Milan, Bakayoko fa infuriare Gattuso e il club: non sarà riscattato

Il ritardo del francese all'allenamento di ieri è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Deciso il ritiro fino a lunedì e il francese sarà rispedito al Chelsea.

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Non sapete quanto sia difficile trovare un goccio di benzina in tangenziale a Milano. Questa pare sia stata la linea di difesa adottata ieri mattina da Tiemoué Bakayoko - al Milan in prestito dal Chelsea dall'ultimo mercato estivo - per giustificare il ritardo di oltre un'ora con cui si è presentato all'allenamento della squadra a Milanello.

Vero che era il primo maggio, ma la scusa non è piaciuta a Rino Gattuso che non l'ha presa affatto bene, anche perché a quel punto il francese ha svolto sì e no una decina di minuti di allenamento con i compagni, e d'accordo con la società ha preso provvedimenti pesanti.

Provvedimenti che coinvolgono tutta la squadra, non solo Bakayoko, colpevole in generale di un atteggiamento indolente che, nelle ultime 7 partite ha fruttato solo 5 punti, a fronte dei 24 nelle 10 precedenti che avevano portato il Milan a superare l'Inter al terzo posto proprio alla vigilia del derby.

Calciomercato Milan: Bakayoko
Calciomercato Milan: Bakayoko non sarà riscattato

Calciomercato Milan: Bakayoko non sarà riscattato

In campo, a dire il vero, Timo è quasi sempre uno degli ultimi ad arrendersi, ma al di fuori dei 90 minuti i suoi atteggiamenti non piacciono al club. E, siccome sul suo futuro pende come una spada di Damocle la scadenza del pesante riscatto da 35 milioni che il Milan dovrebbe esercitare nel prossimo calciomercato estivo per strapparlo al Chelsea, ogni fattore viene soppesato con cura.

Calciomercato Milan: Bakayoko
Al Milan non sono piaciuti molti comportamenti di Bakayoko

Mai ampi come come quello di ieri, ma i ritardi di Bakayoko agli allenamenti pare non siano proprio un'eccezione e poi c'è quell'episodio della maglia di Acerbi mostrata, insieme a Kessie, alla curva come fosse un trofeo dopo la battaglia. Comportamento che il club aveva difeso in pubblico ma decisamente non gradito e dunque stigmatizzato in privato. Ed ecco quindi che, al di là del ritiro punitivo fino a lunedì che ha coinvolto tutta la squadra, il club avrebbe ormai deciso di non riscattare il francese.

Nel mirino dell'Uefa, infatti, il Milan non è nelle condizioni di puntare sulla ruota sbagliata: a proposito di Kessie, a luglio occorre intanto trovare i 24 milioni per il riscatto obbligatorio dall'Atalanta - l'ivoriano finora era in prestito - e i 35 per Timo porterebbero le uscite già intorno ai 60 milioni, rischiando di precludere altre operazioni di mercato. Una situazione, dunque, già difficile di per sé, ma che rischierebbe di diventare ancora più complicata senza gli introiti derivanti dalla qualificazione alla prossima Champions League, vicina fino a qualche settimana fa e ora quasi compromessa dalle ultime deludenti prestazioni.

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