MotoGP, Dovizioso leader del Mondiale: "Sarà una corsa a quattro"

Dovizioso 4° ad Austin e leader del Mondiale. La caduta di Marquez rende in discesa il week-end di Austin iniziato con il piede sbagliato: "Marc non ha tutto sotto controllo al 100%".

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Il week-end di MotoGP ad Austin era iniziato ai piani alti di classifica per Andrea Dovizioso. Quarto crono a 0,602" dal best lap di Marc Marquez, nonostante la sua Ducati Desmosedici fosse maggiormente in difficoltà rispetto alle altre moto sul fondo disconnesso del COTA. In particolare la curva 10 è stato un intoppo permanente per la GP19, dove sono stati eseguiti dei recenti lavori di livellatura. Lì l'asfalto non drena bene, lascia una macchia di umido su cui il vicecampione è transitato più volte, prima di studiare una nuova traiettoria nel corso del Gran Premio.

Ma a rendere più in salita la gara texana un errore nella scelta della gomma durante le FP2. Per decisione personale ha preferito compiere due run con le gomme usate del mattino in ottica gara, anziché dare priorità all'assalto della Q2. Le condizioni meteo avverse erano state ampiamente preannunciate, un calcolo di cui il box del Dovi non ha tenuto in seria considerazione. La scelta della gomma media al posteriore è stata un'ossessione trascinatasi fino alla griglia di partenza, prima di scoprire che Jack Miller con la Soft ha guadagnato una posizione sul podio.

Ma le difficoltà di Andrea Dovizioso nel fine settimana di Austin non era una mera faccenda di mescole. Nei lunghi curvoni veloci la Ducati va ancora in apnea, non può sfruttare il piatto forte della staccata e delle brusche frenate, né fare leva sulla potenza del motore. È una questione di telaio, agilità, quel 'turning' tanto reclamato nella scorsa stagione, senza di cui la GP19 rischia di trovare altri ostacoli in calendario. Al Dovi va il merito di aver condotto una perfetta gara in rimonta dal tredicesimo al quarto posto finale, con la zona podio che stavolta è rimasta lontana per cause di forza maggiore. Poi la buona sorte, che tanto è mancata nella stagione MotoGP 2018, gli ha regalato un biglietto di ritorno in Europa con un posto in 'prima classe'.

Andrea Dovizioso pilota Ducati MotoGP
Andrea Dovizioso con la Ducati GP19

MotoGP, Dovizioso: "Marquez non ha tutto sotto controllo"

Al termine delle qualifiche nel box Ducati regnava un certo malumore per le scelte errate di Andrea. Dopo le valutazioni sbagliate del venerdì ha esitato a scendere in pista all'inizio della Q1, pensando che le condizioni della pista fossero ancora incerte. Invece l'asfalto di Austin aveva retto perfettamente all'urto dell'uragano abbattutosi qualche ora prima e che aveva annullato le FP3, condannando il forlivese a restare fuori dai dieci più veloci. Da autentico campione ha chiesto scusa al suo team, polemica rientrata anche se mai sfociata in tensione. Nel warm-up ha dimostrato di poter tenere un ritmo gara sostenuto, ma partire dalla quinta fila gli ha fatto perdere terreno dal gruppetto di testa dopo pochi giri. Poi le suddette difficoltà in curva 10 e nella triplice curva 16-17-18 hanno condannato ad una gara in difesa.

La caduta di Marc Marquez dopo nove giri è stata manna dal cielo per Andrea Dovizioso. I 14 punti conquistati con sudore sono bastati per piazzarsi provvisoriamente in testa alla classifica piloti MotoGP.

Era importante ottenere molti punti, soprattutto dopo aver visto Marc e Crutchlow cadere. Attualmente, i quattro top riders sono entro nove punti. Quindi non importa se sei primo o secondo in campionato. Siamo rimasti calmi dopo il 13° posto e abbiamo limitato il danno. Abbiamo ottenuto il massimo. Sfortunatamente, la FP2 e la qualità non sono andate secondo le nostre previsioni. Molti piloti hanno materiale superiore qui, quindi non puoi sempre chiudere alla perfezione. Ma i risultati arrivano sempre.

La corsa al titolo iridato 2019 si fa più avvincente, almeno in questa prima parte di campionato, con quattro contendenti di quattro costruttori diversi racchiusi in pochi punti.

Ho già profetizzato in inverno che dobbiamo fare i conti con Alex Rins. Valentino c'è di sicuro. Yamaha e Suzuki sono più forti rispetto allo scorso anno. Dovevamo aspettarcelo. Marc è il favorito per il Mondiale. Nel 2017 e 2018 Marc Marquez è stato il mio unico avversario. Il lato positivo è che stiamo arrivando in Europa, possiamo davvero lottare per la vittoria a Jerez e Le Mans e nelle gare successive. La mia fiducia sta crescendo. Se hai un brutto fine settimana e finisci quarto, non devi lamentarti... L'incidente di Marquez dimostra che anche lui non ha tutto sotto controllo al 100%. Questo è positivo per noi in ottica campionato.

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