse con Juventus e Roma, la figura dell'ex manager del Chelsea rimane forte soprattutto in chiave nerazzurra. A Milano il tecnico troverebbe l'ambiente giusto per ripartire con un progetto ambizioso e mirato a riportare la squadra al suo massimo splendore, proprio ciò di cui anche lui ha bisogno dopo il burrascoso addio dal Chelsea.

Conte e Spalletti durante un Inter - Juventus
Antonio Conte e Luciano Spalletti si salutano dopo uno Juventus - Inter: le strade dei due tecnici potrebbero incrociarsi a Milano sponda Inter

Conte o Spalletti, l'Inter riparte da Godin e molte certezze

Secondo la Rosea la società avrebbe già addirittura imbastito alcuni di scorsi di mercato con Conte, per capire con più precisione quali sarebbero le sue richieste, gli eventuali paletti e, più in generale, la sua visione di insieme della rosa attuale. Quest'ultimo punto è molto importante e sarà ulteriormente fatto oggetto di attente analisi, perché è chiaro che rispetto a Spalletti il leccese abbia altre priorità vista la sua idea tattica profondamente differente da quella dell'attuale mister interista. Se Conte sarà, il 3-5-2 diventerà il modulo di base col quale l'Inter affronterà la prossima stagione.

In tal senso vengono tracciati dei punti in comune sui quali la società avrebbe già lavorato, certezze che non dovrebbero variare o sgretolarsi a prescindere dalla prossima conduzione tecnica. Per esempio, è indubbio come entrambi non vedano l'ora di allenare un difensore di caratura mondiale come Diego Godin, che l'Inter ha già ufficializzato dall'Atletico Madrid blindandolo con un ingaggio di circa 6 milioni di euro netti. Lo stesso discorso vale per Marcelo Brozovic e Radja Nainggolan, due pietre angolari della squadra che verrà. E, visto che in mezzo ne arriverà sicuramente un terzo di qualità, ecco che Marotta dovrà operare in maniera intelligente per individuare il profilo giusto da consegnare al proprio allenatore.

Conte, per esempio, potrebbe scegliere una mezzala di potenza e incursione, mentre Spalletti privilegerebbe il palleggio. In attacco invece tutto ruota intorno a Mauro Icardi: l'argentino potrebbe andare via in entrambi i casi, ma per l'ex tecnico della Juventus non ci sarebbero particolari problemi. A patto, ovviamente, che il sostituto sia di spessore assoluto, visto che Lautaro Martinez non può essere considerato l'unica scelta per il reparto offensivo. Si parla di Edin Dzeko, che potrebbe andare bene a entrambi. Per la fascia si punta forte su Danilo, che sulla carta diventerà l'alternativa a D'Ambrosio e il sostituto del deludente Vrsaljko.

Preoccupa l'attacco: la soluzione è Lukaku, Dzeko piano B

Proprio sul discorso offensivo si discostano maggiormente le due filosofie. Come detto in precedenza, Conte privilegia il 3-5-2, un modulo nel quale Lautaro Martinez verrebbe visto esclusivamente come seconda punta, quindi - dando per scontata la partenza di Icardi - andrebbe preso un profilo in grado di dare un apporto importante al fianco dell'argentino. Il nome più stuzzicante è quello di Romelu Lukaku, centravanti belga del Manchester United che quest'estate potrebbe lasciare l'Inghilterra alla ricerca di nuovi stimoli.

Conte lo stima molto e lo avrebbe già voluto al Chelsea, dovendosi però "accontentare" di Diego Costa prima e Morata poi. Va detto che Lukaku costa parecchio e non è detto che Suning possa esporsi in maniera così spinta, quindi i soldi potrebbero arrivare dalla cessione di Perisic e dal non riscatto di Keita, due giocatori che per caratteristiche non sarebbero così fondamentali. È infatti difficile ipotizzare per loro un impiego a tutta fascia, ruolo nel quale a questo punto diventerebbero fondamentali il già citato Danilo, D'Ambrosio e Asamoah, ai quali verrebbe aggiunto un quarto laterale in grado di dare il giusto respiro alle rotazioni. Qualora il belga fosse davvero irraggiungibile, ecco che Dzeko potrebbe rappresentare un buon piano B: per il bosniaco, all'ultimo anno di contratto con la Roma, i nerazzurri potrebbero mettere sul piatto 20 milioni di euro solo per il cartellino.

Il fatto che si parli insistentemente di strategie legate all'arrivo del nuovo allenatore fa intendere quanto all'Inter ritengano la pista Conte molto più che reale. Il profilo dell'ex Chelsea piace in particolare a Steven Zhang, che in passato si era speso di persona per richiedere un incontro a quattr'occhi nel quale esporre per filo e per segno tutti i punti del rilancio nerazzurro. E, il fatto che per ora il mister non abbia ancora proferito parola sul proprio futuro, fa pensare che in ballo ci siano ancora diverse opportunità. I nerazzurri manteranno viva l'attenzione senza però mettere pressione a Spalletti per questo rush finale, perché tutto passa attraverso l'approdo in Champions League. Senza questo, i programmi andranno rivisti e a quel punto anche Conte potrebbe decidere di accasarsi altrove.

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