Ilaria D'Amico allontana le accuse: "Senza parole, amo Napoli"

La risposta della giornalista di Sky Sport alle accuse che le sono piovute addosso.

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"I tifosi dell'Ajax hanno avuto un approccio partenopeo". Questa la frase pronunciata da Ilaria D'Amico nel pre-partita di Ajax-Juventus. Parole che hanno scatenato un'infinità di polemiche e reazioni, anche da parte del mondo politico.

Il riferimento della giornalista di Sky Sport era ai fuochi d'artificio fatti esplodere da alcuni tifosi olandesi, alla vigilia della partita, nei pressi dell'hotel dove alloggiavano i bianconeri, con l'obiettivo di disturbare il sonno di Cristiano Ronaldo e compagni. 

Ai microfoni dell'ANSA Ilaria D'Amico si è difesa - a titolo personale - e ha allontanato tutte le accuse che le sono piovute adosso:

Sono stupita e senza parole per questi attacchi strumentalizzati. Non ne comprendo la ragione, ma questo non cambia di certo né l'amore e il rispetto che ho per il Napoli e per la sua città, né il totale dissenso su questo modo di usare i social network. Ho sempre riempito le mie trasmissioni di grandi apprezzamenti sul Napoli, come società, gestione, capacità di fare calcio e tifoseria, che reputo tra le più belle al mondo. Tutti fatti sempre chiaramente documentati perché avvenuti in diretta TV. Nonostante questo, qualcuno non perde occasione per attaccare

La D'Amico ha aggiunto:

Per essere sicura dell'assenza di riferimenti negativi delle mie dichiarazioni sono andata anche a rivedere la registrazione. Il mio riferimento all' "atteggiamento quasi partenopeo" era esclusivamente relativo ai fuochi d'artificio che alcuni tifosi dell'Ajax hanno sparato di notte, alla vigilia della partita, davanti all'albergo della Juventus. In riferimento a quello, e solo a quello, ho pensato alla notte di Capodanno a Napoli, all'immagine che abbiamo della festa con i fuochi nella città partenopea, e per questo ho detto quella frase. Poi, solo successivamente, ho stigmatizzato gli episodi di altro tipo con scontri e fermati avvenuti ad Amsterdam in giornata e per parlare di questi ho ceduto la linea all'inviato

Poi ha concluso:

Com'è possibile strumentalizzare tutto ciò? Leggere invece dell'ennesima strumentalizzazione da parte di chi, per sfogo o per trovare facili piccoli spazi di pubblicità, si cimenta con il tiro al bersaglio a professionisti e personaggi pubblici mi lascia profonda amarezza. Quando poi a insultare o usare infelici epiteti sono degli esponenti politici locali che dovrebbero prima comprendere il contesto e fare del buon senso, dei toni pacati e dell'educazione un indispensabile strumento di comunicazione nel loro lavoro, l'amarezza si trasforma in indignazione

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