Brescia, facce da Serie A: tutti i protagonisti della promozione

La squadra di Corini torna nella massima serie sfruttando l'ampiezza delle rotazioni e la profondità di una rosa costruita dalla coppia Cellino - Marroccu.

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A pochi minuti dal fischio finale di Brescia - Ascoli tutti i giocatori della Leonessa sono ancora sotto la curva a festeggiare il ritorno del club lombardo in Serie A, una promozione arrivata a otto anni dall'ultima volta in cui i biancoazzurri si sono affacciati nella massima categoria. Nel gruppo manca solo Ernesto Torregrossa, un attaccante che - fino a quest'anno - è sempre stato considerato un ottimo comprimario da Serie B o poco più. A parlare per lui sono le esperienze pregresse: dopo essersi affacciato in B col Trapani, Torregrossa si è ritagliato uno spazio importante e l'etichetta di giocatore generoso ma poco incline al gol.

Intervistato da DAZN, la seconda punta bresciana ha parlato dell'importanza avuta in stagione da Alfredo Donnarumma all'interno del cammino di questo Brescia inarrestabile. La coppia d'attacco formata dai due si è rivelata esplosiva: al momento, il dinamico duo lombardo ha segnato 37 totali - oltre il 50% della squadra - e soprattutto ha messo in evidenza un feeling che dalle parti del Rigamonti non si vedeva dai tempi di Roberto Baggio e Luca Toni. Lungi da noi volerli paragonare a una coppia storica per la storia delle Rondinelle, ma le premesse per rivederli uno accanto all'altro l'anno prossimo in Serie A ci sono tutte.

Questo perché Donnarumma ha avuto un impatto straripante: acquistato (un po' a sorpresa) in estate dall'Empoli, dove con Caputo aveva formato la miglior coppia offensiva della stagione 2017/18, il bomber di Torre Annunziata si è rivelato il cecchino più letale di tutta la Serie B, mettendo a segno alcune reti di pregevolissima fattura e timbrando la bellezza di tre triplette, cosa mai riuscita prima in cadetteria a un attaccante del Brescia. Torregrossa ha dichiarato di aver capito che il Brescia avrebbe potuto vincere il campionato nel giorno in cui Donnarumma ha messo piede in città. E, i fatti, gli hanno dato ragione.

Tremolada esulta dopo un gol del Brescia in Serie B
Luca Tremolada esulta dopo il gol segnato all'ultimo secondo sul campo del Palermo: la rete dell'ex Ternana è stato uno degli episodi decisivi per la stagione delle Rondinelle

Il Brescia domina la Serie B: tutti i protagonisti della cavalcata promozione

Questo Brescia è l'ennesima creatura di successo marchiata Massimo Cellino: tornato in Italia dopo una breve esperienza al Leeds, l'ex numero uno del Cagliari ha preso una società sull'orlo del fallimento riportandola in A dopo un paio di stagioni di assestamento. Di Cellino si possono dire tante cose, ma non che non capisca di calcio: quest'anno ha affidato la parte tecnica a Francesco Marroccu e puntato forte su un gruppo di giocatori molto eterogeneo, composto da vecchi con esperienza in Serie B e diversi giovani dal sicuro avvenire.

Del primo gruppo fanno parte i già citati Donnarumma e Torregrossa, ma anche alcuni dei tanti nuovi arrivi estivi portati in dote dallo stesso Marroccu. Per esempio, la difesa di fatto è stata totalmente rivoluzionata, perché l'idea della società è sempre stata quella di non ritrovarsi a metà stagione con una rosa corta e poche soluzioni in fatto di rotazioni per l'allenatore di turno. Eugenio Corini, subentrato dopo quattro partite all'inesperto David Suazo con il Brescia al 14esimo posto, ha così potuto contare su gente di primissimo livello come il portiere Enrico Alfonso, i terzini Stefano Sabelli e Bruno Martella (entrambi con diverse presenze anche in A) e due difensori centrali nuovi di pacca da inserire al fianco di Daniele Gastaldello.

Molto presto però il capitano del Brescia perderà il suo posto da titolare, perché col passare dei mesi Corini si accorge della crescita esponenziale di Andrea Cistana, decidendo così di affiancarlo a Simone Romagnoli. Cistana è un classe 1997 cresciuto nel vivaio delle Rondinelle e molto bravo in marcatura: Marroccu lo ha riportato alla base dopo il prestito al Prato e lui ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale in questa squadra, tanto da guadagnarsi già diverse attenzioni dal piano superiore. Romagnoli, diventato il leader della retroguardia nel post Gastaldello, sarà invece uno di quelli per il quale il Brescia si siederà subito a discutere con l'Empoli, proprietario del cartellino: dopo la sfortunata parentesi in massima serie con il Cagliari, ora è il tempo di tornarci da protagonista.

Il fattore Tonali: è il miglior giovane del campionato

Un discorso a parte lo merita Sandro tonali. Il classe 2000 è ormai un giocatore che conosciamo molto bene, visto che anche Roberto Mancini pare essersi accorto sin da subito delle sue potenzialità e decidendo di regalargli la convocazione in Nazionale. Di ruolo regista, è stato molto spesso accostato ad Andrea Pirlo a causa del suo fisico e della capigliatura molto simile a quella del Maestro, ma in realtà Tonali è un centrocampista abbastanza differente dall'ex Juventus e Milan.

La sua stagione è stata strepitosa: nonostante la giovane età gioca già con una tranquillità da veterano, e l'augurio che tutti si fanno a Brescia è quello di vederlo ancora con la maglia biancoazzurra. È vero che quest'estate su di lui potrebbe scatenarsi una vera e propria asta, ma a quel punto la società potrebbe decidere di tenerlo un anno in prestito per fargli accumulare un po' di esperienza in un contesto decisamente superiore alla nostra cadetteria. In ogni caso, Tonali sembra essere uno dei profili più importanti della nuova scuola azzurra, nonché il miglior giovane di tutta la Serie B attuale.

Profondità di rosa e lunghezza delle rotazioni: il capolavoro di Marroccu e Corini

Corini ha proposto un 4-3-1-2 per quasi tutto l'arco della stagione. La forza del Brescia è stata quella di poter disporre di parecchi potenziali titolari, il che - soprattutto per un campionato così lungo ed estenuante - rappresenta un grandissimo valore aggiunto. Il reparto di centrocampo è quello che più ha goduto di questo status, perché oltre al già citato Tonali lì in mezzo sono mossi alcuni dei protagonisti più importanti dell'intero campionato lombardo.

È il caso, per esempio, di Dimitri Bisoli, mezzala con il vizietto degli inserimenti in area dotato di un grande destro dalla distanza, oppure di Emanuele Ndoj, interno di origine albanese classe 1996 che nella prima parte di stagione si è rivelato importantissimo. Poi, a gennaio, Marroccu ha calato il jolly Daniele Dessena, l'autore del gol che ha dato l'ufficialità della promozione a un Brescia che, mai come quest'anno, ha potuto contare su qualità e quantità in abbondanza.

A testimonianza del grande lavoro del direttore sportivo va portata la scelta dei trequartisti, addirittura tre e tutti ottimi profili. Sulla carta il titolare sarebbe dovuto essere Leonardo Morosini, ma con il passare del tempo Luca Tremolada si è ritagliato il suo spazio diventando, per un breve periodo, anche l'idolo del Rigamonti grazie a un paio di grandissime giocate (una su tutte, la rete segnata all'ultimo secondo contro il Palermo) provenendo dalla panchina. Poi, nel girone di ritorno, è salito in cattedra Nikola Spalek: classe 1997, lo slovacco è stato acquistato un anno fa dallo Zilina per 1,5 milioni di euro. Oggi ne vale già il doppio e, a 22 anni, si appresta ad affacciarsi per la prima volta in Serie A. quella categoria che, otto anni dopo, i tifosi bresciani sperano di aver ritrovato definitivamente.

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