NBA, Lakers nel caos: Magic Johnson si dimette da presidente

In carica da poco più di due anni, l'ex stella gialloviola ha lasciato a sorpresa nel corso di un'improvvisata conferenza stampa: "Mi divertivo di più quando non ero presidente".

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Il basket NBA guarda stranito verso Los Angeles: non più solo perché i Lakers non sono riusciti a conquistare i playoff nemmeno nell'anno dell'arrivo di LeBron James, ma soprattutto perché poche ore fa Magic Johnson ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni da presidente.

In carica dal febbraio 2017, Earvin, questo il suo vero nome, si era buttato nella nuova avventura con grande entusiasmo. Chiamato, allora, da Jeanie Buss che aveva appena preso direttamente in mano la franchigia - allontanando il fratello Jim e il suo storico uomo di fiducia Mitch Kupchak - l'ex stella gialloviola aveva dato il via alla rivoluzione.

Sembrava la scelta perfetta: nessuno più di lui, e di Jabbar forse, incarnava lo spirito Lakers, la sola squadra NBA in cui avesse giocato nella sua carriera. Magic avviò subito il piano triennale della rinascita dando fiducia a un gruppo di giovani promettenti cui l'estate scorsa affiancò LeBron per il primo step, l'approdo ai playoff, con l'intento di firmare nei prossimi mesi un'altra stella, o magari due, per chiudere il cerchio e tornare a lottare per l'anello. Quello che quando calcava i campi da basket, lui aveva vinto ben 5 volte negli anni 80.

Basket: Magic Johnson in conferenza stampa
Magic Johnson non è più presidente dei Los Angeles Lakers

Basket, Magic Johnson lascia la presidenza dei Lakers

Ma qualcosa non ha funzionato. L'infortunio di LeBron ha privato a lungo i Lakers della sua stella - che per inciso deve probabilmente anche cominciare a fare i conti con l'inizio del proprio declino - e ha provocato il fallimento dell'obiettivo dichiarato, i playoff, e di tutta la stagione. Poi lo stesso Magic, che fra basket e altro gestisce business in proprio per oltre 700 milioni di dollari, si è trovato di fronte a un impegno, la presidenza della franchigia, che gli assorbiva più energie del previsto. I contrasti, poi, con il gm Rob Pelinka e la diversità di vedute con Jeanie sulla sorte del coach Luke Walton, in grande sintonia con la proprietà e che lui avrebbe voluto allontanare, hanno fatto il resto e ieri sera è arrivato l'annuncio a sorpresa. Talmente a sorpresa che, come ha candidamente ammesso lo stesso Magic nell'improvvisata conferenza stampa, nessuno in società ne sapeva nulla:

Mi dimetto. Sono uno spirito libero che è stato ammanettato. E non mi piace. Mi divertivo di più quando non ero presidente, avevo una vita splendida prima di accettare questo lavoro: non vedo l’ora di tornare a quella vita. Qualcuno dovrà dire a Jeanie che me ne vado, perché io non riesco a guardarla negli occhi e dirglielo.

Una conferenza stampa che ha assunto tinte surreali quando Earvin ha ammesso di avere visto la Buss la sera prima e di avere ricevuto la conferma dei pieni poteri su qualunque decisione riguardo lo staff tecnico e non solo. Decisioni che ora tornano nelle mani della stessa proprietaria. Ma Johnson ha mostrato fiducia nel futuro dei Lakers:

La squadra sta andando nella direzione giusta, se non fosse così me non me ne andrei. Il prossimo anno faremo bene e se riusciremo a prendere un’altra star faremo ancora molto meglio.

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