Da mattatore a secondo, ieri persino terzo: è crisi per Rea in SBK?

Rea veniva soprannominato il Cannibale della SBK perché vinceva sempre, ma nel 2019 non ci è ancora riuscito. La Ducati di Bautista è imprendibile, in Olanda Johnny ha subito gli attacchi anche dalla Yamaha di Van Der Mark.

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Considerando i risultati ottenuti da Rea con la Kawasaki in SBK, potremmo dire che Johnny stia attraversando un momento di crisi. Piccola o grande? Ancora non lo sappiamo. La cosa certa è che in quattro round il nordirlandese non abbia mai vinto. Dominatore assoluto nelle scorse quattro stagioni, sempre secondo nel 2019 sino alla mattinata di Assen. In Gara Due, infatti, ecco il terzo posto. La Yamaha di Michael Van Der Mark ha beffato la Ninja numero 1, relegandola sul gradino più basso del podio.

Il podio, di per sé, non sarebbe poi così male. Se non fosse, appunto, per il palmares del Cannibale, abituato - e voglioso - di sole vittorie. Rea non riesce proprio a tenere il passo di Bautista. Johnny spreme la sua ZX10-RR, ma la Ducati dello spagnolo è inarrivabile. In Olanda il team Provec ed il quattro volte iridato hanno tentato una mossa speciale. Montando una gomma Pirelli posteriore dura, speravano di potersi giocare il successo nel finale. Partenza a razzo, sgomitate, sorpassi. Ed ancora un secondo posto. L'ennesimo.

Peggio nella manche del pomeriggio, con due pneumatici soft. Il duello con Alvaro, Van Der Mark, Lowes ed Haslam è stato avvincente, anche se alla fine Bautista è fuggito via. Mentre il leader del Mondiale tagliava il traguardo esultante, Johnny subiva l'attacco della R1 Crescent, perdendo la posizione. Nel parco chiuso gli uomini in verde trattenevano a stento la delusione. Sì, perché anche Leon Haslam le aveva prese. Dopo un inizio arrembante, l'inglese sta faticando. La Kawasaki riceve colpi dalla Ducati da inizio anno, si fa sorpassare dalla Yamaha e adesso è arrivata anche la BMW. l livello della SBK si sta alzando e ad Akashi se ne stanno accorgendo.

Haslam e Rea in duello nella SBK di Phillip Island
Nessuna vittoria in SBK per Rea né Haslam con le Kawasaki 2019

SBK, dalle grandi scorpacciate sino alla dieta: il Cannibale soffre il digiuno 

Grande professionista e sportivo, Johnny Rea ci prova sempre. Da buon britannico, il nordirlandese ama la lotta, forse, condita con un pizzico di sofferenza. Ad Assen, tuttavia, il troppo ha stroppiato, o quasi. Abituato a vincere (quasi) sempre con la sua Kawasaki ufficiale, il numero 1 ha subito lo strapotere di Bautista sin dal primo round di Phillip Island. Mentre lo spagnolo cominciava il proprio dominio, Johnny iniziava a capire che gli equlibri in SBK stavano cambiando.

In Thailandia, non per caso, Rea è arrivato ancora secondo. Tra Australia e Buriram sempre gradini centrali del podio, con distacchi imbarazzanti. Medesimo finale in Spagna, con altrettanti piazzamenti alle spalle del vincitore "Bau Bau". Ormai rassegnato, il Cannibale non mangiava più la portato principale del piatto, ovvero, la vittoria. Partito coi migliori propositi, il team Provec volevano reagire in Olanda, senza riuscirci. Al di là del secondo posto delle prima manche, la botta vera è arrivata in Gara Due. Rea terzo, dopo la Yamaha di Van Der Mark. Il sorpasso del numero 60 su Johnny evidenziava una cattiveria maggiore del pilota R1, perché il Cannibale era a corto di fiato e troppi rischi si era concesso

Quella di Assen è stata una bella battaglia, in pieno stile SBK. Mi sono divertito a duellare con gli altri piloti, ma ho preso troppi rischi per provare a vincere.Una parte di me ha detto che ero vicino alla caduta, così ho dovuto portare la moto al traguardo. In Olanda abbiamo espresso il massimo potenziale della nostra Kawasaki, in alcuni settori della pista eravano più competivi di Bautista. Sono abbastanza soddisfatto

Soddisfatto?! Come potrebbe esserlo, direte voi... questo è il dato preoccupante: il Campione è soddisfatto di un terzo posto. Le ipotesi sono due: Rea ammette la superiorità di Bautista (e della V4 R, ovviamente), oppure, Johnny fa pretattica, nel tentativo di svegliare la Casa giapponese ad intervenire sulla proprio Ninja SBK. Il modello 2019 ha piccoli aggiornamenti tecnici ed estetici e può girare di motore più in alto rispetto allo scorso anno. Però non basta: Rea vorrebbe una versione stradale "da MotoGP" come quella sfornata da Ducati con la Panigale 4 cilindri.

Haslam, il Leon che fatica a mordere

Il campione in carica del British Superbike aveva iniziato deciso e convinto a Phillip Island, infastidendo proprio Rea nella prima manche e salendo sul podio nella seconda. Ottimo ritorno in SBK per Leon, inglese in grado di mordere e sferrare zampate efficaci. In Thailandia, tuttavia, arriva il primo calo. Complice un mal di schiena insopportabile, Haslam è costretto a portare la sua Ninja al traguardo, lontano dalle posizioni prefissate. 

In Spagna le condizione fisiche di Pocket Rocket non erano ancora ottimali, e i due piazzamenti possono trovare una spiegazione, un alibi accettabile. In Olanda no: su una pista che conosce come il giardino di casa, Leon non ha ruggito. Sebbene lì ci abbia corso sin da ragazzino, il numero 91 non ha portato nel box Kawasaki i risultati sperati prima delle due partenze: l'obiettivo era almeno un podio, non centrato.

Addirittura peggio in Gara Due, nella quale Leon si è picchiato con i rivali, prendendole. L'ottavo posto a quasi ventuno secondi da Bautista e le acerbe BMW di Reiterberger e Sykes davanti al cupolino della verdona ufficiale hanno fatto suonare il campanello d'allarme nel box Provec, che ha toccato il fondo in Olanda. il pilota stesso ammette di aver avuto più di un problema, specialmente legato all'usura delle gomme

Dopo pochi passaggi la gomma anteriore non offriva il rendimento sperato ed ho dovuto calare il mio ritmo. Peggio in Gara Due, perchè ho sono andato vicino alla scivolata più volte. Alla fine ero felice di essere rimasto in piedi, ma sappiamo che dobbiamo lavorare per risolvere i problemi

Di problemi ne ha tanti da risolvere il team di Rea ed Haslam. Non mancano troppi giorni al round italiano di Imola, appuntamento casalingo per Ducati. Al Santerno vedremo se - nel frattempo - da Akashi arriveranno aggiornamenti per le Ninja ufficiali. Altimenti, Johnny e Leon dovranno ancora navigare nel 2019, in un mare SBK pieno di onde e navi bellicose, nel quale la moto più vincente degli ultimi quattro anni non ha conquistato nemmeno una volta il gradino più alto del podio.

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