UFC 236: titoli ad interim in palio, main event fra Holloway e Poirier

Siamo alle porte di un grandissimo evento: UFC 236. Il 13 aprile ad Atlanta, Georgia, avranno luogo quelli che sono praticamente due main event a capitanare la card, con due titoli ad interim in palio.

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UFC 236 è ormai alle porte. Nella notte fra il 13 ed il 14 aprile potremo assistere ad uno dei rematch più attesi dell'anno. Il main event della serata infatti varrà il titolo ad interim dei pesi leggeri (in attesa del ramadan e della risoluzione della squalifica del campione Khabib Nurmagomedov) e si preannuncia già un'epica battaglia fra i due protagonisti: il campione dei pesi piuma UFC e dominatore di categoria Max Holloway (20-3) ed il suo rivale Dustin Poirier (24-5).

Due fenomeni, ancora una volta uno contro l'altro, dopo il precedente dell'ormai lontano febbraio 2012, UFC 143, occasione in cui Poirier, più esperto e determinato, riuscì a finalizzare Holloway con una triangle armbar dalla monta alla prima ripresa, ottenendo il premio Submission of the Night. Da allora, Holloway perse soltanto per decisione non unanime contro Dennis Bermudez prima e per decisione unanime Conor McGregor poi, ed ha ottenuto un record totale di 16-2. La sconfitta contro Poirier rappresenta anche l'unica volta in cui Holloway è stato finalizzato in carriera.

Il co-main event invece varrà il titolo ad interim dei pesi medi fra Kelvin Gastelum (15-3, 1 NC), che avrebbe già dovuto affrontare Robert Whittaker, match poi saltato per infortunio del campione, e Israel Adesanya (16-0), imbattuto e fortissimo striker che ha superato Anderson Silva per ottenere la tanto agognata title shot. 

UFC 236, due super-match per due titoli ad interim

Sebbene i titoli ad interim siano ormai in UFC una costante che ha perso sempre più importanza con il passare del tempo, grazie alla qualità presente in ogni divisione della promotion, due match di questa portata potranno senz'altro offrire un primo vero contendente per i campioni assoluti delle due divisioni.
Cerchiamo adesso di elencare quali potrebbero essere le chiavi per la vittoria nei due match per i contendenti e cosa ci si aspetta da loro.

Le chiavi per la vittoria: Gastelum vs Adesanya

Più che di prospetti, ormai quando si parla di Gastelum ed Adesanya si fa riferimento a due fighter maturi, pronti a giocarsi le loro carte nella divisione delle 185 libbre. Gastelum, quando combatté il primo match nella divisione, quasi per punizione per non aver centrato il peso nella categoria sottostante, dichiarò che quella era solo una gita e che sarebbe stata dura per lui competere con atleti dalla tale compostezza fisica. Invece poi nella categoria ha messo insieme un record di 4-1, 1 NC, contro veri e propri mattatori. Il No Contest è arrivato contro Vitor Belfort, ma in origine il protegé della Kings MMA aveva messo KO il fenomeno brasiliano, prima di veder sfumare la vittoria a causa della positività ad un metabolita della marijuana. Ha battuto anche Michael Bisping per KO, pensionandolo, e Jacare Souza per decisione non unanime.

Gastelum è un atleta molto forte fisicamente, dotato di una grande boxe applicata alle MMA; utilizza diverse angolazioni e le sue mani sono davvero veloci. In tal senso, sembra uno dei pochissimi a poter impensierire Whittaker. Grazie poi al taglio del peso sempre minore, la sua mandibola sembra davvero indistruttibile: Gastelum è stato capace di assorbire colpi pesantissimi senza batter ciglio ed è probabilmente nella fase migliore della sua carriera. Il suo wrestling potrebbe essere una spina nel fianco per Adesanya, così come la sua boxe veloce e dalle angolazioni inusuali. Prima però, deve accertarsi di poter accorciare le distanze senza subire danni contro un colosso dello striking quale è Adesanya.

A The Last Stylebender infatti potrebbe bastare probabilmente, stilisticamente parlando, gestire il match dalla distanza per portare a casa una noiosa vittoria ai punti. Adesanya è uno degli striker più precisi e tecnici dalla distanza ed è un fighter estremamente intelligente che rischia davvero poco. Colpisce in maniera inaspettata, è estroso ed imprevedibile e se trova l'angolo giusto può mettere KO l'avversario in breve tempo. È dotato di un footwork ad oggi impareggiabile nella divisione. Sembra poter calare fisicamente solo nelle ultime riprese e se messo sotto torchio. In proposito, il match disputato contro il nostro rappresentante Marvin Vettori è illuminante. Non dimentichiamoci che The Italian Dream è anche compagno di team di Gastelum e senz'altro avrà messo la propria esperienza a disposizione del suo teammate. 

Stilisticamente, ad oggi, vedo ancora favorito - ma davvero di misura - Adesanya. Il nigeriano naturalizzato neozelandese ha più carte da giocare rispetto a Gastelum in fase di stand-up, ma occhio alle fasi d'accelerazione e di clinch dell'americano d'origine messicana: lo stile centroamericano fatto di bagarre e corte distanze è proprio di Gastelum e l'allievo di Rafael Cordeiro non si farà certo pregare per fare pressione e sporcare il match.

Le chiavi per la vittoria: Holloway vs Poirier

Il main event della serata, che vedrà la cintura ad interim delle 155 libbre in palio, ha già i connotati dell'instant classic. Abbiamo visto Max Holloway e Dustin Poirier crescere insieme dopo la loro battaglia a UFC 143. Il più esperto Poirier ebbe allora la meglio, ma pare difficile che il rematch fra i due si risolva in maniera simile. Holloway difende oggi l'83.18% dei takedown che gli si indirizzano e per di più si rimette in piedi in brevissimo tempo quando viene atterrato. Tradotto: è davvero difficile costringere questo Holloway a terra. All'età di 27 anni è il fighter che ha messo più colpi significativi in tutto il roster UFC, fa del ritmo e della chirurgia della sua boxe applicata alle MMA i suoi cavalli di battaglia; ma non perdete d'occhio il suo footwork: a chi non segue assiduamente Blessed, il gioco di gambe del campione dei pesi piuma potrà sembrare lento e da brevilineo, ma non si potrebbe essere più lontani dalla realtà. Holloway è alto 180 cm ed ha un allungo di "appena" 175 cm. Ciò fa sì che l'hawaiano per sfondare la guardia dell'avversario senza poi subirne il rientro, tenga un ritmo altissimo ed un footwork praticamente perpetuo. È proprio quello che fa Max: non sta mai fermo. I suoi passi sono brevi, ma perpetui. In & out dalla guardia dell'avversario sono il suo pane e burro, per capire di cosa parlo riguardate quelli che per UFC sono i suoi migliori 5 KO.

Stilisticamente il match-up fra i due è davvero perfetto perché se Holloway tende ad inseguire il proprio avversario ed a pressarlo, Poirier, al contrario, non esegue questa strategia, a meno che non si senta estremamente sicuro di mettere a segno una finalizzazione. Dustin infatti preferisce agire dall'esterno o frontalmente, centrando il proprio avversario con colpi in linea retta. Grazie anche alla propria boxe estremamente evoluta nel corso degli anni, quella di Poirier è stata una delle scalate più impressionanti e sottovalutate dell'intera divisione. A quota 8-1, 1 NC da quando è tornato nei pesi leggeri, unico inciampo su un gancio tremendo di Michael Johnson, The Diamond è ad oggi considerato uno dei più pericolosi contendenti a 155 libbre. Preferendo far fede sulla propria boxe piuttosto che sul proprio submission game, Poirier è tornato alla ribalta con le ultime tre prestazioni in crescendo: prima ha finalizzato Anthony Pettis ammaccandogli una costola con un triangolo al corpo, poi ha ottenuto degli impressionanti TKO prima su Eddie Alvarez e poi su Justin Gaethje. È la bestia nera dei brawler, essendo dotato di una boxe chirurgica e di gestione delle distanze molto precisa. Non tende a perdere la lucidità nel corso del match, anzi, quando il ritmo cala si fa più pericoloso grazie alle combinazioni da due-tre colpi che vanno praticamente sempre a segno. Cambia spesso il livello, passando agilmente dal corpo al volto e riesce ad abbattere con colpi violentissimi i propri avversari.

Ad oggi, vedo favorito Max Holloway per il percorso dei due, più solido quello del campione hawaiano; ma occhio a Poirier. È abituato a combattere a 155 libbre ed è un contendente più che legittimo, dotato di qualità che non vanno assolutamente sottovalutate, pena il rischio sconfitta. Holloway lo conosce bene e ne avrà seguito l'evoluzione quindi molto probabilmente si farà trovare pronto. Ma Poirier non è un fighter che sbaglia negli appuntamenti importanti, lo ha appunto dimostrato contro Alvarez e Gaethje e ad oggi sembra più in forma che mai. 
Se dovesse riuscire a portare a terra Holloway, avrebbe ancora una volta le sue chance. Dallo stand-up ha un ritmo più basso del campione dei pesi piuma, ma ha un vantaggio nell'allungo: il Diamante ha ben 182 cm di portata e, lavorando all'esterno, potrebbe riuscire a sfruttarla a dovere.

Il resto della card

Il resto della main card, che andrà in onda come al solito su DAZN dalle ore 4.00 nella notte fra il 13 ed il 14 aprile, sarà così composta:

  • Eryk Anders vs Khalil Rountree jr. (pesi massimi-leggeri)
  • Alan Jouban vs Dwight Grant (pesi welter)
  • Ovince St. Preux vs Nikita Krylov (pesi massimi-leggeri)

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