Milan-Uefa, Maldini: “Pronti a tutto”. Possibile una spallata al FPF?

Il sistema pare vicino a un bivio: o lo si fa funzionare davvero e, al di là delle multe, si escludono i club che non lo rispettano oppure potrebbe essere ripensato.

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L'ultimo deferimento Uefa, quello relativo al mancato pareggio di bilancio nel triennio 2016-18, ha contribuito ad agitare le acque in casa Milan. Per quanto si trattasse di un atto dovuto, non si può dire che il club l'abbia preso bene.

In ballo c'è già, non ancora chiusa, la vicenda riguardante il triennio 2015-17, l'ultimo interamente dell'era Berlusconi, per il quale la società ha fatto ricorso avverso la sentenza Uefa emessa a dicembre che imponeva il pareggio di bilancio entro il 2021: a rischio l'esclusione di un anno dalla prima competizione Uefa alla quale dovesse qualificarsi, la rosa ridotta a 21 elementi nel caso di qualificazione a una competizione Uefa 2019-20 e 2020-21 e, infine, una multa di 12 milioni di euro.

Una situazione che ricorda quella del gatto che si morde la coda: da una parte il Milan sta cercando di investire per ricostruire una squadra degna dei fasti del passato - con 7 Champions League vinte è secondo solo al Real Madrid - e dall'altra è chiamato al rispetto delle rigide regole fissate dal Fair Play Finanziario.

Milan, Maldini e Leonardo
Milan: Maldini e Leonardo, insieme a Gazidis, stanno provando a risollevare il club

Milan-Uefa, Maldini: "Siamo pronti a tutto"

Come possiamo crescere senza investire? Questo è il grido di dolore che arriva da via Turati nelle parole di Paolo Maldini:

Siamo pronti a tutto e abbiamo tante armi. Naturalmente non vogliamo un confronto duro e senza dialogo: il Fair Play Finanziario vuole azzerare i debiti nel calcio europeo ma non permettere di intervenire sul mercato a una società sana e senza debiti mi sembra incostituzionale. L’Uefa ha capito che questa è una società sana, con persone competenti, e vuole tornare in alto.

Paolo Maldini
Toni pacati ma parole pesanti da parte di Paolo Maldini

Possibile una spallata al FPF?

Il linguaggio è pacato ma, a voler leggere fra le righe, le parole sono pesanti. In sunto, il Milan pensiero può essere riassunto così: siamo uno dei club più onusti e gloriosi del mondo, abbiamo attraversato qualche difficoltà, ma ora ci stiamo rialzando sotto una proprietà solida e con la guida di persone serie e competenti. Lasciateci lavorare. Altrimenti? Altrimenti quel "pronti a tutto" educatamente buttato lì da Maldini potrebbe prefigurare diversi scenari, compresa l'ipotesi di un ricorso all'Unione Europea, con l'intento di sparigliare le carte e magari rovesciare il tavolo in cerca di un pronunciamento che faccia giurisprudenza, un po' come accadde nel 1995 con la legge Bosman.

Gattuso Milan
Intanto Gattuso prova a raggiungere risultati sul campo

Il Milan punterebbe, insomma, su una presunta inutilità, se non persino una dannosità, del Fair Play Finanziario, soprattutto alla luce delle sanzioni che alla fine vengono comminate. Se infatti chi spende e spande senza ritegno e senza rispettarlo viene colpito con sanzioni pecuniarie, si finisce per discriminare fra i club che possono permettersi di pagare anche multe astronomiche senza battere ciglio e i club che stanno lentamente cercando di risollevarsi, proprio come il Milan, per i quali anche una sanzione di 12 milioni influisce pesantemente sul bilancio. Il sistema insomma, sembrano sostenere in via Turati, è ormai sempre più vicino a un bivio: o lo si fa funzionare davvero e, invece di multarli, si escludono i club che non lo rispettano, oppure forse è meglio ripensarlo da capo.

Una linea, fra l'altro, condivisa anche da Adriano Galliani. L'ex braccio destro rossonero di Berlusconi, infatti, ha detto la sua a margine di un evento organizzato nell'ambito dell’Uefa Europa League Trophy Touma:

Per me il Fair Play Finanziario è ingiusto perché cristallizza l'esistenza di un club. Berlusconi prese in mano un Milan fuori dalle coppe e con due istanze di fallimento e in soli tre anni riuscì a vincere uno scudetto, una Coppa dei Campioni e un'Intercontinentale. Con queste regole il Milan di Berlusconi, il Milan delle 5 Champions League, non sarebbe mai esistito.

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