Juventus, Barzagli annuncia il ritiro: storia di una carriera vincente

Il difensore darà l'addio al calcio giocato a fine stagione. I trofei in bacheca, dal campionato Dilettanti con la Rondinella agli scudetti con la Juventus, passando per il Mondiale.

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Ha annunciato il suo addio al calcio giocato al termine di una partita persa in Serie A, una rarità per lui e la Juventus da otto stagioni a questa parte. Lo ha fatto con toni bassi, senza la luce dei riflettori puntata addosso. In linea con una carriera fatta di professionalità, forza e umiltà. Andrea Barzagli appenderà gli scarpini al chiodo a giugno. "Questo è il momento, mi ritiro" la sua certezza, maturata dopo 9 stagioni alla Juve e 20 da professionista.

Un cammino avviato nella Rondinella, provincia di Firenze, tra i Dilettanti. All'epoca il giovane Barzagli era un centrocampista fisico, di quantità. Vinse un campionato da titolare, a 18 anni, e si confermò tra le prime scelte anche nella stagione successiva in C2. Le qualità, indiscutibili, furono notate anche dalla Pistoiese, che lo scelse per l'organico del campionato di B 2000/2001. Cinque partite nel calcio dei grandi e un incontro che avrebbe avviato la sua evoluzione tattica verso il centro della difesa. Quello con Massimiliano Allegri: "Sei un bravo centrocampista, ma in difesa saresti un grande".

Detto, fatto. Nella stagione 2001/2002, in Serie C ad Ascoli, Bepi Pillon decide di fare del ragazzone di Fiesole uno dei pilastri della sua difesa. Quella che conquisterà il salto di categoria in Serie B, dando a Barzagli la spinta per una carriera che nell'arco di due anni l'avrebbe condotto nella massima serie del calcio italiano. Chievo prima, Palermo poi, la Germania con il Wolfsburg e la Juventus. Un'ascesa con pochi intoppi, vissuta con tanta applicazione e poche parole, almeno davanti ai microfoni. Le partite ufficiali tra club e Nazionale sono 764, un numero destinato ad aumentare di qui a fine stagione. Con delle tappe che meritano un passo indietro, mentre il futuro - per ammissione del numero 15 - resta un'incognita:

Sto iniziando un percorso cercando di capire quello che mi piace.

 Juventus, Andrea Barzagli in azione nella stagione 2018/2019
Juventus, Andrea Barzagli in azione in una partita della stagione 2018/2019

Andrea Barzagli, a fine stagione addio al calcio: le tappe più belle della carriera

Dalla Serie D alla vetta del mondo con l'Italia 2006, passando per un campionato di C1, una Bundesliga, 7 scudetti (e l'ottavo in arrivo), 4 vittorie della Supercoppa italiana e altrettanti successi in Coppa Italia. In una carriera tanto luminosa, ecco le pillole scolpite nella memoria di uno dei difensori italiani più forti del terzo millennio.

Mondiali 2006, Andrea Barzagli festeggia con i compagni la vittoria dell'Italia
Mondiali 2006, Andrea Barzagli festeggia con i compagni la vittoria dell'Italia a Berlino

Il Mondiale 2006

Alla spedizione tedesca Barzagli ci arrivò dopo appena sette convocazioni. A determinare la chiamata di Marcello Lippi fu la continuità di rendimento dimostrata dal centrale difensivo a Palermo, in un'annata chiusa con 47 presenze e 2 reti tra campionato e coppe. Partito come quarto difensore alle spalle di Nesta, Cannavaro e Materazzi, il ruolo di Andrea diventò essenziale tra ottavi e quarti. Prima da subentrante dopo il rosso a Materazzi contro l'Australia, poi da titolare nel tris all'Ucraina. Attore non protagonista, ma comunque efficace. Nelle cartoline di quella notte magica di Berlino, c'è anche il sorriso del numero 6.

 Andrea Barzagli con la maglia del Wolfsburg: ha vinto la Bundesliga 2008/2009
Barzagli con la maglia del Wolfsburg: in Germania ha vinto la Bundesliga 2008/2009

2008, il ritorno in Germania e la vittoria della Bundesliga con il Wolfsburg

Due anni dopo, in Germania Barzagli ci sarebbe tornato. Merito dell'offerta del Wolfsburg, che ne acquistò il cartellino dal Palermo per 12 milioni di euro insieme al suo compagno di club Cristian Zaccardo. Il primo impatto con la Bundesliga fu memorabile: 34 presenze su 34 partite in campionato senza essere mai sostituito e titolo in tasca, con una squadra che vantava in attacco Edin Dzeko, Zvjezdan Misimovic e Grafite. Dopo una seconda stagione da titolare, il terzo anno in Bundes fu quello dell'addio. Poco spazio e la decisione di tornare in Italia, accettando la chiamata di una Juventus che stentava a ritrovare vittorie e identità.

Serie A 2011/2012, Andrea Barzagli in azione durante Juventus-Milan
Serie A 2011/2012, Andrea Barzagli marca Robinho durante Juventus-Milan

Back to Italy: la Juventus e il dominio in Italia

Il primo semestre in bianconero è positivo solo dal punto di vista personale. L'arrivo di Barzagli rende meno perforabile la difesa della Juventus di Gigi Delneri, ma la squadra resta comunque fuori dalle coppe. La Serie A 2011/2012 è quella del riscatto, per Andrea e i bianconeri. L'arrivo di Antonio Conte in panchina produce una cavalcata senza sconfitte in campionato, che fa rima con scudetto. Il giorno dell'addio alla Vecchia Signora di Alessandro Del Piero, nel 3-1 all'Atalanta c'è spazio anche per un calcio di rigore tirato e realizzato da Barzagli su "invito" del pubblico dello Stadium. La BBC con Bonucci e Chiellini è il simbolo delle vittorie bianconere. Lo resterà anche negli anni successivi, almeno fino all'arrivo di Massimiliano Allegri. L'allenatore che aveva "previsto" l'arretramento di Barzagli in difesa usa la difesa a 4, così Barzagli è spesso prima alternativa utile quando c'è da rinforzare gli argini e titolare ben più che affidabile nelle rotazioni difensive. I trofei sollevati in bianconero sono 15, con il doppio rimpianto delle finali di Champions League contro Barcellona e Real Madrid nel cassetto. E lo champagne per l'ottavo scudetto consecutivo è in frigo.

Barzagli e Allegri: futuro insieme in panchina?
Andrea Barzagli e Massimiliano Allegri alla Juventus: futuro insieme in panchina?

Il futuro: cosa farà Barzagli?

"Cosa farò? C'è confusione, mi attrae tutto nel mondo del calcio, devo valutare" è stata la risposta di Barzagli al fischio finale di SPAL-Juventus. C'è chi lo vorrebbe come braccio destro di Massimiliano Allegri, un'opzione che all'allenatore non dispiacerebbe, ma lui al momento schiva le domande come raramente sono riusciti a fare gli avversari con la sua marcatura negli anni. 

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