NBA: il saluto da campioni di Wade e Nowitzki tra lacrime e gioia

Wade arriva al capolinea casalingo del farewell tour, mentre Nowitzki saluta il suo pubblico annunciando il ritiro nell’intervallo.

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È stata una nottata difficile per gli appassionati NBA, perché oltre ai vari incroci che si potessero creare sul campo per una griglia playoffs che è ancora lontana dall’essere definita nei seed, soprattutto nella western conference, c’è stato tanto spazio per un viaggio nel tempo che ha ripercorso la carriera, le gesta, le vittorie e le delusioni di due campioni che al termine della stagione appenderanno le scarpe al chiodo. Ahinoi manca solamente la partita di questa notte per chiudere quella che verrà ricordata come la stagione degli addii di Dwyane Wade e Dirk Nowiztki. Arrivano contestualmente i saluti, ma con modalità differenti in un farewell tour di Wade che ha raccolto emozioni e sorrisi su ogni campo, mentre il tedesco, di contro, lo ha annunciato nella sua ultima partita casalinga con quattro minuti di speech e un velo di commozione.

Entrambi hanno regalato innumerevoli emozioni sul campo e talvolta la storia li ha messi uno contro l’altro anche a livello di finale NBA. Ognuno si è tolto la soddisfazione di rimontare l’altro e vincere un titolo, con Wade che ne ha poi collezionati altri con LeBron James. Poi Paul Pierce si è sentito in dovere di dire che la sua carriera fosse stata meglio di quella di Flash in un clamoroso autogol non tanto per la sostanza, quanto per il timing e per il fatto che in questo momento non gli era richiesta, vista la festa che il giocatore più rappresentativo degli Heat ha portato in giro per tutta la stagione.

Nowitzki è un personaggio diverso, quasi l’anti-stella NBA: poco appariscente e di pochissime parole di cui nessuna fuori posto, che ha fatto parlare sempre e solo il campo da gioco, i suoi allenamenti e la capacità di vincere un titolo anche dopo un periodo di fallimenti anche clamorosi. I suoi Mavericks cominciano a rivedere la luce in fondo al tunnel ora che è arrivato Luka Doncic, ma il tempo sarà maturo tra qualche anno, intanto tutto il Texas si è riunito e si riunirà intorno alla sua figura ricordandolo come il giocatore più rappresentativo della loro storia.

NBA: Wade county e Miami ai suoi piedi

Le gesta su un campo NBA dell’uomo da Marquette sono nei ricordi di tutti e ognuno di noi tiene in un particolare angolo della memoria quello che più lo rappresenta legandosi a emozioni particolari. Se vogliamo lasciare da parte momentaneamente il campo, tutto il mistico che gli americani sanno mettere in questi tipi di momenti è letteralmente esploso nel video che ha reso omaggio al suo career ending. Nel suo farewell tour Wade ha scambiato le sue maglie con quelle di tutti i giocatori più rappresentativi della lega o anche chi, come Huerter, lo ha sempre visto come idolo ai limiti del mito. La Budweiser ha voluto prendere spunto da questo momento, girando un bellissimo video per onorare alcuni dei suoi gesti.

Ha scelto, oltre alle maglie della bacheca, altri cinque scambi con persone a cui ha fatto del bene. Queste gli hanno regalato la canotta del fratello, la loro giacca, il loro vestito sino ad arrivare alla mamma che in un breve speech molto commosso dinanzi al figlio lo ha ringraziato per il giocatore che è stato, ma soprattutto per l’uomo che è diventato. Come in tantissimi casi succede, le gesta da giocatore definiscono quasi totalmente il loro successi e il tag #l3gend rende l’idea della sua grandezza. Oltre a questo ci sono i gesti dei giocatori NBA fuori dal campo, quelli che cambiano letteralmente alcune vite, come la signora che aveva visto sparire tutta la sua casa in un incendio trovando appoggio e forza per ripartire proprio dalla stella degli Heat che l’ha portata a comprarsi vestiti e generi di prima necessità. Il mito si costruisce in campo e fuori. Ci mancherai Flash.

L’ultima in casa di Dirk Nowitzki

Discorso diverso, come detto, per Dirk Nowitzki che ha spiazzato tutti annunciando l’addio nell’intervallo della sua ultima partita casalinga della carriera. Si paventava la possibilità che giocasse un altro anno, ma alla fine il percorso si chiuderà esattamente assieme a quello del collega di Miami. Anche in questo caso il grande senso del sentimento americano ha mostrato un video sul profilo ufficiale dei Mavs che ha fatto scendere più di una lacrima sui volti dei tifosi e degli appassionati di basket. Sulle note di “time of your life” dei Green Day abbiamo rivissuto una carriera incredibile di un pioniere che ha reso l’NBA un luogo più agevole per tutti gli europei.

Ha avuto una serie di attestati di stima in giro per la lega e anche nella pausa dell’ultima partita oltre all’emozione ha saputo ironizzare:

Anche se Jamal Crawford mi sta rubando lo spettacolo, ringrazio Phoenix per avermi permesso di realizzare qualche punto oggi in questa giornata speciale che sarà l’ultima in questo palazzetto. Vi ringrazio per l’affetto che mi avete mostrato. Ringrazio i miei compagni, gli allenatori, Marc per essere stato sempre dalla mia parte e tutti voi.

Le immagini vedono Steve Nash, Don Nelson, fino a Marc Cuban, passando per tutti i momenti degli ultimi ventun’anni dei Mavs. Lui è sempre stato il denominatore comune, la presenza insostituibile e l’artefice dell’unico successo recente della franchigia texana. È difficile raccontare a parole il significato dell’uomo da Wurzburg per Dallas e forse basterebbe il boato quando annuncia l’ultima partita casalinga di carriera. Lì c’è tutto il rispetto e l’amore per un giocatore e (anche qui) un uomo irripetibile.

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