Valentino Rossi: "MotoGP come Formula 1, Yamaha deve migliorare"

Il Dottore 2° in classifica mondiale dopo tre gare. Jerez sarà il primo vero banco di prova, ma avverte: "Lo sviluppo della Yamaha non si deve fermare".

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La stagione 2019 di MotoGP è iniziata meglio del previsto per Valentino Rossi. Dopo i test invernali la Yamaha sembrava non avesse risolto i problemi tecnici riscontrati nelle ultime due stagioni, la nuova specifica di motore non dava l'impressione di essere un passo avanti, nel campo dell'elettronica non si intravedevano passi avanti. Eppure la YZR-M1 del Dottore è salita per due volte sul podio in tre gare. In Argentina riuscendo a vincere un corpo a corpo con la Ducati di Andrea Dovizioso. In Texas sfiorando la vittoria per quattro decimi.

A voler cercare un aspetto negativo in questi primi tre GP c'è proprio il mancato trionfo di Austin, sfumato a quattro giri dal traguardo, a dimostrazione che il lavoro dei tecnici di Iwata non può ritenersi ancora esaustivo seppure abbia marcato un'inversione di tendenza rispetto al passato. Il nuovo organigramma Yamaha, il maggior peso rivestito dagli specialisti dell'elettronica guidati da Michele Gadda, la miglior collaborazione tra i reparti nipponico ed europeo stanno elargendo i primi frutti. E sebbene lo sviluppo invernale pare aver seguito maggiormente le indicazioni offerte da Maverick Vinales, a raccogliere questi frutti per il momento è Valentino Rossi.

Veloce non solo in gara, ma anche sul giro secco. Nel box VR46 c'è entusiasmo dopo il trittico extraeuropeo, anche se sarà Jerez de la Frontera a pesare il vero valore tecnico della M1 2019. Negli anni precedenti i due alfieri Yamaha sono stati sempre lenti sul tracciato andaluso, quest'anno sarà l'unità di paragone tra presente e passato e dirà fin dove si possono spingere le ambizioni del campione di Tavullia. Il secondo posto in classifica è come una rondine che non fa primavera, ma una prestazione impeccabile significherebbe archiviare definitivamente il biennio di crisi e guardare verso nuovi orizzonti che possano alimentare il sogno del decimo titolo mondiale.

Valentino Rossi pilota Yamaha MotoGP
Valentino Rossi pilota del team Monster Energy Yamaha MotoGP

Valentino Rossi: "Siamo sulla strada giusta"

Valentino Rossi e i suoi uomini ritornano nel Vecchio Continente, qui si gioca una larga fetta di campionato. Ci sarà molto da analizzare dopo aver perso lo scontro diretto con la Suzuki di Alex Rins, abbastanza da smaltire per non aver agguantato una vittoria che ormai manca dal GP di Assen del 2017.

Da un lato, sono davvero dispiaciuto perché è passato molto tempo da quando ho vinto l'ultima volta. Ma d'altra parte sono felice perché è stata una buona gara. Ero forte, come durante l'intero weekend e anche in Argentina. Questi 20 punti sono molto importanti per il campionato che rimane aperto, quindi c'è più positivo che negativo. È stata una buona gara perché eravamo veloci. Il mio problema è che Rins è stato più veloce alla fine. Ha guidato molto bene, è bravo in frenata. Ho pensato che se avessi fatto tutto perfettamente, avrei potuto attaccarlo durante l'ultimo giro, ma sfortunatamente ho commesso due errori di frenata e ho perso terreno.

A guardare il bicchiere mezzo pieno c'è però una M1 nettamente migliorata in accelerazione e bilanciamento dei pesi, seppure non ancora perfettamente stabile in frenata. La velocità di punta resta un punto debole per la Yamaha, ma nelle curve lunghe e veloci recupera il gap perso sul diritto.

Stiamo cercando di lavorare sull'elettronica per migliorare l'accelerazione. La moto funziona meglio. E proviamo a lavorare sul freno motore, l'accelerazione e la progressività del motore. Sembra che ci sia bisogno di tempo perché ci sono ancora aree in cui dobbiamo andare avanti, ma sembra che abbiamo preso la strada giusta.

"La MotoGP è come la Formula 1"

A fine gara c'è stato un siparietto divertente tra Davide Brivio, ex manager di Valentino Rossi, e gli uomini Yamaha. Alex Rins ha rovinato un po' la festa del Dottore, ad un passo dalla vittoria. Ma la vittoria del pilota spagnolo è stata per molti versi preannunciata già durante i test precampionato in Malesia e Qatar.

Penso che sarà sicuramente un avversario per il titolo, non solo per una gara. Dalla seconda metà della scorsa stagione è costantemente avanti. E come dice Jack, è sempre molto veloce durante la gara. A volte ha delle difficoltà nelle prove e sono molto contento perché siamo più o meno nella stessa barca (ride). Così quando vedo il suo tempo, dico 'Caspita! Finalmente uno che è lento durante le prove! Però guida molto intelligentemente, è molto morbido ovunque, il che è molto importante per preservare le gomme. Infatti, nella seconda parte della gara, è sempre forte. Ed è molto difficile da battere. 

Per avere la meglio su ogni avversario servirà un lavoro impeccabile da parte dell'intera squadra Yamaha, chiamata a proseguire lo sviluppo della M1. Negli anni precedenti, verso metà stagione, l'evoluzione della moto è rallentata, mentre Honda e Ducati compivano ulteriori step. Un deficit che dovrà essere annullato per essere competitivi dall'inizio alla fine.

Molto dipende da quello che succede durante la stagione, perché ora la MotoGP sembra la Formula 1. Voglio dire che tutti stanno lavorando e tutti stanno migliorando la loro moto. Nel 2017 ero il primo in campionato dopo Austin. Ma poi siamo arrivati ​​in Europa e la Honda e la Ducati sono progredite più di noi, la seconda parte della stagione è stata un disastro. Quindi, ovviamente, dobbiamo prendere questo risultato, ma anche rimanere concentrati e spingere la Yamaha a lavorare, per migliorare la moto.

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