Guardiola su Gundogan: "Finché è qui gioca". Ma l'Inter lo osserva

Il centrocampista, obiettivo dei nerazzurri, ha deciso di non rinnovare e chiesto di non scendere più in campo. Ma Guardiola lo avverte: "Qui le decisioni le prendo io".

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Potrebbe essere Ilkay Gundogan uno dei prossimi colpi di mercato dell'Inter. La società nerazzurra segue da vicino il centrocampista del Manchester City, considerato come uno dei profili più pronti per andare a integrare un reparto che ha profondamente bisogno di solidità, qualità ed esperienza. Tutte caratteristiche che il tedesco potrebbe portare in dote, figlie della grande carriera sviluppata fino a oggi tra Bundesliga e Premier League.

Classe 1990, Gundogan piace per la sicurezza con la quale si destreggia in mezzo al campo, alternando ottime doti di costruzione a un'intelligenza tattica rara. Si potrebbe quasi dire che, a livello assoluto, nel suo ruolo sia uno degli interpreti top in circolazione, se non fosse che la sua carriera è stata purtroppo costellata di infortuni. Approdato al Manchester City nel 2016, attualmente viene considerato da Pep Guardiola alla stregua di un (seppur ottimo) rincalzo. Il motivo? Sicuramente il fattore fisico ha inciso, ma la querelle sul contratto che lo sta accompagnando da ormai troppo tempo di certo non aiuta.

Attualmente l'ex centrocampista del Borussia Dortmund è vincolato al club fino al giugno del 2020, il che significa - da parte della società - vedersi costretti a forzare la mano, perché qualora questo matrimonio non dovesse continuare, l'unica strada da seguire diventerebbe quella della cessione estiva, con la consapevolezza però che chiunque sia interessato al giocatore potrà fare leva sul fatto che, tempo pochi mesi, il calciatore potrebbe liberarsi a zero euro.

Gundogan Inter Manchester City
Ilkay Gundogan è pronto a lasciare il Manchester City: il centrocampista tedesco non rinnoverà il contratto con gli inglesi, l'Inter vorrebbe portarlo in Italia durante l'estate

Gundogan rompe col Manchester City: è un obiettivo dell'Inter

Nonostante ciò l'Inter ha intenzione di giocare pulito: la società nerazzurra vuole sedersi al tavolo con i dirigenti inglesi per parlare di Gundogan partendo dal presupposto che ci si possa venire incontro. Visto che i rapporti tra le parti sono sempre stati molto positivi, l'obiettivo è quella di mantenerli tali anche in vista di ipotetici affari futuri. Secondo le ultime indiscrezioni Beppe Marotta sarebbe pronto ad avanzare un'offerta di circa 30 milioni di euro, cifra che in casa interista viene ritenuta congrua soprattutto considerato che tre anni fa venne pagato 27 milioni di euro.

Gundogan rappresenterebbe un notevole upgrade per la mediana nerazzurra, nella quale potrebbe muoversi davanti alla difesa in uno schieramento a due o, in alternativa, da interno in un centrocampo a tre. I suoi tempi di gioco sarebbero ideale per l'idea di gioco di Luciano Spalletti, recentemente confermato (almeno a parole) da Marotta, che troverebbe così un singolo di fondamentale importanza da inserire nelle rotazioni.

Vista l'impossibilità di arrivare a Ivan Rakitic, l'intenzione dell'Inter è quella di provare a breve l'affondo per il tedesco, sulla cui situazione - nell'immediato dopo gara con il Crystal Palace - è intervenuto anche Pep Guardiola. Il manager catalano ha parlato chiaramente della situazione contrattuale del suo giocatore:

Ha deciso di non prolungare e il suo desiderio è quello di non giocare, ma io sono l'allenatore e queste sono decisioni che prendo personalmente.

In Inghilterra come in Spagna l'usanza di mettere in un angolo i giocatori in scadenza non esiste. Come esempio più recente si potrebbe portare quello di Aaron Ramsey che, nonostante sia già stato ufficializzato dalla Juventus, continua a trascinare l'Arsenal a suon di gol. Questo è ciò che Guardiola chiede anche a Gundogan:

So bene come funzionano queste cose: finché vinco vado bene, quando perdo è colpa mia.

L'Inter è avvertita, ma le sensazioni che trapelano dall'Inghilterra lasciano filtrare un cauto ottimismo. Il tedesco è pronto a lasciare la sponda blu di Manchester per rimettersi in gioco da un'altra parte. Se sarà Italia o meno, lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

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