MotoGP, Valentino Rossi: "Una curva intitolata a me? No, grazie"

Nella conferenza stampa del giovedì a Jerez Andrea Dovizioso sottolinea l'importanza del nuovo asfalto per l'esito della gara. Il Dottore respinge l'ipotesi di avere una curva di un circuito intitolata con il suo nome.

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Il campionato del mondo di MotoGP sbarca in Europa sul circuito di Jerez con il giovedì di conferenza stampa. Andrea Dovizioso arriva da leader a 54 punti, dopo il quarto posto di Austin e una gara in salita dopo delle qualifiche in salita. Alle sue spalle Valentino Rossi a quota 51, reduce da due podi consecutivi e in sella ad una Yamaha M1 che qui in Andalusia è alla ricerca di ulteriori conferme e progressi. Nei giorni scorsi la casa di Iwata ha testato al Mugello con Folger per sperimentare alcuni aggiornamenti di elettronica, in attesa di trovare nuove soluzioni nel lunedì di test collettivi.

Negli ultimi due anni a Jerez il Dottore non ha brillato e questa tappa ha rappresentato l'inizio di una debacle che ha spinto la casa di Iwata nel biennio più difficile della sua storia. Eppure i numeri giocano a suo favore: qui ha vinto sette volte (nel 2001, 2002, 2003, 2005, 2007, 2009 e 2016), conquistato due secondi posti (nel 2008 e nel 2014) e ha ottenuto tre terzi posti (nel 2000, 2010 e 2015) nella sola classe regina. L'imperativo è puntare nuovamente al podio per confermare di essere finalmente usciti dal tunnel della crisi e aver intrapreso la giusta via di uscita per tornare a scrivere la storia.

Dal canto suo la Ducati ha colmato alcune lacune registrate nella scorsa stagione MotoGP che gli permetterà di essere competitiva anche sui tracciati fino ad oggi meno favorevoli. Sul tracciato spagnolo Andrea Dovizioso non ha mai vinto, l'obiettivo è sfatare questo tabù e dimostrare di potersela giocare ovunque e fino all'ultimo Gran Premio. Ma rispetto ad un anno fa la più grande differenza consiste nella concorrenza più serrata: non sarà più una sfida tra due piloti, ma nella lotta al vertice si aggiungono Alex Rins e Valentino, aspettando l'atteso ritorno di Vinales e Lorenzo da un momento all'altro.

Valentino Rossi pilota Yamaha MotoGP
Valentino Rossi in conferenza a Jerez

Valentino Rossi: "L'atmosfera nel team è migliorata"

Test verità per la Yamaha e Valentino Rossi, sarà un autentico banco di prova per capire dove può puntare il campione di Tavullia e le aree su cui lavorare maggiormente.

Sarà importante per capire se abbiamo migliorato la moto, perché l'anno scorso abbiamo avuto delle difficoltà. Dopo i primi tre GP sembrano che siamo competitivi e qui capiremo quanto siamo forti. Sono contento dell'inizio di campionato ho portato a casa punti importante, adesso inizia la parte più importante della stagione.

In questo fine settimana la curva 6 del tracciato di Jerez sarà intitolata a Dani Pedrosa e prima della partenza farà un giro d'onore in sella ad una KTM di cui è collaudatore ufficiale dal 2019.

Per me è bello che Dani Pedrosa abbia una curva, qui è sempre stato uno dei migliori. Non mi piacerebbe avere una curva intitolata a me, dirò sempre di no se dovessero propormelo, altri nomi hanno più magia rispetto al nome di un pilota.

A promuovere l'evoluzione della YZR-M1 contribuiscono anche Franco Morbidelli e Fabio Quartararo, da quest'anno alfieri del nuovo team satellite Petronas SRT.

Avere quattro moto in griglia è bello, soprattutto avere un team ben organizzato come Petronas, che ha un buon budget che gli permette di avere gli ultimi aggiornamenti. Poi abbiamo un test team in Europa con Folger, che nei giorni scorsi ha testato al Mugello e prossimamente a Misano. Useremo qualcosa di ciò che ha provato Jonas ma non in questo week-end. 

MotoGP, Dovizioso: "A Jerez l'asfalto sarà decisivo"

A rimescolare le carte rispetto all'anno scorso non solo i diversi livelli di evoluzione svolti dai costruttori, ma soprattutto il nuovo asfalto di Jerez dopo gli ultimi lavori di restauro compiuti a gennaio, in seguito alle lesioni emerse sul manto in diversi punti. Inoltre Michelin ha portato quattro mescole e quindi la strategia gomme sarà molto più varia e difficile da stabilire al fine di trovare la giusta finestra operativa.

Sono contento di arrivare qui in testa alla classifica, non siamo più solo io e Marc a lottare per il campionato, quindi sarà più difficile. A Jerez non saprei cosa aspettarmi, la Ducati è migliorata rispetto al passato, ma l'asfalto è diverso e condizionerà tutti, vedremo se in maniera positiva o negativa per noi. L'asfalto sarà il punto focale per capire la situazione, ma saremo competitivi.

A tenere banco nel giovedì del week-end di MotoGP anche la situazione complicata di Johann Zarco, in evidente difficoltà in sella alla nuova KTM RC16 dopo due anni alla ribalta con la Yamaha.

Ogni moto ha le sue caratteristiche, non posso conoscere la storia della KTM. Tutti si aspettavano qualcosa di più da Zarco, ma questo dimostra la realtà del livello della MotoGP che è molto alto. Quando sei abituato a un solo costruttore pensi di conoscere più di quello che sai e fino a quando non sali su un'altra moto non puoi mai sapere.

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