Juventus, ossessione Champions League: le sconfitte degli ultimi anni

Quella contro l'Ajax è solo l'ultima di una serie di delusioni per i bianconeri, che in Europa non alzano un trofeo dal 1996.

2 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Dall'Ajax... all'Ajax. Ci sono corsi e ricorsi storici ad accompagnare l'ennesima delusione in Champions League della Juventus. Per vedere i bianconeri sul tetto d'Europa occorre infatti fare un salto indietro e fermarsi al 1996, quando l'allora squadra allenata da Marcello Lippi ebbe la meglio proprio contro i Lancieri, vincendo la finale dello Stadio Olimpico ai calci di rigore. Molti degli olandesi che quella sera abbandonarono Roma in lacrime ieri si sono presi la loro rivincita: il 2-1 dell'Allianz Stadium riporta in auge la bellezza e la concretezza del calcio olandese, da sempre improntato dalla ricerca spasmodica dell'estetica di gioco.

La Juventus, invece, rimane ancora con un pugno di mosche in mano. Tra la Vecchia Signora e la Champions League vige ormai una sorta di ossessione mistica, un sentimento che per oltre 20 anni ha incanalato la sorte europea dei bianconeri costantemente verso il fallimento. Anche l'edizione 2018/19 in tal senso non ha fatto eccezione: dopo la grande rimonta contro l'Atletico Madrid, i ragazzi di Massimiliano Allegri si sono dovuti arrendere a un Ajax straripante, trascinato dalle giocate di Tadic e dalle geometrie di Ziyech. Una vera fabbrica del talento che, in questa occasione, ha prevalso sulle qualità dei singoli proposte dalla controparte.

Con questo sono 23 anni di delusioni continue, cominciate dalle due finali perse contro Real Madrid e Borussia Dortmund a fine anni '90, quando la Juventus veniva considerata - a ragione - una vera a propria corazzata, e proseguite con i fallimenti in serie del Lippi bis (sconfitto in finale nel 2003 a Manchester dal Milan) e di Fabio Capello. Poi, dopo Calciopoli, è toccato ad Antonio Conte provare a far rialzare la testa al club con il quale lui stesso aveva vinto l'ultima Champions League in ordine cronologico. Ma gli anni passano e la maledizione resta, rinsaldata in una serata di metà aprile dalla zuccata di Matthjis De Ligt. Guarda caso, proprio il sogno proibito degli juventini.

Bayern Juventus Champions League
Lewandowski e Ribery festeggiano un gol contro la Juventus: negli ultimi sei anni i bavaresi hanno eliminato due volte i bianconeri dalla Champions League

Dal Bayern all'Ajax: Juventus, sei anni di delusioni europee

In seguito al primo Scudetto marchiato Conte, la Juventus riesce a tornare definitivamente in Champions League. Siamo nella stagione 2012/13, con i bianconeri che superano abbastanza agilmente la fase a gruppi mettendosi dietro Chelsea e Shakthar Donetsk. Negli ottavi di finale l'urna di Nyon è benevola, regalando a Del Piero e compagni il Celtic. Se contro gli scozzesi il passaggio del turno è quasi scontato, ai quarti di finale la Juventus pesca il Bayern Monaco. Quelle contro i bavaresi sono due partite decisamente squilibrate, vuoi perché i tedeschi in quel momento sono uno dei top club in circolazione e vuoi perché, dopo alcuni anni di ricostruzione, i bianconeri hanno bisogno di un periodo di assestamento. Il doppio 2-0 non lascia spazio a molte interpretazioni: nella gara di ritorno troverà il gol anche Mario Mandzukic, futuro juventino.

La stagione successiva arriva un fallimento doppio. Inserita in un girone con un Real Madrid obiettivamente ingiocabile, la Juventus arriva a contendersi la qualificazione agli ottavi di finale all'ultimo turno. I bianconeri, ancora allenati da Conte, perdono la sfida decisiva contro il Galatasaray, una partita iniziata il martedì sera e terminata, dopo essere stata sospesa per neve, il giovedì pomeriggio su un campo impraticabile. A risolverla è Wesley Sneijder nel finale: l'olandese costringe così la Juventus a "retrocedere" in Europa League dove, nonostante la finale programmata a Torino, la corsa finisce in semifinale contro il Benfica.

Da Berlino a Cardiff: le due finali di Allegri

Il triennio successivo sembrerebbe però poter dare finalmente una scossa in termini di tenuta mentale. Con l'approdo in panchina di Massimiliano Allegri la Juventus, aiutata dai sorteggi abbastanza morbidi dagli ottavi di finale in poi, riesce a fare percorso netto fino alla finalissima di Berlino, per poi fare i conti con la furia del Barcellona e del tridente più forte del nuovo millennio. All'Olympiastadion finisce 3-1 per i blaugrana, con Morata che risponde all'iniziale vantaggio segnato da Rakitic per un Barça che nella ripresa dilaga, grazie alle reti di Suarez e Neymar.

Un'altra doppia sfida molto ricca di contenuti arriva nel 2016: di fronte c'è di nuovo il Bayern Monaco, una squadra che nell'immaginario collettivo juventino rievoca pessimi ricordi. La partita di andata finisce 2-2 dopo la furiosa rimonta bianconera, mentre al ritorno le reti di Cuadrado e Pogba sembrano finalmente poter incanalare la qualificazioni sui binari della qualificazione. Nella ripresa però i bavaresi reagiscono e, dopo aver portato la partita ai supplementari grazie ai gol di Lewandowski e Muller, dilagano approfittando della condizione fisica precaria degli avversari.

La seconda finale in tre anni si trasforma presto in un incubo: a Cardiff la banda di Allegri incrocia il Real Madrid di Cristiano Ronaldo in un match che, almeno durante il primo tempo, sembra essere sorprendentemente equilibrato. Poi, quando CR7 decide di alzare i ritmi, i fattori in cambiano radicalmente: dopo aver sbloccato il risultato in avvio, il campione portoghese rende vano il momentaneo pari di Mandzukic servendo a Casemiro la palla del raddoppio. La Juventus è costretta ad allungarsi e le Merengues affondano nella difesa avversaria senza problemi, corredando la grande prestazione con altre due reti.

Cronistoria bianconera: l'ultimo sfortunato biennio

Negli ultimi due anni la corsa alla Champions League della Juventus si è conclusa ai quarti di finale. La stagione scorsa, dopo aver eliminato il Tottenham agli ottavi (significativa la partita di White Hart Lane, pareggiata 2-2 con un paio di tiri in porta), i bianconeri hanno ceduto il passo nuovamente al Real Madrid nonostante la prestazione sontuosa sfoderata al Bernabeu. Il che, se vogliamo, la dice lunga sull'attitudine europea della compagine bianconera: nemmeno avanti di tre gol in casa delle Merengues si è sicuri di passare il turno. Il resto è storia nota: il rigore trasformato da Ronaldo, le polemiche con l'arbitro Oliver, Buffon che si presenta davanti ai microfoni per contestare la direzione di gara, oggetto di proteste già durante tutto l'arco del match.

Infine l'Ajax, l'ultima di tante delusioni. Qualche mese fa in Argentina, in occasione della finale di Libertadores tra River Plate e Boca Juniors, un noto quotidiano locale aveva dedicato la prima pagina al difficile rapporto tra gli Xeneizes e la coppa, aprendo con un titolo abbastanza significativo: "La Copa es tu obsesion". La coppa è la tua ossessione: una frase attuale soprattutto oggi, nel giorno in cui si celebra l'ennesima sconfitta europea di una squadra costruita per vincere tutto.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.